La Biddrina
Creature / 10 settembre 2013

Se in Trentino Alto Adige si crede che le paludi, le grotte e gli stagni siano popolati dal Tatzelwurm, se in Valdichiana crede alla Marroca e in Umbria e in Sabina al Regolo, in Sicilia si ritiene che le zone umide siano il regno della Biddrina o della Culobbia. Si tratta di un enorme serpente dalle scaglie colorate di verde e di blu e gli occhi rossi. La Biddrina può facilmente ingoiare un capretto e la sua dote principale è quella di incantare i malcapitati che si avvicinano alla sua tana. In alcune zone della Sicilia esistono monumenti che ricordano l’abbattimento di esemplari di questa creatura.

La Marroca
Creature / 3 settembre 2013

Nelle campagne della Valdichiana e nelle regioni limitrofe, si crede ancora oggi che le paludi e gli stagni siano popolate da un essere ributtante, chiamato dai contadini Marroca. Si tratta di una creatura per metà biscia e per metà lumaca, che emette una sorta di ruggito, quando ci si avvicina alla sua tana. Nel viterbese la Marroca è descritta come una strega e a volte il termine è usato per indicare una donna malvagia. Una creatura simile è conosciuta in Sicilia come Biddrina o come Culobbia.

La Giubiana
Creature / 27 agosto 2013

Alla fine di gennaio ancora oggi in tutto il Piemonte rurale si festeggia la Giubiana o Gibiana (ogni paese declina il nome in modo differente). Si tratta di una festa antichissima, probabilmente legata ai culti pre-cristiani, che solennizza la fine dell’inverno e il ritorno della luce del sole. Si narra che la Giubiana sia una strega che vive nel profondo dei boschi. Viene descritta come magrissima e con le gambe molto lunghe, coperte da calze rosse. La strega non tocca mai terra e salta da un albero all’altro, osservando chi entra nel suo regno per poi terrorizzarlo. La Giubiana scende al suolo solo l’ultimo giovedì di gennaio, quando cerca un bimbo da divorare. Si narra che un giorno una madre decise di salvare il figlio dalla creatura, facendole mangiare del risotto allo zafferano. La strega gustò così tanto il pasto, che non si rese conto del sorgere del sole e fu bruciata dai suoi raggi. Per ricordare questo evento, l’ultimo giovedì di gennaio nei paesi del Piemonte viene bruciata una statua di paglia, raffigurante una vecchia.

Catoblepa
Creature / 20 agosto 2013

Secondo Plinio il Vecchio, scienziato e scrittore enciclopedico vissuto all’epoca dell’Impero romano, e Claudio Eliano, autore di uno dei primi trattati di zoologia, il Catòblepa era un mammifero che viveva nel cuore dell’Africa. Aveva l’aspetto di un bue, una folta criniera e una testa pesantissima, che teneva sempre piegata verso il basso. Era inoffensivo, purchè non si respirasse il suo fiato, che era un veleno mortale. Secondo alcuni esperti il Catòblepa era lo gnu.

Unktehila
Creature / 13 agosto 2013

I nativi nordamericani credono che in un passato ancestrale il mondo fu scosso dalla lotta tra gli Unktehila e gli Uccelli di Tuono. Gli Unktehila sono enormi serpenti coronati da corna di cervo. Le loro scaglie sono iridescenti e al centro della loro testa si trova una pietra simile a diamante. Gli Unktehila sono innocui, ma chi si imbatte in loro o cerca di attaccarli è condannato a morte certa. Le loro corna sono un potente farmaco, mentre la pietra di drago incastonata nella loro testa rende chi la possiede un potente mago taumaturgo. Forse questa leggenda è legata al ritrovamento delle colonne vertebrali dei dinosauri.

El Coco y la Coca
Creature / 5 agosto 2013

In Spagna e in Portogallo si narra che i bambini disobbedienti vengano divorati da una creature orribili, che si nascondono sotto i letti o negli armadi. Sono il Coco e la Coca, esseri variamente descritti, ma rappresentati sempre con la testa scarnificata. Sono il contrario dell’Angelo custode e, a volte, sono equiparati al diavolo. Spagnoli e portoghesi li hanno trapiantati in America latina, dove il Coco e la Coca sono stati incamerati nelle culture indigene. Basti pensare che in Brasile la Coca è descritta come una feroce donna alligatore. In ogni caso, nella penisola iberica e nelle Americhe queste creature sono ancora oggi molto popolari. C’è chi dice che il nome cocco derivi da coco, visto che i primi spagnoli che videro il frutto lo cambiarono per il cranio scarnificato del coco e della coca.

Xana
Creature / 30 luglio 2013

Nella regione spagnola delle Asturie si crede che le grotte e le fonti d’acqua cristallina siano abitate da creature di incredibile bellezza: le Xana. Le Xana sono descritte come ragazze dai lunghi capelli biondi, che emergono dalla fonte per pettinarsi. Il loro canto si ode nelle notti di primavera e d’estate e riempie di calma chi è puro di cuore, mentre chi è malizioso lo fa impazzire. Le Xana sono protagoniste di due tipologie di leggende: il ritrovamento di tesori e lo scambio di bambini. Nelle prime sono rappresentate come bellissime donne che si innamorano di uomini che passano nei pressi delle loro grotte o delle sorgenti in cui abitano. A volte gli donano il tesoro che custodiscono, a volte gli fanno solo dei regali. Nel secondo tipo di leggenda, le Xana si introducono nelle case attraverso il buco della serratura e rapiscono i bambini umani, sostituendoli coi loro, gli xaninos. In questo caso, le Xana sono rappresentate come piccole, sottili e brune. Forse il nome Xana deriva da Diana.

Lang Suir
Creature / 23 luglio 2013

La Lang Suir o Langsuyar è un demone femminile legato alla Pontianak. Infatti è il risultato della trasformazione, quaranta giorni dopo la morte, di una donna deceduta durante il parto. A differenza della Pontianak, la Lang Suir ha sempre un aspetto orribile e ha la capacità di trasformarsi in uccello notturno e di volare. Suo rifugio è il mare, che lascia la notte per aggredire le sue vittime preferite: le donne incinte. La Lang Suir succhia loro il sangue attraverso un foro praticato con gli artigli nella nuca. Per evitare la trasformazione è usanza porre delle perle di vetro nella bocca delle donne morte di parto. Nelle Filippine si crede, invece, che i bambini nati morti si trasformino nel vampiro Tiyanak.

Pontianak
Creature / 17 luglio 2013

Nel Sud-est asiatico si crede che le anime delle donne morte di parto o durante la gravidanza non possano avere pace e siano condannate a girovagare per il mondo. In Malesia si ritiene che la Pontianak sia lo spettro di una donna morta durante la gravidanza. Questa creatura è rappresentata con la pelle chiara, capelli lunghi e abito bianco. Appare di notte ed è annunciata dal pianto di un bambino o dal lamento di un cane. Aggredisce gli uomini squarciandogli il ventre con le unghie e succhiando il loro sangue. Si dice che scelga le sue vittime in base all’odore degli abiti lasciati ad asciugare. Per questo motivo molti malesi raccolgono i panni stesi prima che sopraggiunga la notte. La tradizione vuole che chi riesca a piantarle un chiodo nella nuca possa rendere la Pontianak una buona moglie, costringendola anche a mantenere belle sembianze. Infatti la donna vampiro di norma si presenta bellissima e profumata per avvicinarsi alle sue vittime con facilità e successivamente rivela le sue fattezze mostruose, accompagnate da un terribile odore di decomposizione.

La Llorona
Creature / 10 luglio 2013

La Llorona (colei che piange, singhiozza) è uno dei personaggi del folklore messicano. La leggenda vuole che in un’epoca imprecisata (secondo alcuni il Messico coloniale), una bellissima donna di nome Maria annegò i figli per fuggire con l’uomo che amava. Abbandonata da questi per un’altra donna, Maria, travolta dalla disperazione, si gettò nelle acque di un lago del Messico. Quando la sua anima giunse alle porte del Paradiso, non le fu permesso di entrare, finché non avesse ritrovato le anime dei figli uccisi. Per questo motivo, lo spirito di Maria, sconvolta dalla disperazione, è costretto a vagare per tutta l’eternità sulla Terra, alla ricerca dei suoi bambini. Si dice che la Llorona appaia la sera o la notte nei pressi dei corsi d’acqua e che rapisca bambini bellissimi o che hanno disobbedito ai genitori. La leggenda è ricordata anche per ammonire le ragazze belle e vanitose. Secondo alcuni racconti chi vede o sente il lamento di Maria morirà presto, secondo altri Maria non è altri che donna Marina o La malinche, l’indigena che tradì il suo popolo per amore di Cortes e fu poi abbandonata.