Bestie d’Italia volume secondo (recensione)

17 Maggio 2020

E come promesso arriva la mia recensione sul secondo volume dell’antologia di racconti fantastici a tema creature italiche dal titolo inequivocabile Bestie d’Italia volume 2.

Bestie d’Italia volume 2 – NPS Edizioni

Oggi vi parlo del secondo volume dell’antologia Bestie d’Italia edito da NPS Edizioni. Ancora un grazie ad Alessio del Debbio presidente di NPS per la fiducia e, soprattutto, alla bravissima Debora Parisi per avermi fatto conoscere l’opera e per aver scritto lei stessa uno dei racconti più belli: Il caso del basilisco.

In questo secondo volume è forte la presenza di autrici donne.

I racconti del secondo volume sono:

  • La notte del Re dei Biss di Giuseppe Gallato
  • L’Orculen di Len di Giuseppe Chiodi
  • Il mostro del fiume di Alessandro Ricci
  • La fiera bestia del Milanese di Alessio Del Debbio
  • I suoni della montagna di Maria Pia Michelini
  • Le nebbie di Parma di Alessandra Leonardi
  • Il caso del basilisco di Debora Parisi
  • La ninfa e il cacciatore di Micol Fusca
  • L’eredità di Dolasilla di Luciana Volante
  • Il santo di nessuno di Francesca Cappelli

La bellezza delle raccolte di racconti è la varietà stilistica e di contenuti. Il filo conduttore è sempre quello delle creature bestiali che vivono nella fantasia del popolo italiano. Ogni autore ha saputo raccontare a modo proprio un momento portandoci avanti e indietro nel tempo attraverso la nostra bellissima terra.

La notte del Re dei Biss è un racconto per metà fantascientifico cucito intorno al mito del Basilisco che è considerato il re dei serpenti. Un coraggioso soldato di nome Kane si avventura contro la mostruosa creatura in grado di pietrificare con lo sguardo, uccidere con il fiato o far morire le piante al suo passaggio. Kane è meticoloso nel predisporre un piano e il ritrovamento di un antico documento gli rende possibile progettare una trappola contro l’enorme bestia. L’impiego di armi tecnologiche e futuristiche non lo renderà immune alle mostruose armi magiche del Basilisco. Una creatura antica e quasi invincibile contro un super soldato moderno…

L’Orculne di Len racconta la storia di un artigiano che da sempre si occupa di costruire presepi perfetti in ogni dettaglio. In seguito ad una tragedia personale il protagonista smarrisce se stesso. La narrazione è incentrata su questa sua aridità e sulla fatica nel ritrovarsi.  Odo è pieno di odio e rancore verso tutti. Ha così in odio gli altri artigiani di presepi da compiere un terribile atto vandalico. Ha così poca stima di sé che non pensa che Ulde, giovane e bellissima ragazza del paese, possa essere in qualche modo interessata a lui. Proprio lei che ha conosciuto bambina. L’incontro con il gigantesco Orculen sarà solo il completamento della storia, ma i rapporti umani e i sentimenti sono i veri protagonisti del racconto.

Il mostro del fiume è la storia di Francé, un ragazzino innamorato dell’avventura. Il suo sogno è quello di divenire un eroe e combattere le creature mostruose che popolano l’Italia e per tale motivo si addestra al combattimento e si tiene in esercizio. Il suo incontro con Alberto è del tutto casuale. Alberto è un cavaliere e incarna tutto ciò che Francé vorrebbe essere da adulto. Per tale motivo lo segue e lo prega di tenerlo con sé. I due incontrano sul loro cammino un mostruoso essere, il Bargniff, un gigantesco rospo con poteri oscuri in grado di uccidere in pochi istanti anche un vero eroe come Alberto. La creatura offre la possibilità di venir risparmiati rispondendo ad un indovinello. La sfida va oltre la forza e il coraggio…

Bargniff, un gigantesco rospo

La fiera bestia del Milanese è il racconto di Alessio Del Debbio che, ancora una volta, ci conduce indietro nel tempo fino al 1792 nel Ducato di Milano. Bartolomeo conduce un carro con il quale trasporta delle bestie demoniache: due ulfhednar meglio conosciuti come uomini lupo. Dei briganti assaltano il carro e malauguratamente liberano le bestie. I veri protagonisti della storia sono proprio Markus e Roland, due uomini condannati da un sortilegio a vivere come mostri nutrendosi esclusivamente di bambini. I due conservano la loro memoria e natura umana e soffrono di questa condizione maledetta. Una storia oscura vista dal punto di vista dei demoni.

I suoni della montagna è la storia di Gian Giorgio, rude uomo di montagna che perduta ogni attrazione verso la moglie Bortola, si ritrova a nutrire e amare sopra ogni altra cosa un’aquila. Per lui quella creatura diventa la vera ragione di vita. L’uomo si perde nel rapporto con lei: si convince di essere ascoltato e apprezzato fino in fondo soltanto da lei. Per questo ruba cibo dalla tavola e la nutre. Sempre più spesso vittima di se stesso e dell’alcol, l’uomo diventa violento verso la moglie. Nell’aquila egli ripone tutta la sua fede, ma un uomo così corrotto difficilmente è fedele…

Le nebbie di Parma è il racconto che vede protagonista Zaira, giovane donna innamorata di Marzio, un mazapegul, creatura in grado di assumere forma umana. Zaira vuole liberare tutte le creature della notte durante un giorno speciale: il solstizio d’inverno. Le creature sono state imprigionate nello zooforo secoli prima. Lo scontro è fra l’ortodossia della Chiesa incarnata da un sacerdote e una pia donna e una strega come Zaira e le creature del male. La figura di un senzatetto di nome Benny che ha un ruolo determinante nella storia, completano questa ben orchestrata battaglia fra fedi opposte.

La ninfa e il cacciatore è la storia di Lele giovane custode di una tenuta in montagna e della sua amica Sara. Entrambi lavorano per un affitta la tenuta  per le vacanze. Lele vive isolato nella tenuta e ha dei compiti precisi; Sara lo rifornisce di tanto in tanto di quello che gli occorre portatogli la merce dal vicino paese con il suo motorino. Un giorno Sara racconta una vecchia storia narratele dalla nonna Adelina. Ci sono due versioni una realistica ed una condita con molta fantasia in cui esiste una ninfa e una creatura fantastica chiamata martoreo. Il racconto della nonna riguardava Martino che, cinquanta anni prima, si era allontanato da casa ed era caduto in un crepaccio. Poco dopo Giovanni si era allontanato ed era stato ritrovato morto con il volto reso irriconoscibile. Cosa si celava dietro tutto questo? Dei semplici incidenti o, come dicevano le voci in paese, c’era qualcosa di vero nell’esistenza della ninfa e del martoreo?

Il racconto è davvero ben orchestrato. I sogni di Lele si alternano alle sue paure e si resta incollati al libro mentre un pizzico di ansia ci fa temere per la sua vita. Uno dei migliori racconti della raccolta!

L’eredità di Dolasilla racconta di una giovane donna che riceve la notizia della morte della nonna. Le viene lasciata una lettera e degli oggetti in apparenza del tutto normali: una pelliccia, un libro, un arco con delle frecce. La nonna le rivela un compito gravoso: prendere il suo posto in qualità di guerriera a difesa del regno di Fanes. L’incontro con Bruno, amico di infanzia, la mette in allarme. Lui le dice che non deve prendere la parole della nonna per vaneggiamenti. Pare sappia qualcosa di questa strana storia…

Il santo di nessuno è, infine, l’ultima storia dell’antologia Bestie d’Italia volume secondo. Mi ha davvero colpito lo stile dell’autrice. Una storia ben raccontata in ogni sua parte fino al finale davvero perfetto.


Una giovane assistente sociale si occupa del dolore della gente. Scopre cinismo, odio, rancori, razzismo e tanta fatica inutile che ogni essere umano aggiunge alla propria storia personale e a quella di chi lo circonda. Alcune persone si sono smarrite nei pressi della cittadina in provincia di Bolzano e lei, che è una profonda conoscitrice del territorio, viene chiamata in causa da un amico sacerdote che le ricorda il suo compito. Lui le parla della storia di san Giorgio e di san Michele che uccidono draghi figura del Male sulla terra.

Lei ha un gran cuore e nonostante sia molto lontana dall’immagine comune del santo cristiano è proprio la persona adatta combattere contro i mostruosi draghi della vita. Anna non vuole essere il santo di nessuno, ma non riesce a tenersi lontana dal suo compito. I draghi sono nutriti allodio e dal male che gli uomini coltivano con tanta passione. Solo l’amore vero può sconfiggerli. Uno dei miei racconti preferiti in assoluto.

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