Intervista a Francesca Riscaio

24 Gennaio 2020

Warlandia vi offre una breve intervista all’autrice de Il Viaggio volume 1 di cui abbiamo già parlato da pochissimi giorni.

Intervista a Francesca Riscaio

Oggi scambiamo due chiacchiere con Francesca Riscaio, autrice dell’ultimo libro da me recensito per voi: Il viaggio volume 1.

Napoleonardo: Buongiorno Francesca, tanto piacere di fare la tua conoscenza e grazie per la fiducia nell’affidarmi la lettura del tuo libro. Si tratta del tuo primo romanzo?

Francesca: Buongiorno a te Napoleonardo e buongiorno ai lettori di Warlandia!
Grazie a te per aver dato una possibilità al mio lavoro leggendolo… Sì, si tratta del mio primo romanzo!

N: Molte persone amano leggere e scrivere, ma pochi hanno la determinazione di trasformare un manoscritto in un vero e proprio libro. Vuoi raccontarci in breve come è nata la convinzione che le tue idee potessero divenire un prodotto editoriale?

F: Non è nata: è diventata una necessità a un certo punto staccarmi da Il Viaggio…
non riuscivo più a venirne fuori, così ho percorso la strada che mi pareva più sensata…
proporlo come prodotto editoriale.

N: Il tuo romanzo Il viaggio presenta in poche pagine i tre personaggi più importanti della storia: Naalna (che per quasi 100 pagine non ha un nome), Rag Nar e Sion. Naalna è il personaggio più complesso e che mi ha maggiormente colpito. Vuoi dirci qualcosa di più sulla sua nascita nella tua mente?

Il viaggio volume 1 di Francesca Riscaio

F:Credo che Naalna nasca dalla mia esperienza passata di letture, miti, leggende, storie…è un insieme di suggestioni che mi sono rimaste nell’inconscio e che si sono mischiate per dar vita a questo petulante,
a volte insopportabile, personaggio, prendendo poi “forma definitiva” e propria, anche rispetto a ciò che l’aveva ispirato…
Inoltre, doveva comunicare vitalità: i personaggi principali de Il viaggio hanno radici reali, poi sono diventati altro, ma dalla mia esperienza di vita derivano…
Naalna no. Nasce “nella” carta, ma volevo che la si potesse “sentire viva”, perciò ho riversato in lei molto “sentire”, per “farla esistere”… ma,
poi, una volta “iniziata a raccontare”, molte situazioni
del libro le ha gestite lei… è strano, non so spiegarlo… è una somma di fattori che ha cominciato a muoversi all’interno del testo e mi ha suggerito
come avrebbe voluto agire e reagire…

N: Tutto il romanzo è incentrato sul continuo viaggio interiore oltre che fisico dei personaggi. Da principio è quasi esclusivamente il viaggio di Naalna a colpire l’attenzione, ma poi verso la chiusura del primo volume si scoprono le storie e i peccati di Rag Nar e Sion che si confidano l’un l’altro contro ogni previsione. Hai tu stessa vissuto esperienze simili?

F: Sì, mi sono trovata in situazioni in cui si è creata un’atmosfera intima in cui mi sono sentita di cofidarmi senza timore di giudizio…

N: Quali autori sono stati per te di maggiore ispirazione?

F: Tanith Lee… con lei la Storia, la Storia dei popoli del Mediterraneo mi è stata di grande ispirazione.

N: C’è un libro in particolare che consigli sempre alle persone che ami?

F: Sono un’entusiasta, amo parlare dei libri che mi piacciono, ma raramente li consiglio… sono convinta che i libri prima o poi raggiungeranno le persone cui sono destinati… se ho confidenza con qualcuno, allora, mi permetto di regalare, tra quelli che conosco, i testi che ritengo possano soddisfare quella persona…

N: E uno che secondo te dovrebbe essere letto in tutte le scuole?

F: Il dizionario della lingua italiana… c’è un sacco da imparare a leggere un dizionario!

N: Tornando al tuo romanzo, cosa puoi dirci del prossimo volume? Lo hai già completato? Lo state editando?

F: Già scritto, ci sono un paio di punti da sistemare e l’editing… ho lavorato molto lentamente, ma ho programmato per il 2020 un periodo di full immersion per portare a termine il progetto e far uscire il volume per la fine dell’anno.

N: Hai mai esplorato altre forme d’arte? Ti piace la musica?

F: Adoro la musica, ma non sono portata per la materia. Amo disegnare, ho anche frequentato l’Accademia di Belle Arti per un anno: il disegno fa parte
del processo di elaborazione del me e del mio processo narrativo…
molte ambientazioni de Il viaggio le ho disegnate per poter riuscire a descriverle accuratamente… alcune situazioni, l’artefatto fuso con il braccio
di Naalna… insomma molto Viaggio è esistito prima come “immagine” e poi come “racconto” di quell’immagine!

N: C’è un episodio del romanzo che è in qualche modo legato alla tua esperienza personale?

F: Il pane a Sar. Quando Sion prende per Naalna la pagnotta appena sfornata, quello è un episodio echeggiante la mia infanzia… dalle mie parti ancora oggi passa il “panaio” (fornaio), portando porta a porta il pane sfornato fresco la mattina… era una delle cose che più amavo, il pane caldo appena sfornato, una sensazione di felicità mi prendeva, quando da piccola mia madre strappava un pezzo di pane ancora caldo e me lo dava per farmelo sgranocchiare…

N: Normalmente gli autori mettono un pizzico della propria essenza nei propri personaggi più o meno consapevolmente. Tu lo hai fatto?

F: Sì, ho messo tutto, tutto ciò che sono stata, che sono, ciò che amo, ciò che odio, ciò che mi annichilisce, ciò che mi consola… ciò che mi terrorizza, ciò che mi dà speranza…

N: Mille grazie per il tuo tempo e la tua cortesia. Fai un saluto a chi vuoi tu!

F: Saluto te, i lettori, e ti ringrazio!

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