Trilogia degli elfi scuri

21 Febbraio 2010

Faerûn è un bellissimo continente nel mondo di Abeir-Toril nell’universo di Forgotten Realms. Qui, convivono tranquillamente umani, nani, elfi e tante altre razze. Ma sotto Faerûn, nel Buio Profondo, ovvero il sottosuolo di Faerûn fatto di cunicoli, gallerie, tunnel e caverne gigantesche, giace, mai tranquilla, una grande minaccia per tutti i popoli, i caotici, e assetati di sangue, Elfi Oscuri.

La trilogia degli elfi scuri di R.A. Salvatore

La loro maggiore città è Menzoberranzan. La loro società è improntata sull’inganno e la crudeltà, e prevede una classificazione delle famiglie più importanti. Per salire di rango in questa classificazione, l’unico modo possibile è distruggere una famiglia di rango superiore senza lasciare testimoni. In caso si lascino testimoni, la pena è la distruzione della propria famiglia.

In questo clima ingannevole e sanguinario i Drow (gli Elfi Oscuri) si sentono a loro agio. Ma tra di loro esiste un Drow che non condivide gli ideali della sua gente. Costui è Drizzt Do’Urden, del casato di Daermon N’a’shezbaernon, informalmente abbreviato appunto in Do’Urden, il decimo casato di Menzoberranzan.

Fin da giovane, Drizzt dimostra una spiccata bontà, nonchè una grande abilità e agilità in combattimento. Quest’ultima qualità è comune tra i Drow, ma Drizzt sembra averne più degli altri Drow. Allenato e guidato spiritualmente dal padre Zaknafein Do’Urden, Drizzt sarà alle prese con i suoi dubbi esistenziali sul bene e sul male, sulla giustizia o ingiustizia di Lolth, la dea dei Drow, e su cosa fare della sua vita. Zaknafein condivide gli ideali di giustizia di Drizzt, ma la sua propensione per il bene non gli ha impedito di piegarsi alla dura legge Drow. Di contro alla bontà di Zaknafein, la matrona del casato, Malice Do’Urden, vuole piegare Drizzt agli ideali comuni dei Drow. Riuscirà Drizzt a seguire un destino di bontà, o, al pari di Zaknafein Do’Urden, si piegherà alla dura legge Drow e alla malvagia Lolth?

Una saga fantastica da parte di un grande autore, R. A. Salvatore, che vi porterà attraverso il Buio Profondo seguendo le avventure di un giovane Drizzt, segnata pesantemente dalla dualità di bene e male.

La serie è divisa in tre libri:

Il Dilemma di Drizzt: Qui viene introdotto il personaggio e ne viene delineata la personalità, seguendo la sua giovinezza e il suo conflitto interiore tra l’appartenenza alla sua razza e la sua indole buona. Tra le altre cose, in questo libro viene introdotto anche Zaknafein, Menzoberranzan, il casato Do’Urden e molti personaggi che soprattutto in questa trilogia ritroveremo spesso. In più, in questo libro, Drizzt troverà un’amica insperata e utile.

Il dilemma di Dritzzt

La fuga di Drizzt: In questo libro si racconta della fuga di Drizzt dalla odiata Menzoberranzan per sfuggire ai Drow. Inseguito dal suo casato che lo accusa di avergli fatto perdere il favore della Dea Ragno, Lolth, la malvagia divinità Drow. Nella sua fuga attraverso il Buio Profondo verso la superficie, Drizzt avrà come unica compagna la bella e forte Guenhwyvar e incontrerà altri esseri viventi che ne stimoleranno la curiosità. Ma tante sfide e ancor più sorprese (buone e cattive) aspettano il nostro amico Drow, sulla strada verso una libertà e una salvezza che sembrano impossibili.

La fuga di Dritzzt

L’esilio di Drizzt: Drizzt è finalmente riuscito a scappare dal Buio Profondo e ad arrivare in superficie. Non sentendosi per nulla appartenente alla razza Drow e a Menzoberranzan (come appurato già nei primi due libri), Drizzt cerca un posto da poter chiamare casa in superficie, tra gli esseri umani. Ma la sua razza è famosa per essere sanguinaria e traditrice e gli umani non ne vogliono sapere di accoglierlo, anzi, gli danno la caccia. Fino al giorno in cui Drizzt fa un incontro insperato che farà crescere Drizzt e gli farà finalmente capire che non è perso come sembra. Ma le difficoltà sono tante e Drizzt dovrà superarle, fino a trovare quel tanto agognato posto da chiamare casa.

L’esilio di Dritzzt

Alla fine del libro troveremo anche due personaggi che saranno protagonisti anche della serie successiva, la Trilogia delle terre perdute, e costoro sono Cattie-Brie e Drizzt. Riuscirà finalmente il nostro Drow a trovare quella tanto sognata casa all’infuori di Menzoberranzan, superando i pregiudizi della gente verso di lui dovuti alla sua razza di appartenenza? L’ambientazione Il continente di Faerûn è un continente dove vivono (almeno secondo i libri) Elfi, Gnomi, Nani e Umani (di diverse razze ovviamente). La razza principale è quella umana. In questo continente la vita è simile a un mix di vita Europea del medioevo, tra il XIII e XIV secolo, prima dell’avvento della polvere da sparo, di cultura mediorientale, indiana, dell’antico Egitto e dei nativi americani.

La principale attività produttiva è l’agricoltura (almeno tra gli umani), ma ovviamente non mancano fabbri e altro (i fabbri più famosi sono nani). All’abitante medio piace bere birra e intrattenersi con divertenti conversazioni, mentre gli avventurieri si imbarcano in imprese quali ricerche di tesori, duelli con temibili mostri e avventure in dungeon sotterranei. Ovviamente non manca la magia, in stile ovviamente Dungeons & Dragons. Il continente di Faerûn, e in generale il mondo di Abeir-Toril di cui fa parte, sono parte del cosiddetto Piano Materiale, il Piano d’esistenza su cui si muovono i normali esseri viventi. Un Piano d’Esistenza è come se fosse un completo universo, con i suoi pianeti, e ne esistono un sacco (questi sono ovviamente i Piani di Esistenza di Dungeons & Dragons). In questi libri troveremo solo il Piano Materiale. Menzoberranzan è la città principale dei Drow, la più grande, e dove è ambientato il primo libro, oltre ad essere la patria del casato Do’Urden, la famiglia di Drizzt. Qui le famiglie sono classificate a seconda della loro importanza e per poter scalare la classifica una famiglia deve trucidare una delle famiglie più importanti di loro senza lasciare superstiti. Se resta anche solo un superstite, questo può appellarsi al consiglio di Menzoberranzan (ovvero un consiglio formato dalle 8 più importanti matrone di Menzoberranzan, il cui compito è guidare la città) per avvalersi del diritto di vendetta, azione in cui la famiglia vittima di questa vendetta viene distrutta per aver fallito nel suo tentativo. Se invece non restano testimoni, la famiglia può scalare di un rango la classifica. Questa pratica è uno specchio della malvagità e caoticità della società Drow.

Trilogia degli elfi scuri di R.A. Salvatore

Menzoberranzan è una città matriarcale, immersa nel buio. I Drow adorano questo buio e per poter percepire il mondo intorno a loro, i Drow utilizzano quella che nei giochi di ruolo è chiamata Infravisione, ovvero una tipo di vista particolare, che sfrutta principalmente le differenze di calore per distinguere le forme. In più, hanno un udito e un olfatto molto più sviluppato rispetto alla media. Oltre a queste capacità, i Drow posseggono una intelligenza e una prontezza mentale che li mettono quasi sempre in condizioni di vantaggio intellettuale rispetto alla maggior parte delle altre creature. A Menzoberranzan, i giovani Drow vengono addestrati nell’arte del combattimento all’interno di Melee Magthere, la prestigiosa accademia militare; o nell’arte della magia all’interno di Sorcere, la prestigiosissima scuola di magia; o nelle arti della Regina Ragno ad Arach-Tinilith’, la scuola delle sacerdotesse di Lolth, probabilmente la più importante. Queste tre scuole formano il complesso accademico di Tier Brieche, situato a nord della città. La famiglia più importante all’interno di Menzoberranzan è il casato Baenre, guidato da Matrona Yvonne Baenre. Essendo una società matriarcale, i Drow maschi vengono relegati al ruolo di combattenti e riproduttori, mentre i sacerdoti della Regina Ragno sono solo donne. I maschi possono, al massimo, aspirare al ruolo di arcimago. Esiste anche un consiglio degli arcimaghi, che si occupa delle questioni magiche, ma questo viene in qualche modo manipolato da parte del consiglio principale di Menzoberranzan. La dea più adorata dai Drow di questa città è Lolth (a volte chiamata Lloth, ovvero il suo nome in lingua Drow), ovvero la crudele e spietata Regina Ragno. Per guadagnarne il favore, i Drow compiono sacrifici per lei, compiono azioni violente verso famiglie più deboli, o addirittura organizzano attacchi verso le altre razze. Queste, possono essere razze del Buio Profondo (come gli Svirfnebli, ovvero una tipologia di Gnomi che vivono nel Buio Profondo e la cui città più importante, Blingdenstone, è situata pericolosamente vicina a Menzoberranzan), ma possono anche essere della superficie. Infatti, nonostante l’odio profondo dei Drow per la luce, non sono rare le incursioni in superficie per distruggere città di razze considerate inferiori, alla ricerca di prigionieri da sacrificare alla Regina Ragno, di schiavi o semplicemente di sangue e morti da causare. A causa di questo, infatti, sono odiati e temuti non solo dalle razze buone del Buio Profondo, ma anche dalle razze buone della superficie. Le razze malvage, invece, vedono nei Drow un ottimo alleato per perseguire i loro scopi, prima di pugnalarli e cercare di abbatterli. Una di queste razze, quella che ci vive più a stretto contatto, è quella degli Illithid, dei Mind Flayer descritti come mostri dalla testa molle simile a un polipo, con dei tentacoli che gli permettono di infilare questi ultimi nella testa di un qualsiasi essere vivente (solitamente attraverso le narici) e di risucchiarne il cervello, condannandoli a una morte lenta e dolorosa. Questi tentacoli, infatti, sono molto difficili da rimuovere. Altra peculiarità degli Illithid è quella di leggere il pensiero di un qualsiasi essere vivente. Il consigliere di Matrona Yvonne Baenre è un Illithid. I Drow sono una sottorazza degli Elfi. Questi, originariamente, vivevano in superficie come tutti gli altri Elfi, e venivano chiamati Elfi del Sud dalle altre razze. Erano una razza molto avanzata nel progresso, orgogliosa e violenta. Le loro malvage divintà li portavano ad attaccare qualsiasi razza intorno a loro. Questo portò nani, gnomi, umani e elfi ad allearsi per combattere questi Elfi del Sud. A seguito di una enorme e distruttiva battaglia magica, gli Elfi del Sud furono sconfitti e i pochi sopravvissuti fuggirono sotto terra, nel Buio Profondo. Qui sarebbero rimasti, diventando gli attuali Drow. Fisicamente, i Drow sono simili ai loro cugini Elfi di superficie, bassi e agili. A differenza loro, sono scuri di carnagione (di solito hanno la pelle nera, a parte rari casi di albinismo, in cui la loro pelle è color bianco avorio), e con capelli principalmente bianchi fin dalla nascita, che ingialliscono o ingrigiscono con l’età. Gli occhio principalmente sono di colore rossi, verdi o castani, a parte rari casi di occhi viola. Nella cultura Drow è credenza comune che chiunque nasca con gli occhi viola sia destinato a un grande destino. E’ questo il caso di Drizzt, che presenta infatti gli occhi viola. Altra caratteristica peculiare dei Drow, è la loro propensione naturale alla magia, alimentata e sviluppata sin dalla più tenera età. Anche chi non diventerà mago, infatti, viene addestrato alla magia nei suoi primi anni di vita, per testarne le abilità magiche e per svilupparne la concentrazione. Esistono, tuttavia, incantesimi comuni a tutti i Drow, anche a coloro che non seguono gli studi per diventare maghi. Questi sono: la più comune e semplice Infravisione, la possibilità di levitare per brevi tratti, la possibilità di evocare un globo di buio (ovvero di eliminare completamente qualsiasi tipo di luce in un’area) e la possibilità di evocare un contorno di fiammelle, completamente indolori, intorno a un essere vivente. I utilizzano anche la magia nelle loro armi, per renderle più silenziose e letali. Le magie Drow, però, vengono indebolite (fino a venire annullate) dalla luce. Un qualsiasi Drow stia troppo tempo in superficie, infatti, non avrà più la possibilità di utilizzare le magie Drow, e le armi e oggetti infusi con magia Drow che stiano troppo tempo in superficie si logoreranno fino a divenire cenere. Altra tattica usata dai Drow è quella di utilizzare veleni su lame e frecce, e quella di utilizzare delle piccole balestre (sempre come ultima risorsa) con dei dardi avvelenati con un veleno paralizzante. I Drow guerrieri sono quasi sempre ambidestri, così da poter utilizzare due lame. Ho aggiunto una breve introduzione ai libri (ovviamente quella del secondo e del terzo anticipano un poco qualcosa di quelli prima) e una descrizione di continente, razza Drow, città Drow.

Deudermont

Nessun commento

I commenti sono chiusi.