{"id":8649,"date":"2016-06-21T06:18:21","date_gmt":"2016-06-21T04:18:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.warlandia.it\/blog\/?p=8649"},"modified":"2018-08-02T16:31:43","modified_gmt":"2018-08-02T14:31:43","slug":"se-non-ti-lecchi-le-dita-godi-solo-a-meta-di-fiorella-rigoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/2016\/06\/21\/se-non-ti-lecchi-le-dita-godi-solo-a-meta-di-fiorella-rigoni\/","title":{"rendered":"Se non ti lecchi le dita, godi solo a met\u00e0 di Fiorella Rigoni"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_8920\" aria-describedby=\"caption-attachment-8920\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-8920\" src=\"http:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/rigoni-racconto.jpg\" alt=\"\" width=\"610\" height=\"320\" srcset=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/rigoni-racconto.jpg 610w, https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/rigoni-racconto-300x157.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-8920\" class=\"wp-caption-text\">Fiorella Rigoni &#8211; Se non ti lecchi le dita, godi solo a met\u00e0<\/figcaption><\/figure>\n<p>di <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/rigoni.fiorella\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fiorella Rigoni<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si guard\u00f2 la mano. Le unghie erano perfette. Lunghe, laccate di rosso e appena limate. Sorrise, soddisfatta del suo lavoro.<\/p>\n<p>\u00abCadr\u00e0 ai miei piedi\u2026 come tutti\u00bb bisbigli\u00f2 aprendo l\u2019armadio e sbirciandoci dentro. Scelse un tubino nero, una camicia in pizzo bianco e ci accost\u00f2 della biancheria intima di raso nero. Indoss\u00f2 calze autoreggenti e un paio di scarpe di camoscio scure, con il tacco alto.<\/p>\n<p>Quando fu completamente vestita, si guard\u00f2 allo specchio. <em>Perfetto!,<\/em> riflett\u00e9 mentre si ravviva i lunghi capelli ramati. Fece un sorriso soddisfatto ripensando a ci\u00f2 che l\u2019aspettava quel pomeriggio.<\/p>\n<p>Lui era un ragazzo dall\u2019aria spaventata, occhi scuri e capelli della stessa tonalit\u00e0. Non era magrissimo, anzi, ma questo era ci\u00f2 che pi\u00f9 le piaceva, lei adorava i tipi in carne.<\/p>\n<p>Si erano parlati in chat per parecchi giorni. Lei lo aveva stuzzicato con frasi a doppio senso e immagini sensuali, com\u2019era solita fare. Ormai ne aveva adescati parecchi con quel trucchetto, ma non era mai sazia, aveva sempre fame. Era diventata un\u2019esperta nell\u2019arte dell\u2019acchiappo, molto pi\u00f9 brava della madre, qualunque cosa questa osasse dire.<\/p>\n<p>\u00abNon so cosa darei per conoscerti\u00bb le aveva scritto lui due giorni prima, ormai preso nel perverso gioco di parole in cui lei era cos\u00ec brava.<\/p>\n<p>Si era quasi tirata indietro, titubante, adducendo una timidezza che fino a qualche ora prima non pareva avere. \u00abMa come? Mi hai fatto diventare scemo con le tue belle parole e queste immagini cos\u00ec erotiche e adesso non vuoi nemmeno vedermi?\u00bb l\u2019aveva apostrofata il tizio per messaggio.<\/p>\n<p>\u00abSai\u2026 \u00e8 la timidezza. Finch\u00e9 ci parliamo in chat \u00e8 tutto facile, ma faccia a faccia non so\u2026\u00bb gli aveva risposto, quasi fosse un\u2019educanda.<\/p>\n<p>\u00abMa non preoccuparti, non ti mangio mica\u00bb era stata la risposta di lui. E qui lei era scoppiata a ridere. Le erano scese addirittura le lacrime per quanto aveva riso. Era sicurissima che lui non potesse farle alcun male, ma la parola che aveva usato era davvero adatta alla situazione, anche se lui ancora non lo sapeva.<\/p>\n<p>\u00abDici davvero?\u00bb aveva digitato in fretta. \u00abMa sei abbastanza dolce?\u00bb aveva chiesto sempre ridendo come una pazza, tanto lui non poteva n\u00e9 vederla, n\u00e9 sentirla.<\/p>\n<p>Il gioco le piaceva, le piaceva da matti, e faceva di tutto perch\u00e9 durasse il pi\u00f9 a lungo possibile.<\/p>\n<p>\u00abSar\u00f2 dolcissimo, vedrai, quasi come un cioccolatino di quelli con il ripieno al caff\u00e8, quelli che dici di adorare\u00bb le aveva scritto.<\/p>\n<p>Lei aveva spalancato gli occhi mentre le veniva l\u2019acquolina in bocca. <em>Allora sar\u00e0 deliziosamente bello,<\/em> pens\u00f2 mentre digitava in fretta la risposta. \u00abE dai\u2026 se \u00e8 cos\u00ec non vedo l\u2019ora di vederti. Va bene domani pomeriggio?\u00bb aveva cliccato inoltrando il messaggio. La risposta non si era fatta attendere.<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, s\u00ec, benissimo. Dove vuoi che ci vediamo?\u00bb le aveva domandato.<\/p>\n<p>\u00abI miei non ci sono, puoi venire qui. Ti va?\u00bb gli aveva scritto.<\/p>\n<p>\u00abNessun problema, dammi l\u2019indirizzo e arrivo\u00bb fu ci\u00f2 che aveva visualizzato sul monitor alcuni secondi dopo. Aveva socchiuso gli occhi, soddisfatta pi\u00f9 che mai, poi aveva concluso inviandogli l\u2019indirizzo e mandandogli le solite faccine piene di sorrisini. L\u2019attesa per\u00f2 era stata snervante. Aveva una maledetta voglia di vederlo, di incontrarlo, di assaggiarlo. Questa era sempre la parte peggiore: l\u2019attesa. A volte aveva dovuto aspettare anche pi\u00f9 di un paio di giorni. Non era cos\u00ec semplice organizzare gli incontri, non tutti erano vicini o liberi subito. Alcuni poi, visto il posto isolato in cui viveva, avevano esitato, ma li aveva convinti con le solite faccette tristi e parole inequivocabili a cui non avrebbero resistito per molto. Quando poi si incontravano era meraviglioso, molto stimolante e soddisfacente, sotto tutti i punti di vista. Nessuno finora l\u2019aveva mai delusa.<\/p>\n<p>Torn\u00f2 ai suoi preparativi. And\u00f2 in bagno e si trucc\u00f2, facendo attenzione a non esagerare. Era eccitata e questo non giovava. Doveva avere la mano ferma per fare un bel lavoro, altrimenti non sarebbe riuscita a mettersi il mascara. Chiuse gli occhi e fece un respiro profondo. Doveva tranquillizzarsi, altrimenti tutto le sarebbe sfuggito di mano e non poteva andare cos\u00ec. La sua voglia era immensa e se voleva saziarla doveva essere lucida e calma. Il campanello suon\u00f2 alle tre in punto. Si lisci\u00f2 la gonna prima di andare ad aprire. Fece un bel respiro, si stamp\u00f2 un bel sorriso sul viso e apr\u00ec l\u2019uscio.<\/p>\n<p>\u00abCiao\u00bb disse.<\/p>\n<p>\u00abCiao\u00bb le rispose il ragazzo.<\/p>\n<p>\u00abDai, entra\u00bb propose lei aprendo di pi\u00f9 la porta.<\/p>\n<p>\u00abCerto\u00bb ribatt\u00e9 lui varcando la soglia.<\/p>\n<p>La porta si richiuse dietro di loro, chiudendo fuori il mondo.<\/p>\n<p>\u00abE cos\u00ec tu sei Marika\u00bb esord\u00ec il suo nuovo amico, squadrandola.<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, in carne e ossa\u00bb rispose facendo un giro su se stessa. \u00abProprio come nelle foto, come vedi sono vera. E tu sei Lucio, piacere\u00bb continu\u00f2 ridendo.<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, in effetti un dubbio ce l\u2019avevo\u00bb rispose il tizio continuando a guardarla. \u00abChiss\u00e0 perch\u00e9, ma pensavo che fosse solo un brutto scherzo\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abNo, non farei mai una cosa del genere\u00bb espose lei avvicinandosi. \u00abTu mi piaci davvero\u00bb continu\u00f2 sfiorandogli il viso con una carezza.<\/p>\n<p>A quel contatto il ragazzo sgran\u00f2 gli occhi e si ritrasse leggermente, come se quel leggero tocco non fosse stato di suo gradimento.<\/p>\n<p>Marika sbatt\u00e9 le palpebre, confusa. \u00abChe c\u2019\u00e8?\u00bb domand\u00f2 con espressione stupita.<\/p>\n<p>\u00abNiente\u2026 \u00e8 che mi pareva che la tua mano fosse gelida\u00bb rispose l\u2019altro corrugando la fronte. \u00abMa di sicuro mi son sbagliato\u00bb.<\/p>\n<p>La giovane scoppi\u00f2 in una risata sciocca, con la mano si copr\u00ec la bocca. \u00abForse sar\u00e0 che sono tanto eccitata\u2026 Sai Lucio, mi piaci cos\u00ec tanto\u00bb spieg\u00f2 abbracciandolo.<\/p>\n<p>Il giovane non si sottrasse, anche se sentiva che qualcosa non andava.<\/p>\n<p>Marika gli baci\u00f2 il collo, piano, mentre lo stringeva a s\u00e9. Infil\u00f2 le dita tra i capelli, lo accarezz\u00f2 senza fretta cercando la sua bocca.<\/p>\n<p>Lucio lasci\u00f2 perdere le sue perplessit\u00e0 e rispose al bacio, le sue mani strinsero forte i fianchi della ragazza. Ancora non gli sembrava vero che quella creatura cos\u00ec bella potesse desiderare proprio lui, lui che tante volte ci aveva provato con altre, ma che in realt\u00e0 non era mai riuscito a concludere nulla. Troppo goffo e con qualche chiletto in pi\u00f9, cos\u00ec dopo il primo appuntamento, che immancabilmente finiva con un nulla di fatto, non ne arrivava mai un secondo. Ma stavolta le cose parevano diverse, stavolta avrebbe pure lui avuto qualcosa da raccontare agli amici.<\/p>\n<p>Le mani di Marika si strinsero di pi\u00f9 attorno al collo dell\u2019uomo. La sua bocca era avida, prepotente. La lingua ingorda mentre rincorreva quella di Lucio. Fremeva nel sentirselo premuto contro, nel constatare come fosse grossa l\u2019eccitazione che provava, quel gonfiore che sentiva premerle contro il ventre. E lei aveva davvero voglia di un po\u2019 di sesso, prima di pranzare. Ma era troppo affamata e cos\u00ec esager\u00f2 con le effusioni, finendo per compromettere tutto.<\/p>\n<p>Un brivido di freddo percorse la schiena di Lucio quando gli graffi\u00f2 il collo. Un dolore sordo lo colse mentre si staccava di scatto e la fissava. \u00abMa che stai facendo?\u00bb chiese spaventato.<\/p>\n<p>Lei lo fiss\u00f2 con quei suoi occhi strani, che d\u2019un tratto parvero essere enormi. Le iridi oblunghe erano diventate di un intenso colore rosso, cos\u00ec diverse da quelle azzurre di prima.<\/p>\n<p>\u00abCo-cosa sta succedendo?\u00bb borbott\u00f2 Lucio quasi strozzandosi con le parole.<\/p>\n<p>\u00abNiente di cos\u00ec strano\u00bb replic\u00f2 Marika. \u00abHo solo tanta voglia di assaporarti\u00bb replic\u00f2 mentre si leccava le unghie imbrattate di sangue.<\/p>\n<p>A quelle parole il giovane fece un passo indietro, ma le mani del demone divennero delle vere e proprie tenaglie e gli imprigionarono le braccia, stringendole con una forza brutale. \u00abNon puoi andartene proprio adesso\u2026 non sarebbe cortese da parte tua\u00bb gracchi\u00f2 Marika. \u00abIo ti ho invitato a passare la serata con me, ed \u00e8 quello che farai\u00bb continu\u00f2. \u00ab\u00c8 cos\u00ec facile attirarvi nella mia rete, circuirvi. Voi uomini siete cos\u00ec scontati, cos\u00ec banali. Vi basta vedere un bel corpo, sentire qualche lusinga che subito vi gettate a pesce, immaginando gi\u00e0 di intrufolarvi tra le gambe della bella pollastrella che vi sta davanti. \u00c8 su questo che faccio leva per procurarmi i miei succulenti pasti, sulla vostra voglia di sesso a tutti i costi, e non mi deludete mai, davvero mai\u00bb fin\u00ec osservandolo divertita. Vedere la paura dipinta sul volto della sua vittima la eccit\u00f2 enormemente.<\/p>\n<p>\u00abLasciami!\u00bb grid\u00f2 Lucio cercando di liberarsi.<\/p>\n<p>La creatura scoppi\u00f2 a ridere. Il suo volto mut\u00f2 d\u2019improvviso, trasformandosi in un orrendo ghigno. La bocca divenne enorme e colma di denti lunghi e affilati. La carnagione rosea e liscia divenne scura e rugosa, i lunghi capelli si ritrassero e al loro posto comparvero solo sparuti ciuffi di irti peli. Le braccia s\u2019allungarono e s\u2019ingrossarono, il busto eretto prese a curvarsi in avanti e le gambe s\u2019inarcarono, mostrando i muscoli possenti che le reggevano.<\/p>\n<p>Lucio grid\u00f2.<\/p>\n<p>Ormai la dolce Marika aveva mostrato la sua vera faccia. Era una Lamia, un essere che si nutriva di sangue e carne umana, che circuiva i maschi con inviti sessuali per poi cibarsene. Il demone non avrebbe permesso alla giovane preda di sfuggirgli. Di solito si palesava molto dopo, preferiva prima consumare il rapporto carnale, ma stavolta le cose parevano essere andate in modo diverso. L\u2019uomo aveva captato qualcosa prima del previsto e la troppa fame l\u2019aveva costretta a rivelarsi. Ma il suo pasto lo avrebbe gustato lo stesso.<\/p>\n<p>Con i lunghi artigli inizi\u00f2 a lacerargli la pelle. Prima quella delle braccia, strappandola a pezzi e portandosela alla bocca. Si delizi\u00f2 con l\u2019odore del sangue e si be\u00f2 del gusto meraviglioso che aveva quel bocconcino prelibato. Mastic\u00f2 con gusto infinito quella leccornia che tanto amava, infischiandosene delle urla di dolore del tizio che teneva saldamente inchiodato al muro con una mano. In quel posto isolato nessuno avrebbe mai sentito le sue grida e lei avrebbe potuto gustarsi in santa pace il suo cibo preferito. I lembi di pelle non le bastavano, erano solo un antipasto. Il piatto principale sarebbe stato il cuore, organo di cui andava davvero pazza. Guard\u00f2 Lucio, aveva il volto rigato di lacrime e tremava, di sicuro dalla paura. Se l\u2019era pure fatta sotto. Si sentiva dal puzzo e da quella rivoltante macchia umida che aveva tra le gambe. La sua lingua saett\u00f2 nell\u2019aria intrisa del terrore del giovane.<\/p>\n<p>\u00abSei meravigliosamente buono\u2026 te l\u2019avevo detto che ti avrei gustato in tutti i modi\u00bb gracchi\u00f2 il demone con una specie di sorriso maligno che gli increspava le labbra tirate. Detto ci\u00f2 tir\u00f2 forte il braccio e lo stacc\u00f2 di netto dal tronco. Il giovane strabuzz\u00f2 gli occhi mentre strillava, un attimo prima di svenire. L\u2019orribile creatura lo lasci\u00f2 andare e il corpo incosciente cadde pesantemente a terra. Una pozza di liquido rosso si sparse sul pavimento. Lei afferr\u00f2 l\u2019arto appena strappato con entrambe le mani e inizi\u00f2 a divorarlo. Mezz\u2019ora dopo aveva spolpato completamente il povero malcapitato, di lui restavano solo le ossa bianche sparse sul pavimento unto e appiccicoso.<\/p>\n<p>\u00abFantastico\u2026 grasso e tenero al punto giusto. Per\u00f2 ho fatto un disastro, devo ripulire in fretta prima che torni mamma, altrimenti chi la sente? Me lo ripete sempre che non bisogna mangiare con le mani e che si mangia sulla tavola, e non per terra!\u00bb borbott\u00f2 mentre si ripuliva la bocca con il dorso della mano, poi si succhi\u00f2 le lunghe dita. \u00abSe non ti lecchi le dita, godi solo a met\u00e0!\u00bb si disse mentre andava a recuperare gli stracci per ripulire il pavimento e il muro imbrattati di umori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Fiorella Rigoni &nbsp; Si guard\u00f2 la mano. Le unghie erano perfette. 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