Il viaggio vol. 1 (recensione)

13 Gennaio 2020

Iniziamo il 2020 con un nuovo romanzo fantasy dal titolo Il viaggio volume 1 (in due parti).

Il viaggio volume 1 di Francesca Riscaio

Un gruppo di soldati dell’esercito di Sar trova una giovane donna che ha perduto la memoria. Sul braccio destro ha un manufatto antico e magico che sembra tenerla prigioniera. Il bracciale è come fuso con la sua carne e il suo oscuro potere la possiede contro il suo volere. A tratti la giovane donna si trasforma in un essere mostruoso ed è mossa da un odio e un potere incontrollabile.

Insieme alla donna, i soldati catturano un uomo lupo, un Haran Gan Har. Il capitano dell’esercito di Sar è il giovane e determinato Sion. La donna e l’uomo lupo, il cui nome è Rag Nar, sono tenuti prigionieri per via delle leggi dell’Impero. Il regno di Sar ubbidisce, suo malgrado, alle dure leggi dell’Impero e dei Maghi del Cerchio per evitare di dover affrontare una guerra sanguinosa.

Hannah, la regina del regno di Sar, decide di sottomettere il suo intero regno all’odiato Impero limitando l’uso della magia e imponendo tasse e comportamenti servili a tutto il suo popolo, per timore e inadeguatezza al ruolo che riveste.

Il viaggio vol. 1 di Francesca Riscaio

Rag Nar non ama molto gli uomini, ma scopre una grandissima affinità con la donna: dopo pochi giorni diventa per lui come una figlia. Il viaggio che intraprendono tutti insieme è colmo di sorprese, difficoltà e scontri magici. Il cambio di personalità di Naalna è descritto in modo molto accurato.

La linea narrativa è basata sulla lotta interiore della ragazza con il mostro che abita in lei. Il viaggio è fisico, ma anche interiore. La donna inizia a ricordare parti del suo passato, scopre il potere che è in lei, lo combatte e lo domina anche se con difficoltà.

Mi piace molto il modo in cui l’autrice riesce a passare dal mostrare una donna bambina capace di stupirsi per il buon sapore di una mela a quello di un essere mostruoso e antico senza alcuna pietà.

La donna senza nome e memoria viene battezzata dall’Aran Gan Har con il nome di Naalna che nella lingua degli uomini lupo significa Colei che ha gli occhi di brace.

Quello che colpisce del libro è che ci si ricorda più delle emozioni narrate che dei luoghi descritti. L’autrice si dilunga sulle leggende, le storie e la descrizione del mondo in cui si muovono i personaggi. Il linguaggio è volutamente distante dalla moderna narrativa. Può risultare pesante per alcuni lettori, ma a me è piaciuto.

I personaggi principali sono ben caratterizzati: il libro ha una lunghezza media e scorre bene. L’apparente mostruosità di Naalna non impedisce al lettore di innamorarsene e di desiderare che possa in qualche modo liberare se stessa dall’artefatto magico e riprendere in mano la sua vita.

I poteri dei Maghi del Cerchio e dell’Imperatore sono immensi e, apparentemente, superiori a quelli della giovane. Il loro odio e la loro brama di potere spingono ancor di più il lettore a fare il tifo per Naalna.

Rag Nar e Sion sono personaggi bellissimi. Il lupo di circa 2000 anni e l’uomo che sacrifica tutto per la causa e per salvare la giovane dal suo destino sono gli eroi che accompagneranno per lungo tempo il viaggio di Naalna.

Una delle parti più belle del libro è una parte del viaggio che Rag Nar e Sion compiono da soli. Lo scambio fra i due è intimo, confortante. Il dolore dell’uno e dell’altro vengono narrati con rispetto, un profondo senso di rispetto aleggia in questo capitolo.

Quel viaggio, attraverso le profondità della terra, nella penombra e nel silenzio, lontano da sguardi e doveri, necessità e costrizioni, forse non li avrebbe condotti alle terre Continentali, ma di certo li stava costringendo a esplorare luoghi dentro di loro che, in nessuna altra circostanza, avrebbero mai esplorato e a fronteggiare cose che non avrebbero potuto affrontare in nessun altro modo.

Da pagina 292 – Il viaggio volume 1 di Francesca Riscaio

Una storia ben raccontata che lascia con il desiderio di leggere la seconda parte per scoprire il finale!

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