Intervista a Licia Troisi

18 Febbraio 2019

Abbiamo l’onore di avere sul nostro blog l’inaspettata presenza della regina del fantasy italiano: Licia Troisi.

La regina del fantasy: Licia Troisi

Licia Troisi è una scrittrice fantasy e astrofisico che fa anche la moglie, la mamma, va in TV e chissà quante altre cose. Ha scritto moltissimo e continua a farlo con grande passione.

Famosi tra gli altri sono i libri sulle Cronache, Leggende e Guerre del Mondo Emerso. Come libro fuori dalle saghe c’è il bellissimo I dannati di Malva. Ricordiamo La ragazza drago, I regni di Nashira, Pandora e La saga del Dominio.

Licia Troisi su RAI 5

Insomma, un vulcano in piena attività…conosciamola insieme!

Warlandia: Ciao Licia, grazie mille per la disponibilità. Considerato quanti impegni hai e quanto tu sia famosa è per me quasi un miracolo avere ricevuto risposta in circa 3 minuti alla mia richiesta! Un punto a tuo favore! Sono un tuo fan accanito e faccio leggere i tuoi romanzi a tutti i bambini e ragazzini che conosco. Mi accorgo, però, che gli adulti sono spesso scettici nei confronti del fantasy. Io, invece, penso sia un genere molto sottovalutato e che sia un ottimo mezzo per riflettere sul mondo reale. A te la parola!

Licia Troisi: Sì, è sicuramente un problema di pregiudizio. Soprattutto in Italia, il fantasy viene percepito come qualcosa legato solo alla letteratura per l’infanzia. Io però sposterei il problema: perché un adulto ritiene sconveniente leggere anche libri per ragazzi? Io ne ho letti e ne leggo ancora parecchi, non me ne sento sminuita, anzi ho trovato perle assolute, come i libri di Jonathan Stroud. Per chi come me è orgogliosamente scrittore per ragazzi, la questione è tutta là.

Warlandia: Ho letto e recensito sul mio blog diversi romanzi di autori giovanissimi e alle prime armi perché sogno di dare a tutti una chance e uno spazio. Ho trovato che spesso gli scrittori alle prime armi si lanciano in romanzi di dimensioni esagerate e che le case editrici non intervengono se non in rari casi. Cosa ne pensi? Che consigli daresti ad un giovane che si avvicina alla scrittura? Parliamo sia di scrittura sia della fase successiva sino alla pubblicazione del testo.

I regni di Nashira – Il destino di CETUS di Licia Troisi

Licia Troisi: C’è stato sicuramente un periodo, intorno a una decina di anni fa, in cui sono stati pubblicati molti giovani esordienti perché era un po’ una moda, e quindi le case editrici erano più sensibili nei confronti di autori di questo tipo. Comunque, io credo moltissimo nel ruolo della casa editrice, che deve curare il testo e aiutare lo scrittore a crescere come autore e dare il meglio di sé. Una casa editrice che non fa queste due cose, non sta realmente assolvendo al suo compito. Poi, per carità, a volte è anche colpa di alcuni autori che vivono l’editing come una specie di braccio di ferro e la casa editrice come l’entità malvagia che vuole venderti al mercato…

Warlandia: Leggendo i romanzi del ciclo del Mondo Emerso mi sono spesso confrontato con personaggi femminili molto controversi come Niahal e Dubhe. L’atmosfera che regna nella storia di Dubhe è più cupa, inquieta e sofferta. In entrambe e in tutti i tuoi personaggi ritrovo molte emozioni. Usi il fantasy per raccontare di crescita, amore, fatica, dolore, sofferenza e molto altro ancora. Come sono nate Nihal e Dubhe?

Licia Troisi: Sono personaggi che hanno in sé molti elementi autobiografici: Nihal rispecchia soprattutto la mia adolescenza, mentre Dubhe il periodo di incertezza che ha seguito la mia laurea, quando mi sembrava di essere bloccata e di non riuscire a crescere ulteriormente ed entrare nel mondo adulto. Poi, Nihal, che è il mio primo personaggio, sicuramente ha risentito di miriadi di influenze, da Berserk a PK. Dubhe è anche un po’ figlia della mia passione dell’epoca per Naruto.

Warlandia: E più in generale come nasce un tuo personaggio?

Licia Troisi: A volte nascono prima i personaggi, a volte i mondi che li ospitano. Le idee mi vengono un po’ di continuo, iniziano come delle ossessioni che pian piano crescono per accumulo di elementi, fino a quando non fanno massa critica e sento il bisogno di ordinarle in una trama. Certo molti miei personaggi risentono di personaggi altrui che ho amato: per le psicologie mi ispiro molto più ai libri e ai fumetti che alle persone vere, aa parte gli elementi autobiografici che a volte metto nelle mie protagoniste.

Warlandia: Cosa ne pensi della scuola moderna, partendo dalle elementari fino ad arrivare all’università dove tu stessa insegni?

Licia Troisi: (In effetti non insegno all’Università :P, al massimo mi è capitato in passato di seguire una studentessa che stava preparando la sua tesi per la laurea triennale). Per ora ho un’esperienza diretta solo della scuola elementare, dove va mia figlia, e una indiretta degli altri ordini, dove in genere vado a tenere incontri con gli studenti. A me pare che nonostante i limiti di budget e anche la crisi di autorità che sta vivendo, la scuola pubblica sia ancora un’oasi felice, dove davvero si cerca di crescere cittadini consapevoli e di stimolare i ragazzi in mille modi. Certo, dipende tantissimo dalla bravura e dalla dedizione del singolo insegnante, ma ho incontrato tantissimi maestri e professori appassionati e capaci.

Warlandia: Perché non far leggere ai ragazzi qualcosa di moderno e adeguato alle loro aspettative a fianco dei grandi classici?

Licia Troisi: Viene fatto, anche se pure questa è una cosa che dipende soprattutto dall’iniziativa del singolo insegnante. Credo che negli ultimi anni la promozione della lettura, nella scuola, sia migliorata molto. Per dire, a scuola di mia figlia i bambini vengono portati una volta a settimana in biblioteca perché possano scegliersi i libri da leggere, e ci sono tantissimi titoli di autori contemporanei.

Warlandia: Come vivi la tua presenza nel mondo reale non solo in virtù del ruolo di scrittrice, ma come donna, madre, moglie, cittadina?

Licia Troisi: Un po’ come tutti :P. Per natura, ho sempre considerato il mio lavoro una cosa aleatoria, che oggi c’è e domani chissà, e in cui il successo non dipende completamente da me. Per cui, non credo di essere cambiata molto né dopo la pubblicazione né dopo l’inizio del mio altro lavoro in tv. La vita vera è quella di tutti i giorni, assieme alla mia famiglia e ai miei amici. Il resto è lavoro, certo gratificante, ma, appunto, con un certo grado di volatilità che bisogna sempre considerare.

Warlandia: So che ami i COSPLAY e il mondo dei fumetti in generale. Ci dici due parole sull’argomento?

Licia Troisi in armatura

Licia Troisi: I fumetti sono stati forse la mia fonte d’ispirazione principale, come dicevo anche prima. Adesso gli dedico meno tempo rispetto al passato, ma sono appassionata di manga e leggo anche molto fumetto italiano. Sono un po’ più carente sul genere supereroistico. Il cosplay è stata una mia passione, e una volta l’anno continuo a praticarlo a Lucca Comics & Games, anche se in modo un po’ atipico: a parte due anni fa, in cui sono stata Amy Pond del Dr. Who, in genere mi vesto semplicemente in armatura. Quest’anno ho recuperato un po’ l’aspetto più artigianale perché mia figlia ha voluto vestirsi da Kanna di Inuyasha, e le ho fatto io il costume. Ho ricordato perché mi piacesse tanto farlo, ma anche tutti i limiti che ho sempre avuto come cosplayer.

Warlandia: Perché ami tanto i draghi? Nelle tue storie sono onnipresenti!

La fantastica Licia Troisi a casa Baggins!

Licia Troisi: In verità non lo so. Credo per me rappresentino tutto quanto amo e temo e nella natura: sono enormi, potenti, bellissimi, e poi volano, e io ho paura di volare. Però al tempo stesso sono anche inconoscibili, almeno nella maggior parte dei miei mondi, perché non parlano, e terribili. Io credo che la natura sia così: bellissima e terribile, e irriducibilmente altro da noi.

Warlandia: Libro e autore preferiti?

Licia Troisi: Autore, ne ho uno fantasy: Jonathan Stroud, come dicevo prima, soprattutto la saga di Lockwood & co. Libro, Il Nome della Rosa, che leggo una volta l’anno. Sono arrivata a ventuno riletture.

Warlandia: In te convivono, lo abbiamo già detto più volte, la scienziata e la scrittrice fantasy. Hai scritto come divulgatrice scientifica Dove va a finire il cielo? Ce ne vuoi parlare?

Licia Troisi: La divulgazione ho iniziato a praticarla durante l’Università, quando sono entrata nel gruppo divulgativo dell’Osservatorio Astronomico di Roma. Farla mi è sempre piaciuto tantissimo, e quindi ho trovato Dove Va a Finire il Cielo? una sorta di coronamento di un percorso, ma anche un’esperienza che mi piacerebbe ripetere, magari a breve.

Warlandia: Pensi che scriverai mai un romanzo fuori dal genere fantasy?

Licia Troisi: Non lo so. Sento che il fantastico mi appartiene profondamente, e dunque forse qualcosa che non contenga anche elementi fantastici non lo scriverò mai. Però mi piace giocare coi generi, e sento una certa attrazione per il giallo e il thriller, che a volte hanno fatto capolino nelle cose che scrivo. Cose ibride quindi credo ne scriverò in futuro.

Warlandia: Che mi dici del tuo look? Come mai la scelta di portare i capelli così corti?

Licia Troisi: Quando avevo i capelli lunghi, li tenevo sempre legati in una coda, quindi ho sempre preferito in un certo senso tagli più comodi. Avevo già iniziato a scorciarli quando una sera vidi una ragazza a spasso coi capelli rasati. Era da parecchio che mia madre mi diceva di provare a tagliarli così corti, e allora decisi di farlo. Si tratta ormai della bellezza di sedici anni fa. Mi piacquero da subito, e da allora non li ho più fatti ricrescere, al massimo tinti; ho giusto eliminato la frangia un paio di anni fa.

Nihal della Terra del vento

Warlandia: Spesso ci sentiamo dire cose del tipo: “Non giudicare un libro dalla copertina”…Come scegli un libro per te ed uno da regalare?

Licia Troisi: Anche dalla copertina :P. In linea di massima, però, contano le segnalazioni che trovo online, o in tv, o da parte di amici. Leggo qualche trama, e se mi intriga lo prendo. Ci ho preso anche delle grosse cantonate, ma non mi pento mai di aver letto un libro, anche se l’ho detestato. C’è sempre qualcosa da imparare, anche dai libri che non piacciono. Invece raramente regalo libri, se non a persone a me vicinissime: mi sembra una cosa troppo intima, ho sempre pura di sbagliare. Ormai compro libri solo a mia figlia.

Warlandia: Grazie mille. Non avrei mai pensato di avere la fortuna e l’onore di intervistarti. Sei bravissima e spero che tu possa continuare a scrivere ed entusiasmare le giovani generazioni per moltissimi anni. Fai un saluto a tutti i tuoi fan!

Licia Troisi: Grazie tantissimo! Bon, un saluto a tutti e grazie mille per la passione con cui continuate a seguire le mie storie, cercherò di esserne sempre all’altezza :).

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