Warcraft: Orcs & Humans – Recensione di Spicegirls

31 Marzo 2019

Il soffio di una brezza. Rigorosamente in MIDI.

Ecco apparire un logo della Blizzard non ben definito, pieno di pixel.

È il nostro benvenuto al mondo di Warcraft!

Dopo una breve introduzione, per renderci partecipi del fatto che Azeroth sia stata invasa dai “cattivi e mostruosi” orchi, e che gli umani di Roccavento siano minacciati da questa nuova invasione verde, possiamo iniziare il vero gioco, scegliendo se giocare la campagna degli orchi, o quella degli umani.

Schermata iniziale di Warcraft Orcs and Humans

Ammetto di aver scelto di rivivere le stesse esperienze vissute nel lontano 1994, per poter anche approfondire un po’ la lore, già ben spiegata negli svariati libri pubblicati dalla Blizzard per raccontare al meglio le vicende di Azeroth, e non solo.

Ma effettivamente, già nella presentazione ci troviamo con gli orchi sul nuovo pianeta, non abbiamo alcuna spiegazione su come ci siano arrivati. Non si fa alcun cenno a Gul’DanMedivh, né tanto meno il pianeta Draenor, originario degli orchi.

Ecco quindi che, per me, il gioco resta solo un pretesto per vivere al meglio le piccole avventure tra orchi ed umani narrate nel gioco, vicende magari non trattate approfonditamente nei libri (sfido chiunque a ricordarsi di Griselda Manonera).

Grisela Manonera

Resta comunque una bella esperienza poter comandare, praticamente con tre tasti della tastiera ed un pulsante del mouse, delle armate di orchi ed umani, interagendo con un’interfaccia che presenta due grosse bande nere verticali ai lati dello schermo (la risoluzione non è adattata ai widescreen).

Ma poter ascoltare la colonna sonora originale, le voci originali di orchi ed umani che ci informano di essere pronti al nostro servizio, o muoiono in seguito a dei nostri ordini, resta sempre un’emozione impagabile, anche con la grafica originale decisamente datata.

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