C’è stato un momento nelle nostre vite in cui ci siamo trovati costretti a restare chiusi in casa per ragioni sanitarie. Tutti ricordiamo il difficile periodo del COVID-19 e le conseguenti restrizioni: non si poteva uscire se non per lavoro o per fare la spesa, e sempre con le mascherine. Un periodo davvero brutto!
In quel frangente, molti iniziarono a sperimentare modi per suonare a distanza, registrando separatamente i diversi strumenti per poi ricomporre il tutto in video da condividere su piattaforme come YouTube, Facebook, Instagram e Twitter (l’attuale X).

Diversi anni prima, intorno al 2015, io stesso sentivo il desiderio di tornare a suonare con i miei amici di sempre. L’unico problema era che loro vivevano a Palermo e io, da oltre vent’anni, a Roma.
Non volevamo rinunciare a suonare insieme. Avevamo iniziato nel lontano 1992 e volevamo continuare a farlo anche nel 2015, ma era difficile. Non c’erano molti mezzi a disposizione e, soprattutto, non eravamo molto esperti su come fare. Iniziai a studiare i primi software gratuiti come Audacity per creare un multitraccia e montare insieme le nostre registrazioni, che all’inizio facevamo con i cellulari. La qualità non era magnifica, ma ci accontentavamo.

A dire il vero, abbiamo realizzato quasi esclusivamente COVER di band famose: Foo Fighters in primis, Nirvana, Red Hot Chili Peppers, U2 e Iron Maiden. Anche se i risultati erano mediocri, noi insistevamo.

Studiavamo continuamente per imparare quali microfoni usare, scoprimmo l’esistenza di software per la virtualizzazione degli amplificatori e degli ambienti, e come realizzare un mix casalingo di discreta qualità che rendesse giustizia a tutti gli strumenti. Ho letto libri, visto video istruttivi, provato e riprovato finché il risultato è stato decente. Non professionale, ma decisamente ascoltabile.
Anche la nostra attrezzatura cresceva insieme alla nostra competenza. Tra il 2016 e il 2019 realizzammo un disco di cover che chiamammo “A LONG JOURNEY” proprio perché per noi fu un lungo viaggio durato tre anni. Per includere nel disco una decina di brani ci vollero tutto il nostro impegno e una pazienza infinita.

Si tratta di un disco amatoriale senza pretese, ma a noi molto caro perché per la prima volta avevamo il coraggio di confrontarci con brani per noi difficili. Non temevamo più le difficoltà tecniche, né nell’eseguire né nel registrare i pezzi. All’epoca non avevamo idea di cosa fosse un mix e di come far suonare tutto in modo più equilibrato e armonioso, ma ci mettemmo il cuore.
La bellezza di realizzare le tracce dei brani che avevamo sempre sognato di suonare da ragazzi è impagabile. In particolare, “Wasting Love” degli Iron Maiden per noi era IRRAGGIUNGIBILE, eppure, con tutti i suoi limiti, il pezzo è lì!
Quando arrivarono gli anni del COVID, eravamo già molto preparati e pronti anche a scrivere musica nostra. Tra il 2020 e il 2023 nacque il nostro “FAST FORWARD”, con l’esigenza di dire qualcosa di nostro in musica.

Si tratta del primo vero disco dei BACKTRACK, anche se con una particolarità: alla voce non c’è il nostro Marco (assente giustificato!), ma io… e come cantante faccio più ridere che come chitarrista, ma non avevamo alternative. Di questo, però, parleremo in un altro articolo.
Pare che per noi servano sempre almeno tre anni per realizzare un disco. Le emozioni del momento sono tutte dentro i brani. Per non dimenticare alcuni particolari della nostra esperienza accompagniamo la registrazione del disco con un diario di bordo in cui appuntiamo dettagli, chat buffe, spiegazioni del perché di alcune scelte artistiche o tecniche.
Insomma per noi la musica a distanza è da dieci anni la normalità. Quando pochi mesi fa realizzammo che erano passati già dieci anni da quando avevamo ripreso in mano gli strumenti ci siamo fermati a riflettere. Stupiti e desiderosi di continuare a comunicare con la musica, stiamo registrando un ennesimo disco mentre in bozza ne abbiamo scritti già altri cinque…insomma non finiremo mai di raccontarci, ma non c’è fretta.
Continuate a seguirci!!!!!!!!!