Alla Ricerca del Libro Perduto

18 Gennaio 2009

Questa storia ha un fondo di verità: la ricerca, durata più di una settimana, del secondo capitolo della saga di cui ho recensito il primo libro, cercato in tutte le librerie di Napoli e Caserta. Da lì, mentre stavo in macchina, mi è arrivata quella cosa che noi chiamiamo illuminazione o anche ispirazione.

Alla ricerca del libro perduto


Tutto, oltre il lungo viaggio che dovrà intraprendere il protagonista. Tutti i riferimenti alla vendita del libro e il resto non mi sono accaduti, altrimenti mi sarei buttato dal balcone.
Ho così deciso di cambiare il tema della storia che voglio scrivere per la nuovissima edizione di Warlandia V, per tramutarla in questa odissea che dovrà rivivere questo giovane arcimago per trovare un libro che servirà a spiegare l’imminente minaccia che incombe sulla sua patria.

Tutto iniziò un bel giorno che……..

<< Ma dove l’ho messo?! Il libro più importante di Quel’Thalas è andato perduto nel mio incommensurabile disordine!!!! Non è possibile che io l’abbia perso! Sono un idiota, un imbecille!! Ma dove l’ho potuto mai mettere?!?!>>
Il potente, ma comunque giovane arcimago Sandresh, non riuscì più a contenersi ed iniziò a scaraventare tutto in aria. Non si capacitava che la sua amatissima patria molto probabilmente sarebbe caduta per una sua semplice dimenticanza.
Una sedia scaraventata con tanta forza da Sandresh fece capire a un robusto nano che non era un ottimo momento quello, e si fermò sull’uscio, appoggiandosi allo stipite.
Si sforzò di avere un atteggiamento serio, dato che quella situazione era, per lui, ridicola:
<< Ehi, Geniaccio! Perchè stai sbraitando tanto? E’ solo un inutile pezzo di carta!>>
<< Solo un inutile pezzo di carta?! Solo un inutile pezzo di carta?!>> l’arcimago si avvicinò minacciosamente al nano puntandogli una scarpa.
Dopo una fragorosa risata il nano riprese il discorso:
<< Cioè, che puoi farci con un libro! Lucidiamo le nostre asce, invece. Gli orchi sono solo dei discreti guerrieri, sicuramente non spiccano per intelligenza no?>> Sandresh fece un segno d’assenso alle parole del nano, che, quindi, riprese:
<< Perchè contrastarli con l’intelligenza stessa se non sono affatto eruditi?>>
L’arcimago si calmò e disse:
<< Boindur questa volta gli orchi saranno letali se non troviamo un rimedio alla misteriosa arma che hanno forgiato.>>
Boindur Millebraccia del clan degli Asciadura, discendente di Bundòr Pugnodiferro del medesimo Clan, guardò Sandresh con sguardo inverosimile e continuò:
<< Ma chi, gl’ orchi? Ma se non sanno neanche cosè l’incudine!>>
<< Ma no! I miei emissari mi hanno avvertito che uno del vostro popolo ci ha traditi tutti, schierandosi come unico e amato consigliere del loro sovrano. E con tutti i consigli di guerra che ha dato loro, ha insegnato a quelle luride bestie senza cervello l’arte del fabbro, aiutandoli a fabbricare un’arma leggendaria.>>
Boindur lasciò la stanza senza controbbattere e si diresse verso il fiume.
Si sedette sull’argine pensando a chi potrebbe aver fatto una cosa del genere: tradire il suo popolo e tutta Quel’Thalas per allearsi con i loro mortali nemici e aiutarli a forgiare un’arma leggendaria, non era una cosa che ogni nano riuscisse a fare. No, solo un nano dalle idee perverse poteva escogitare un piano come questo…. E soprattutto perchè? Perchè fare una cosa del genere?
Ad un certo punto a Boindur parve tutto così chiaro: era stato sicuramente Drainér! Solo lui poteva tradire il suo popolo! E per il potere! Ecco perchè lo aveva fatto! Solo per il potere!
Si alzò e si diresse di corsa verso l’arcimago per informarlo della sua scoperta.
Quando arrivò trovò la stanza distrutta; Sandresh aveva sfogato tutta la sua ira, mandando in frantumi quella grandissima e stupenda libreria.
<< E’ stato quel bastardo! E’ stato Draìner>> Esordì il nano. Ma Dato che l’arcimago non capiva, Boindur glielo spiegò meglio:
<< Quello che ci ha tradito! Si chiama Draìner! Lo conoscevo, era del mio clan! Era un mio amico, nonchè Mastro di Guerra del Clan. Fu cacciato dal clan perchè iniziò ad avere idee perverse>>
<< Lurido pezzo di m…>> Ma all’improvviso Sandresh si accorse con in quella biblioteca andata distrutta era entrata una persona a lui molto cara: Beiel.
<< Cosa sono queste parole, Sandy?>> esordì lei.
Il giovane arcimago, imbarazzato, non rispose.
<< Ti ricordo che il tuo libro lo hai prestato a Joel! Quindi ora vado a prepare qualcosa per il lungo viaggio che ci aspetta.>>
<< Per Elune! Come ho fatto a non pensarci! Tu per me sei la musa ispiratrice, Beiel!>>disse l’arcimago, mentre la ragazza usciva.
Ancora imbarazzato, Sandresh pronunciò alcune parole incomprensibili per gli altri due presenti e tutta la biblioteca tornò in ordine. Dopo uscì dalla stanza e andò a fare i preparativi per il viaggio, lasciando solo Boindur nella stanza.
<< Me ne pentirò amaramente di quello che sto per fare….>> e si diresse verso l’interno della biblioteca alla voce Armi.
Si mise quindi a cercare tutto ciò che riguardava armi profetiche e rimase lì fino a notte inoltrata quando finalmente trovo quello che cercava. Prese il libro e si preparò ad andare a fare i bagagli per il lungo viaggio che avrebbe dovuto intraprendere l’indomani. Posò il libro nello zaino da viaggio e andò a riposare per quel poco che restava della notte.

Il giorno seguente Beiel, Sandresh e Boindur s’incamminarono verso Kalimdor
dove avrebbero raggiunto Joel. I tre intrepidi viaggiatori sarebbero stati annunciati da un messo mandato da Sandresh.
Il viaggio sarebbe stato lungo e difficile, sopratutto perchè avrebbero dovuto passare per il terribile Maelstrom, una zona del mare nella quale si scatenano abitualmente tempeste e cicloni e solo alcune navi sono riuscite a superarlo senza naufragare. E loro dovevano far parte di quei pochi che riuscirono ad attraversarlo. Si affidavano per lo più agli dei e alle ottime capacità di mago di Sandresh. Ma erano comunque spaventati, in particolar modo Boindur, dato che è noto che i nani non sono molto amanti dell’acqua. Ma doveva trovare il modo di contrastare il suo rivale: Drainèr.

Giorni e giorni di pellegrinaggio li portarono, finalmente, al porto. Qui s’imbarcarono con degli esiliati di Lordearon.
Dopo la vittoria contro la Legione Infuocata, Lordearon cadde in mano ad un regime di dittatura che la devastò quasi quanto l’armata di Archimonde e Kil’Jaden. Questa impedì istruzione e lavoro, mentre diventava padrona del regno umano, comprandosene pian piano pezzo per pezzo. Ovviamente ci furono rivolte da parte del popolo, ma furono subito stroncate dalle guardie, che ormai marciavano fisse nelle città. I bei tempi di re Terenas furono offuscati dalla maligna dittatura di Shalòn e Brandalor .
Sandresh, consapevole degli avvenimenti, chiese loro alcune informazioni.
<< Siete di Lordearon vero?>>
<< Chi siete!? Cosa volete da noi?>>
La ragazza estrasse la spada dal fodero e la puntò, con un scatto, al collo del meravigliato Sandresh.
Beiel urlò dalla paura, mentre Boindur atterrava l’aggressore con un calcio alla pancia.
<< Si calmi, fanciulla! Sono un mago in viaggio e loro due sono i miei accompagnatori.>> e indicò Beiel e Boindur.
<< Mi scusi, ma sa…. le guardie ci perseguitano ovunque e siamo preoccupatissimi. Come avrete notato, ormai viaggio con una spada sotto il mantello…>>
<< Noto… Bhe… la dittatura persiste?>>
<< Eccome! Ormai la vecchia capitale umana è diventata invivibile. Se cammini oltre le 10 di sera, le guardie iniziano a spazientirsi, perchè vogliono tornarsene a casa, e ti picchiano o ti rinchiudono, se non rientri immediatamente. E questa è solo l’ultima delle imposizioni di quei fottuti bastardi! Siamo dovuti scappare. Volevano farci fuori…>>
<< Scusi se insisto… ma non è comunque troppo normale che si cerchi di uccidere una persona perchè camminava dopo le 10 di sera…>>
<< Bhe… diciamo che sono un amante della vecchia Lordearon… e gliel’ho fatto capire un po’ troppo vivaciamente…>>
<>
<< Una meta non ce l’abbiamo. Abbiamo preso questa strada credendo che non ci potessero rintracciare. Perciò quando abbiamo sentito chiamarci e chiederci di Lordearon siamo diventati terrei.>>
<< Bhe vostro marito però non sembra molto interessato a voi…>> disse il giovanissimo arcimago.
<< Mio marito? Ma no! E’ mio fratello! Lui è dovuto scappare solo perchè mi era strettamente legato e mi proteggeva, ma in realtà era in stretti rapporti con Brandalor e Sharòn… Non approva che abbia manifestato contro di loro. Mi ha protetto solo perchè nostra madre gli chiese di crescermi e proteggermi, in punto di morte. Altrimenti adesso potrei considerarmi bruciata al rogo, come farebbero dei miseri braccianti con una strega*.
Ah che sbadata! Non mi sono ancora presentata! Il mio nome è Mariel. Al tempo di Terenas ero un’ incantatrice provetta! Ma poi, i dittatori hanno eliminato tutte le scuole, e quindi mi sono ritrovata ad essere una semplice casalinga, offesa con parole, minacce e gesti ancor più brutti che hanno cercato di farmi. E pensare che una volta ero una grande amica di Jaina. Ovviamente lei è scappata. Avevamo idee troppo in contrasto con la dittatura.
Bhe ma ora non pensiamoci più, pensiamo solo ad andare avanti. Ci reincotreremo… Ora sono troppo stanca per continuare il discorso con voi, signor… Approposito, voi come vi chiamate?>>
<< Oh, mi scusi! Che sbadato! Io mi chiamo Sandresh, ed ero un allievo di Antonidas, prima della sua morte. Loro sono Boindur e Beiel.
Senta, visto che non avete una meta, perchè, lei e suo fratello, anche se sinceramente non lo vorrei tra di noi, non vi unireste alla nostra spedizione?>>
<< Sarebbe d’avvero un piacere! E non preoccupatevi di mio fratello… lo aspettano dall’altra parte con due grifoni per tornare indietro… Lui crede che non lo sappia, ma…- e abbassò la voce-… ma lui è pentito di non avermi consegnata alle guardie. Credo che giunti sulle coste di Kalimdor, rientrerà per poi dir loro dove sono. Sareste gentilissimo se mi port portaste con lei… E ovviamente dare una nostra meta differente a mio fratello.>> e strizzò l’occhio.
<< Tutto chiaro… Bhe allora diamoci del tu, direi, Mariel! Domani ti spiegherò il motivo del nostro viaggio. Buona notte!>>
<< Buona notte, Sandresh. Beiel, Boindur, grazie di darmi questa occasione. Buona notte.>>
Mentre la ragazza tornava in cabina, si voltò indietro, e lo sguardo di Sandresh e Mariel s’incrociò per un attimo.
Quello sguardo bastò a far diventare le budella del mago come terra dopo che sopra ci sia passata uno squadrone di carri degli gnomi e la cavalleria umana.

* Il riferimento è alla Nice Voice (alle voci simpatiche) che abbiamo quando premiamo tante volte su un’unità. Tra le nice voice del bracciante c’è proprio una che recita: Abbiamo trovato una strega, possiamo bruciarla? E da qui il riferimento.  

The King

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