Musica come narrazione

15 Ottobre 2020

La musica è sempre stata una compagna di viaggio per me. Ho imparato a suonare la chitarra quando avevo 16 anni…30 anni fa. Anche prima di saperla suonare ascoltavo le mie mitiche cassette originali e non…cantavo a squarciagola canzoni improbabili scritte per amori impossibili e mi dedicavo (senza saperlo e mio malgrado) all’analisi dei testi dei miei cantanti preferiti perché negli anni 80 – 90 per avere un testo dovevi trascriverlo.

Leo chitarrista anni 90

Mi mettevo con il mio mangiacassette a doppia piastra in cameretta e PRESS PLAY ON TAPE…e spesso STOP and REWIND per riascoltare mille e mille volte le parole di una canzone…che spesso fraintendevo…specialmente se erano in inglese.

Oggi è tutto diverso con Internet, computer, tablet e smartphone. Tutto tranne il senso. Cambiano i supporti, le tecnologie, cambiano le persone e il tempo ci rende diversi, ma la sostanza rimane.

La musica è fatta di note e narrazione. Puoi scrivere un libro, fare un dipinto, affacciarti alla vita con una tua forma d’arte incomprensibile agli altri, ma in ogni cosa che fai ti racconti.

Il mio racconto è spesso musicale. Nei primi anni della mia esperienza chitarristica ho scritto un mucchio di canzoni. Ripensandoci non erano neanche tutte brutte. La verità è, però, che tutto quello che mi importava era dire le cose. Non avevo aspettative di LIKE, POLLICI IN SU, FOLLOWERS e simili.

Certamente amavo essere apprezzato e avrei voluto anche spiegare il senso delle mie canzoni, come chiunque altro, amavo essere amato e capito.

La musica è stata ed è per me, tuttora, un non luogo dove vivere e raccontare le mie emozioni, le mie storie, le mie paure, i miei sogni e i miei desideri.

Negli ultimi 20 anni non ho scritto molto perché pensavo di non essere all’altezza, perché pensavo che era meglio impegnarsi nel migliorare la tecnica chitarristica e tutto il resto.

Negli ultimi anni, invece, libero da sovrastruttura per via della vecchiaia 🙂 ho iniziato di nuovo a scrivere canzoni su canzoni. Il periodo più prolifico è stato proprio il LOCKDOWN.

Una fra tutte l’ho scritta quando eravamo davvero chiusi in casa e l’ho registrata in modo casalingo grazie alle collaborazioni di parenti e amici musicisti da Palermo e, persino, da Malta.

La canzone si intitola Dovrà pur finire.…anche se non è ancora finita. Mi sa che resterà attuale per qualche altro annetto.

Buona vita e buona musica a tutti!

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