Blogtour Exilium – Il mood della X generation

Sempre in collaborazione stretta con NPS EDIZIONI partecipiamo volentieri al BLOGTOUR dedidcato ad EXILIUM!!!

Se si ha ben presente qual era l’atmosfera che si respirava tra la fine degli anni ’80 e i primissimi anni ’90, allora di sicuro la si potrà riconoscere in Exilium. Basta vedere una serie TV o un film dell’epoca, per rendersi conto di che cosa si intende: è il mood che domina Twin Peaks e le prime stagioni di X files, ma anche capolavori come “Il silenzio degli innocenti” o “Philadelphia”.

Con “X generation” si intende la generazione nata tra la metà degli anni ’60 e la fine degli anni ’70, indicativamente tra il 1965 e il 1980. Per chi conosce un po’ la Storia del Novecento, sa che si è trattato di un’epoca storica turbolenta, compresa tra lo scoppio della Guerra del Vietnam e la rivoluzione khomeinista in Iran. 

In quegli anni è stata combattuta la Guerra dei Sei Giorni, Armstrong e Aldrin sono sbarcati sulla Luna, Jimmy Hendrix ha suonato al concerto di Woodstock, Nixon è stato travolto dallo scandalo del Watergate, gli atleti israeliani sono caduti vittime del terrorismo alle Olimpiadi di Monaco e in Italia c’è stato il rapimento di Aldo Moro.

Aldo Moro - presidente del consiglio del ministri rapito dalla BR (Brigate Rosse)

Fatti drammatici che, però, sono stati accompagnati da una rivoluzione sociale che ha portato all’abbattimento di una certa rigidità tipica dei nati nella generazione precedente, quella del “baby boom”. Fu il trionfo della libertà, della disco music, il momento dell’amore libero e del divorzio ma che, contestualmente, ha anche portato con sé un’onda lunga di incertezza, solitudine e, soprattutto, tossicodipendenza. L’apice è stato toccato proprio a cavallo tra gli anni ’80 e gli anni ‘90, quando molti di quei giovani erano o adolescenti o giovani adulti. 

Chi ha vissuto in quel periodo, o chi lo ha visto con gli occhi di un bambino, può ricordare distintamente quanto quella sensazione di incertezza fosse palpabile. Quanto fosse facile sentir parlare di un giovane stroncato da un’overdose o scomparso per “l’AIZ”, perché l’AIDS in quegli anni era un flagello che falcidiava milioni di vite.

In Exilium tutto ciò è esasperato. Perché il mondo di Exilium è ancora più incerto del nostro. L’equilibrio tra bene e male è sbilanciato verso il secondo, tanto che quegli anni oscuri non sono “finiti” a metà degli anni ’90, come nella nostra realtà, dove l’arrivo del nuovo Millennio ha rappresentato un’iniezione di fiducia. 

Nel mondo di Exilium, per tale ragione ucronico, nessuno ha visto nel XXI secolo un momento di rinascita.