Il talento del cappellano (recensione)

12 Giugno 2022

Ancora un romanzo di Cristina Cassar Scalia che ci racconta la Sicilia in cui si svolgono le indagini della vicequestore Vanina Guarrasi e della sua squadra. Un casa particolare perché i morti ammazzati sono due e vengono ritrovati al cimitero uno sull’altro sulla tomba di famiglia di uno dei due. Le persone uccise sono Azzurra Leonardi e monsisgnor Antonino Murgo. Quali ragioni hanno portato l’omicida a non accontentarsi di uccidere, ma di allestire un simile tetro altare?

Il talento del cappellano di Cristina Cassar Scalia
Il talento del cappellano di Cristina Cassar Scalia – Edizioni EINAUDI – Stile libero BIG

Il romanzo inizia con la macabra scoperta del cadavere di una donna dentro l’Albergo della montagna, un hotel abbandonato dagli anni 80 in ristrutturazione. Siamo in Sicilia, sull’Etna e in pieno inverno: il paesaggio è tutto innevato. L’uomo che ritrova il cadavere è appassionato di UFO e non è considerato molto attendibile dalla polizia locale. L’uomo vista la donna morta fugge terrorizzato, ma poi torna sui suoi passi e non ritrova il cadavere.

La sua segnalazione viene presa con le pinza, ma Vanina non è una persona qualsiasi e sente che è bene prestare attenzione alle parole dell’uomo. Poco tempo dopo il ritrovamento di due cadaveri al cimitero posti uno sull’altro fa scattare il collegamento mentale. Si tratta della donna morta all’hotel e di un noto monsignore. La macabra composizione è stata inscenata dall’assassino che vuole sicuramente lanciare un messaggio. Vanina indagherà con passione fino alla scoperta della verità.

Io e la mia famiglia abbiamo imparato ad amare la protagonista di questi bellissimi romanzi: Vanina Guarrasi. Sarà perché è di Palermo, ma vive a Catania; sarà perché è una donna cocciuta e con un intuito sensazionale, oppure semplicemente perché Vanina è una donna speciale.

Anche IL TALENTO DEL CAPPELLANO non ha deluso le nostre aspettative. Il romanzo è veloce, la trama intricata e c’è un legame con la mafia locale. La mafia che ha ucciso il padre di Vanina davanti ai suoi occhi quando era piccola e disarmata. Quel momento ha condizionato per sempre le scelte di Vanina che non potuto fare a meno di combattere contro la criminalità organizzata e la delinquenza in generale.

Vanina ha, però, scelto di lavorare nella squadra omicidi e di tenersi alla larga dai fatti di mafia. Nonostante la sua scelta il mondo sembra volerla irretire e ricondurre a combattere in prima persona contro la mafia. Persino Paolo, suo storico fidanzato mai dimenticato, è un uomo di giustizia. Lui è un magistrato antimafia e questo terrorizza Vanina all’idea di perderlo.

Per tale ragione è lei che decide di mollarlo pur di non vivere con quella paura che, in realtà, lei non può scacciare anche se lui vive a Palermo sotto scorta e lei a Catania in veste di vicequestore.

Il talento del cappellano è costruito, ancora una volta, sui dettagli di un passato che ritorna. Un sacerdote importante e da tutti altamente considerato viene ucciso e fatto ritrovare insieme al cadavere di una donna che, in apparenza, non ha alcun legame con lui.

Le piste sembrano condurre verso un colpevole preciso: un uomo della mafia. Eppure sembra mancare il movente, le logiche mafiose non sono rispettate anche se moltissimi indizi sembrano non lasciare dubbi.

Cristina Cassar Scalia
Cristina Cassar Scalia (Autrice)

L’ex commissario Patanè, uomo anziano e ormai in pensione, sarà ancora una volta determinante per le indagini di Vanina. La caparbietà e la lucidità con le quali Vanina conduce ogni indagine le saranno d’aiuto nel ricostruire dettaglio dopo dettaglio il percorso mentale dell’assassino.

La squadra del vicequestore Guarrasi è determinante nelle indagini: persino il raccomandato Lo Faro comincia a farsi valere e riesce a farsi stimare da Vanina. Impareggiabile sarà l’aiuto ricevuto dall’ispettore Spanò, da Marta Bonazzoli e da tutta la squadra.

Uno dei personaggi più caratteristici è il questore Tito Macchia, napoletano verace. Il grande capo, un uomo “di peso” che ammira moltissimo la sua vice e le lascia massima libertà nelle sue indagini.

Il romanzo si chiude con un gancio verso il prossimo volume lasciando il lettore appeso al desiderio di conoscere il destino di Vanina….da leggere tutto d’un fiato!

CONSIGLIATISSIMO!!!!!

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