I viaggi di Gulliver (recensione)

15 Novembre 2021

Oggi parliamo di un libro che ha influenzato la mia infanzia: I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift. La storia di Gulliver che finisce nella città di Lilliput popolata da creature piccolissime e da qui nella terra dei giganti….e mille altre avventure! Ma andiamo con ordine..

I viaggi di Gulliver
I viaggi di Gulliver

da scrivere….non dimenticare la riflessione sugli ETERNI che non hanno mai detto che avrebbero avuto l’eterna giovinezza…ma solamente l’eternità…da vecchi e malati….tremendo!

lilliput…i giganti…la storia del popolo dei fantasmi, dei cavalli….tutte le riflessioni dell’uomo Gulliver che usa la metafora del viaggio e del confronto con i diversi popoli per parlare del mondo europeo e dei limiti della gente della sua era….

Ho un antichissimo ricordo di un film proiettato nel cinema a bordo di una nave crociera nei primi anni 80 su I fantastici viaggi di Gulliver con trucchi cinematografici d’altri tempi che però hanno lasciato nel mio cuore e nella mia memoria di bambino una traccia indelebile.

Il romanzo I viaggi di Gulliver è un classico che spesso viene classificato come letteratura per ragazzi o fantastica. In realtà I viaggi di Gulliver non è roba da bambini, ma al contrario è un libro in cui l’autore usa lo stratagemma letterario dell’avventuriero che incontra popoli diversi per fare delle riflessioni camuffate da osservazioni sul popolo inglese e, più in generale, sul mondo conosciuto nel XVIII secolo.

Il romanzo è, infatti, piuttosto antico e risale addirittura al 1726 e il suo autore, Jonathan Swift, è un uomo colto e attento osservatore del mondo.

Jonathan Swift autore de I viaggi di Gulliver
Jonathan Swift autore de I viaggi di Gulliver

Gulliver si avventura per mare e finisce per naufragare nell’Isola di Lilluput dove la gente è alta circa 30 centimetri. Qui la narrazione è fluida e la storia è piuttosto nota: Gulliver diventa un gigante agli occhi del popolo lillipuziano e per loro combatte, costruisce e rende fedeli servigi al re.

Gulliver si allontana da Lilluput dopo qualche tempo per giungere nell’Isola dei giganti dove è lui, questa volta, ad essere piccolo e indifeso. A Brobdingnag le proporzioni si invertono: qui gli abitanti sono alti circa 22 metri e Gulliver sembra un lillipuziano!

Brobdingnag la terra dei giganti di Gulliver
Brobdingnag la terra dei giganti di Gulliver

Il cambio di prospettiva è fantastico e rende la storia ancora più coinvolgente. Gulliver è un uomo intelligente e impara di volta in volta la lingua del popolo che lo ospita. Il confronto avviene sempre ad un livello molto alto ed egli viene ammesso alla corte del re dei giganti. Pertanto egli impara a conoscere nuovi mondi e nuovi modi di vivere. Il popolo inglese e tutta l’Europa viene attaccato di continuo dai regnanti e dalla gente dei popoli che incontra perché ai loro occhi devono per forza essere un popolo incomprensibile.

Gulliver fa anche ritorno a casa, ma trova ancora il desiderio di viaggiare per continuare la sua avventura e, per tale ragione, lascia ancora una volta la moglie in cinta con altri figli da crescere e si imbarca alla volta dell’oceano. Ancora una volta è sopraffatto dagli eventi e la sua ciurma, composta per lo più da bucanieri, si ammutina e lo imprigiona.

Laputa - Isola volante I viaggi di Gulliver
Laputa – Isola volante I viaggi di Gulliver

Da qui mille altri popoli vengono incontrati da Gulliver: l’Isola volante di Laputa con i suoi uomini così concentrati sulla matematica e la musica da aver bisogno dei battitori che li colpiscono con gentilezza su bocca e orecchie per ricordar loro di parlare o ascoltare…immagine che a me evoca le persone che oggi vedo in giro con in mano lo smartphone che sembrano rabdomanti alla ricerca dell’acqua in un mondo assetato.

Ancora Gulliver incontra il popolo dei fantasmi e quello in cui nascono persone destinate all’eternità. Uno di loro chiede a Gulliver come vivrebbe se fosse lui destinato all’eternità e la sua elaborata risposta fa ridere tutte le persone che lo stanno ascoltando. La ragione è semplice: Gulliver ha inteso la parola immortale come eternamente giovane, ma nel mondo in cui è in quel momento non è così. Essere un immortale è una vera e propria condanna eterna perché le persone che lo sono invecchiano, hanno malanni e non possono mai porre fine alla loro esistenza.

Il popolo degli Houyhnhnm ne I viaggi di Gulliver
Il popolo degli Houyhnhnm ne I viaggi di Gulliver

Infine, Gulliver approda nell’isola dei cavalli (la parola esatta è Houyhnhnm, ma è troppo difficile per un essere umano qualsiasi come me…). Qui gli animali sono molto simili a noi umani e si chiamano Yahoo e sono veramente orribili sia nell’aspetto sia nel comportamento. Il confronto con la cultura del popolo dei cavalli e la visibile somiglianza degli uomini con il popolo degli Yahoo farà crollare ogni altra barriera nella mente di Gulliver che non potrà più fare a meno di accettare che la sua origine umana è fin troppo simile a quella del peggior popolo animale. Gli istinti bestiali, le maniere a volte rozze, l’odio, la violenza e la guerra mosse da ragioni per lo più incomprensibili agli occhi del re degli Houyhnhnm, rafforzeranno la convinzione che l’uomo è un animale e che il suo futuro non sarà roseo data la stessa natura che ci conduce sempre verso i nostri peggiori istinti.

Un romanzo che può divertire nella prima parte e poi risultare anche un po’ noioso dopo i giganti, ma che torna con potenza a narrare e far riflettere chiunque abbia il coraggio di leggerlo cercandovi un senso proprio che si adatti ai tempi e alle civiltà del momento storico in cui vive chi legge.

Per alleggerire un po’ il clima prossimamente vi racconterò del film con Jack Black ispirato a questo romanzo…tutto da ridere fra Lilliput e il mondo dei giganti!

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