Rencesioni di Latrunculi di Arianna Teso ed Elio Tigrane

30 Novembre 2015

Arianna Teso e Elios Tigrane sono gli autori di Latrunculi. Si tratta del loro primo vero e proprio romanzo anche se la loro esperienza di scrittura è nata molto tempo prima con i Racconti dei Demiurghi. I loro primi lavori sono molto brevi, ma questo è un vero e propri libro di circa 350 pagine.

L’ambientazione e la collocazione temporale sono complesse: si tratta di un mondo vicino a quello dell’Impero Romano negli anni intorno al 284 d.c. al tempo in cui Diocleziano era Imperatore di Roma.

Gli autori hanno utilizzato Internet per creare un luogo di approfondimento dei luoghi, termpi, personaggi in cui intrecciano la trama del loro libro. Utilizzato uno strumento WIKI che potete consultare a questo indirizzo:

 

http://it.legio-m-ultima.wikia.com/wiki/Legio_M_Ultima_Wiki

 

I due autori sono già noti ai nostri amici di warlandia per Domine et Serva e Requiem. Ciascun racconto è legato da una continuità logico temporale ai successivi e il libro ha, in definitiva, una forma di romanzo.

 

Cominciamo dal titolo del libro: Latrunculi. Si tratta di un gioco da tavolo simile agli scacchi, ma praticato nell’antica Roma. Del gioco non è rimasto quasi nulla, non conosciamo le regole, né il numero di pezzi posti sulla scacchiera. Si ipotizza che, come gli scacchi, fosse ispirato alla guerra. Dall’idea di questo gioco, nasce il romanzo dei due autori innamorati della cultura romana e che da anni ispirano le loro opere a un mondo fantasy con ambientazione storica. I due autori diventano protagonisti della narrazione inserendo due personaggi che li rappresentano: Arianna Teso è Azia Medea, mentre Elio Tigrane ha usato il proprio nome e cognome.

copertina originale di Latrunculi

copertina originale di Latrunculi

Il libro di snoda in ampi capitoli:

 

  • un corpo, un anima
  • le grotte maledette
  • come una fenice
  • la fratellenza di Voltumna
  • Fenrir, il lupo
  • l’isola di Nettuno
  • attorno a un fuoco
  • come una fenice (II)
  • Ave, Magister!

 

Come in una partita di Latrunculi fra due giocatori che non si conoscono, inizia uno scontro fra coloro che sono dalla parte dell’Imperatore e coloro che lo vogliono destituire. Fra un capitolo e l’altro due misteriosi giocatori spostano le proprie pedine modificando il futuro degli uomini e costringendoli a combattere per loro.

 

La scrittura è a due mani e a volte si colgono variazioni stilistiche, a volte si accentuano dei personaggi rispetto ad altri lasciando immaginare che a scrivere sia Elios piuttosto che Arianna. Lo chiederò agli autori per averne conferma.

 

Anche se l’ambientazione è l’Impero Romano, non mancano figure ammantate di mistero, maghi, druidi e soldati con poteri particolari che gli consentono di mutare forma o di abbandonarsi a una furia incontrollata per distruggere le armate nemiche. Gli autori hanno attinto alla mitologia norrena per vari spunti, non ultimo il capitolo dedicato a Fenrir, il lupo. C’è spazio per vampiri anche se non vengono immediatamente identificati con questo nome e per molto altro.

 

La protagonista del romanzo è Azia Medea Rubinia Antinea, ma tutti i personaggi che le ruotano attorno sono forti, caratterizzati e indispensabili per la buona riuscita della storia. La particolarità del personaggio di Azia risiede sia nelle sue nobili origini, è la figlia adottiva dell’Imperatore, sia nel suo potere oscuro e sconosciuto a quasi tutti.

 

Il racconto che introduce Azia si intitola Un corpo, un anima:

 

Due sorellastre che non sanno di esserlo vivono le loro vite senza mai sapere l’una dell’altra.. Medea è nobile ed è costretta a sposare un marito che non ama, ma che la tradisce di continuo, la picchia con violenza inaudita e la umilia ogni giorno. Arriva a un punto di violenza tale da rendere la povera donna quasi incapace di camminare e con molti problemi di salute.

 

Al contrario Azia è una guerriera molto abile e con un fisico d’acciaio. Viene tenuta in grande considerazione e con un futuro glorioso davanti a sé.

 

Dopo l’ennesima violenza, Medea trova una spada magica che parla alla sua mente e le suggerisce una soluzione alla sua vita ingrata. Essa ha, infatti, il potere di darle un corpo nuovo rubandolo ad un altra donna. Medea inorridisce, ma non riesce a smettere di pensare a quella cosa. Le due donne si incontrano nella casa del padre che spiega ad entrambe che sono nate da due donne diverse. Meda è legittima, mentre Azia non lo è.

 

In seguito ad un terribile agguato alla casa del nobile padre Azia resta scioccata e priva di ogni volontà di vivere. Medea vede quello splendido corpo come una seconda opportunità e cede alla tentazione.

 

Una storia piena di magia, orrore e sentimenti contrastanti che coinvolgeranno il lettore sino all’ultima pagina del racconto.

 

I personaggi sono tanti, ma quelli che più lasciano una traccia nel lettore sono, a mio parere, Azia, Gautighot il comandante, Pendaran il druido, Domiziano il greco, Elettra. La squadra è terribilmente efficace, violenta e fedele all’Imperatore.

 

***

Fra la prima e la seconda parte del romanzo scopriamo due anime delle stessa Azia: la prima parte mostra Azia come altera, orgogliosa anche se libera da convenzioni sociali e incapace di condividere il suo terribile segreto e il suo dolore; nella seconda esperienza con la Legiona M Ultima, l’incontro con Lux, Meretrix e Marzio della Coorte VI aprirà il cuore della donna a sentimenti di profonda amicizia al punto di renderla quasi irriconoscibile.

Buona lettura a tutti!

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