Vorrei dirle che…

16 Maggio 2010

“E niente praticamente ero lì coi miei amici, tutto buio, con delle luci. E c’era la musica. Delle canzoni che nemmeno conoscevo. E tutti lì, a ballare e a bere. Entriamo e ci buttiamo anche noi, inizio a ballare un po’ da solo, ogni tanto qualcuno mi si avvicina ma non ricordo molto.

Vorrei dirle che…


Poi mi giro e vedo questa ragazza. Bellissima. Dovevi vedere, come si muoveva.. dovei esserci anche tu, a vedere come ballava. Era stupenda e mi fissava. I suoi occhi erano su di me. Era lì, a ballare da sola- qualcuno le si avvicinava, ma lei continuava, imperterrita, a ballare da solo e a fissarmi. Dovevi proprio vederla. Era un tutt’uno con la musica, con il buio, con il fumo.. io ballavo ma pensavo a lei. E il modo in cui le luci colpivano le sue curve.. dovevi vederla.


Passa un po’ di tempo e mi decido. Inizio a camminare verso di lei. E dovresti immaginarmi, rigido come sono, a camminare in mezzo alla folla per arrivare, poi, alla fine, da lei. Che mi guarda. Ci fissiamo, poi io inizio a ballarle vicino. E lei mi mette una mano sul fianco. Io non sapevo cosa fare, così le porto il braccio intorno al collo, e sembra andare bene. Noi due che balliamo seguendo la stessa musica, in modo completamente diverso.

Stiamo lì, a fissarci e a ballare, stiamo vicini e ci tocchiamo, ma ognuno sembra andare per la sua strada. Ed era bellissimo, io e lei che balliamo in modo così diverso eppure che ci tocchiamo- avresti dovuto esserci.
Dopo un po’ ci avviciniamo. Lei mi poggia la testa sulla spalla e mi sussurra qualcosa che non capisco. Allora le faccio “cosa?” e lei sorride. La vedo sorridere, capisci? E non risponde. Sorride e non risponde.


Passa un’eternità, così. La musica cambia, la gente inizia ad uscire ma noi restiamo lì abbracciati. Alla fine lei toglie la testa dalla mia spalla, mi prende per mano e esce. Io, la seguo.


Era l’alba, lei non mi tiene per mano ma mi cammina affianco. Iniziamo così a camminare per la strada che affaccia sul mare, uno vicino l’altro e non diciamo una parola. Capisci? Non una parola, neanche una. Devi vederci, tutti e due lì e nessuno che parla. Neanche ci guardiamo. Poi vediamo una panchina e ci sediamo, come se nulla fosse.


Io le prendo la mano. Lei si gira verso di me e si avvicina. Stiamo lì, su quella panchina all’alba a baciarci per un po’. Non ci muoviamo, ci baciamo solo.
Poi lei si alza e se ne va

, senza dire una parola. Ti dico, non UNA parola. Io la guardo allontanarsi per le strada del paese e me ne vado anch’io.
Non l’ho più rivista.


Eppure vorrei parlarle, una volta. Una sola, vorrei diglielo. Vorrei dirle che ho amato più lei in una notte che tutte le donne che ho conosciuto in tutta la mia vita, vorrei dirle che è bastata una sola a notte a sconvolgermi tutto, vorrei dirle che lei…”

Gennaro-Cennaro-Nolano

Darkside

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