{"id":4850,"date":"2012-01-14T00:10:55","date_gmt":"2012-01-14T00:10:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.warlandia.it\/blog\/?p=4850"},"modified":"2019-10-28T15:45:19","modified_gmt":"2019-10-28T14:45:19","slug":"intervista-a-franco-forte-su-il-segno-dell-untore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/2012\/01\/14\/intervista-a-franco-forte-su-il-segno-dell-untore\/","title":{"rendered":"Intervista a Franco Forte su Il segno dell&#8217;untore"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"229\" src=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/franco-forte-300x229.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11232\"\/><figcaption>L&#8217;autore Franco Forte<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 17 gennaio 2012 Franco Forte, apprezzato scrittore di romanzi storici, direttore editoriale delle collane da edicola Mondadori (Gialli, Urania e Segretissimo), nonch\u00e9 direttore responsabile di importanti riviste quali la Writers Magazine Italia (www.writersmagazine.it) e la Romance Magazine (www.romancemagazine.it), torner\u00e0 in libreria con il suo nuovo romanzo, un thriller medievale ambientato nella Milano del 1576, all\u2019epoca della grande peste bubbonica che falcidi\u00f2 la popolazione ben pi\u00f9 di quanto fece quella di manzoniana memoria. Ma di cosa parla esattamente questo libro, che appare fra i pi\u00f9 interessanti fra quelli scritti da Franco Forte? Ecco una breve trama, giusto per inquadrare il romanzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Milano, 1576. Nel drammatico giorno della morte della moglie, consumata atrocemente dalla peste, il notaio criminale Niccol\u00f2 Taverna viene convocato dal Capitano di Giustizia per risolvere un difficile caso di omicidio. La vittima \u00e8 Bernardino da Savona, commissario della Santa Inquisizione che aveva il compito di far valere le decisioni della Corona di Spagna sul suolo del Ducato di Milano. Ma non solo: Bernardino aveva ricevuto l&#8217;incarico di occuparsi degli ordini ecclesiastici difficili, come gli Umiliati, messi al bando dall&#8217;arcivescovo Carlo Borromeo, mansione che ha reso ancora pi\u00f9 difficili le relazioni tra potere secolare (Corona di Spagna) e potere temporale (Chiesa di Milano). Contemporaneamente, Niccol\u00f2 Taverna deve anche riuscire a individuare il responsabile del furto del Candelabro del Cellini trafugato dal Duomo di Milano. Ma ben presto si accorge che la ricerca del Candelabro si rivela una pista sbagliata perch\u00e9 un altro oggetto, ben pi\u00f9 prezioso, \u00e8 stato sottratto: la reliquia del Sacro Chiodo della Croce di Cristo. In una Milano piagata dalla peste e su cui si allunga l&#8217;ombra della Santa Inquisizione, il notaio criminale Niccol\u00f2 Taverna deve sfruttare tutte le sue straordinarie capacit\u00e0 investigative per venire a capo di questi due intricati casi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Franco, una storia che appare davvero molto interessante, e forse per te un ritorno al thriller pi\u00f9 canonico, per quanto all\u2019interno dell\u2019impianto del romanzo storico che ci hai abituato a costruire cos\u00ec bene.<\/strong><br>S\u00ec, in effetti Il segno dell\u2019untore \u00e8 una sorta di compendio di tutto ci\u00f2 che ho imparato scrivendo prima thriller (come China Killer e La stretta del Pitone) e poi romanzi storici (da I Bastioni del coraggio a Carthago e Roma in fiamme). E mi pare di aver centrato il bersaglio, perch\u00e9 questo personaggio che ho costruito, il notaio criminale Niccol\u00f2 taverna, \u00e8 davvero affascinante e originale, te lo posso garantire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Giusto, parlaci di lui. Chi \u00e8 esattamente Niccol\u00f2 Taverna?<\/strong><br>E\u2019 l\u2019equivalente del 1576 di un moderno commissario di polizia. I notai criminali erano i magistrati che a quel tempo, a Milano, indagavano sui casi di omicidio, sui casi criminali e sulle ruberie, e lo facevano adottando tecniche investigative sorprendentemente moderne, per quanto i loro strumenti pi\u00f9 efficaci per trovare i colpevoli fossero l\u2019intuito, l\u2019istinto e l\u2019esperienza. Ma tutto ci\u00f2 che i miei personaggi fanno, \u00e8 rigorosamente documentato, e quindi sorprender\u00e0 vedere quali tecniche investigative possedevano.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"325\" height=\"500\" src=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/segno-untore.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11219\" srcset=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/segno-untore.jpg 325w, https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/segno-untore-195x300.jpg 195w\" sizes=\"auto, (max-width: 325px) 100vw, 325px\" \/><figcaption>Il segno dell&#8217;untore di Franco Forte<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Facci qualche esempio.<\/strong><br>Nel romanzo ce ne sono a bizzeffe e, come detto, non si tratta di mie invenzioni, bens\u00ec del risultato di un lungo lavoro di ricerca e documentazione che mi ha portato a scoprire come questi funzionari del Tribunale di Giustizia di Milano fossero davvero all\u2019avanguardia, per ci\u00f2 che atteneva le indagini di polizia. Per esempio, erano soliti portare con s\u00e9 dei bastoncini con la punta ricoperta di cera, con i quali frugavano fra gli oggetti appartenuti alle vittime di un omicidio, o su ci\u00f2 che trovavano sul luogo di un delitto. Perch\u00e9? La nostra mentalit\u00e0 moderna ci spingerebbe a rispondere: per non inquinare le prove. Ma naturalmente, dato che non esistevano analisi scientifiche, a quell\u2019epoca, il motivo \u00e8 ben altro. I notai criminali usavano quei bastoncini per frugare con sicurezza (secondo le credenze dell\u2019epoca) fra gli oggetti rinvenuti sui luoghi degli omicidi senza rischiare di toccare qualcosa che potesse essere stato infettato dalla peste, che nel 1576 stava decimando la popolazione di Milano. Credevano che se avessero toccato qualcosa imbevuto dell\u2019umore della malattia, questo sarebbe scivolato sulla cera dei loro bastoncini, e con una semplice scrollatina se ne sarebbero liberati, senza rischiare contagi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Questo mi fa capire quanto sia accurata la ricostruzione che fai di quel periodo storico.<\/strong><br>E\u2019 proprio cos\u00ec: nulla \u00e8 lasciato al caso, e Niccol\u00f2 Taverna si muove, mentre sviluppa le sue indagini, in una Milano ricostruita perfettamente nella sua coerenza storica, non solo ambientale, ma anche riguardo la vita di tutti i giorni: cosa mangiavano, come si vestivano, quali attivit\u00e0 svolgevano le persone in quel preciso momento storico. A emergere, dunque, non \u00e8 soltanto la storia di un magistrato che indaga sull\u2019uccisione di un inquisitore (e sul furto di un oggetto sacro dal Duomo), ma anche la rappresentazione di un periodo storico molto difficile e per certi versi affascinante della Milano della seconda met\u00e0 del 1500. La Milano sotto dominazione spagnola che vedeva contrapporsi il potere della Corona di Spagna e della Santa Inquisizione, a essa collegata, a quello del Soglio di Pietro, che vedeva nella figura dell\u2019arcivescovo Carlo Borromeo (che poi diventer\u00e0 San Carlo) un baluardo di primo piano nel conflitto tra potere secolare e potere temporale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ma quanto parte di thriller e di romanzo giallo c\u2019\u00e8, ne Il segno dell\u2019untore, rispetto al classico romanzo storico?<\/strong><br>Non c\u2019\u00e8 una prevalenza dell\u2019uno rispetto all\u2019altro, bens\u00ec un continuo amalgamarsi e intersecarsi delle due cose. La ricostruzione storica e il respiro sociale e culturale dell\u2019epoca sono da sfondo a una intricata indagine che deve fare i conti con gli strumenti limitati dell\u2019epoca e la capacit\u00e0 del notaio criminale Niccol\u00f2 Taverna di risolvere i casi grazie alla sua intelligenza e alla sua esperienza. Ma tutto si muove in armonia con il periodo descritto, rispettando la coerenza che qualsiasi buon romanzo storico richiede, pur offrendo al lettore l\u2019impianto, le emozioni e il ritmo di un thriller attuale e congegnato nei minimi particolari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La maggior parte dell&#8217;universo femminile gradisce in un libro, per quanto tecnico possa essere, una bella storia d&#8217;amore. In che modo riesci a soddisfare la voglia di Romance delle tue lettrici in Il segno dell&#8217;untore?<\/strong><br>Le donne sono imprescindibili da qualsiasi romanzo, cos\u00ec come lo sono i sentimenti e la passione. In Il segno dell&#8217;untore questa tensione pervade tutto il romanzo, perch\u00e9 Niccol\u00f2 Taverna, sposato con Anita Polidori, soffre il fatto che sua moglie sia malata gravemente di peste e in fin di vita. Vorrebbe aiutarla, offrire se stesso, pur di farla ritornare la donna solare e straordinaria di cui era innamorato,<br>ma la malattia la fa regredire e la trasforma nel fantasma di sua moglie, della sua Anita. Eppure, anche quando il mondo sembra sgretolarsi sotto i piedi di Niccol\u00f2, ecco che compare un&#8217;altra donna<br>nella sua vita, una fanciulla che lui crede un angelo, arrivato sulla terra per alleviare le sue sofferenze, ma che presto, si render\u00e0 conto, \u00e8 una ragazza tenace e maledettamente scaltra, che riuscir\u00e0 a fare breccia nel suo cuore e a imporsi alla sua attenzione non solo per il colore degli occhi, che lui paragona all&#8217;ossidiana, ma soprattutto per la sua frizzante intelligenza, che gli verr\u00e0 d&#8217;aiuto persino nelle<br>difficili indagini che sta portando avanti sull&#8217;omicidio di un inquisitore del Santo Uffizio.<br>Insomma, Niccol\u00f2 \u00e8 un uomo, e come tutti gli uomini non pu\u00f2 prescindere dalla passione che una bella donna sa scatenare dentro di lui&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Mondadori sta facendo una forte campagna di marketing e di promozione nei confronti di questo romanzo, che apre il 2012 per la collana Omnibus italiani. C\u2019\u00e8 una strategia precisa, dietro a tutto questo?<\/strong><br>S\u00ec, l\u2019editore vuole iniziare il nuovo anno dando un segnale chiaro ai lettori di un grosso mutamento che ci sar\u00e0 per i rilegati Mondadori. Il mio romanzo \u00e8 il primo di un nuovo corso studiato con intelligenza, che vuole coniugare un prezzo pi\u00f9 aggressivo e abbordabile dal pubblico rispetto al passato (15 euro anzich\u00e9 i soliti 20 euro), senza per\u00f2 svalutare i titoli che saranno presentati, puntando quindi alla massima qualit\u00e0 possibile dei testi da pubblicare. Sono felice di essere un po\u2019 l\u2019apripista di questo nuovo corso, e mi auguro che il mio notaio criminale riesca a farsi apprezzare dal pubblico per continuare a proporre le sue indagini mozzafiato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>C\u2019\u00e8 qualche collegamento fra questo romanzo e il tuo precedente, I bastioni del coraggio, anch\u2019esso ambientato nella Milano del 1500?<\/strong><br>Tra le due vicende sono passati trent\u2019anni, e qualche personaggio lo si ritrova ancora ne Il segno dell\u2019untore, per quanto non pi\u00f9 come protagonista. Per esempio Anita, che ne I bastioni del coraggio era una delle eroine del libro, qui \u00e8 la moglie di Niccol\u00f2 Taverna, anche se la sua parabola narrativa risulta piuttosto breve. E lo stesso accade per altri personaggi, come per esempio il perfido Inquisitore Generale Guaraldo Giussani, di cui non ci eravamo sbarazzati ne I bastioni del coraggio. Un giorno o l\u2019altro scriver\u00f2 un romanzo che far\u00e0 da collegamento fra questi due titoli, descrivendo che cosa \u00e8 successo in quei trent\u2019anni di distacco fra un libro e l\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per Il segno dell&#8217;untore hai fatto uno studio approfondito degli usi e costumi, non solo popolari, della Milano dell&#8217;epoca, con che mezzo in particolare hai svolto le tue ricerche?<\/strong><br>Sempre sul campo, cio\u00e8 nelle biblioteche (Ambrosiana e Sormani prima di tutto) e poi in una favolosa enciclopedia Treccani del 1948, 12 volumi interamente dedicati a Milano e alla sua storia. Raramente<br>Internet, perch\u00e9 anche se c&#8217;\u00e8 parecchio materiale, sul web, non \u00e8 semplice capire quando \u00e8 affidabile o meno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una domanda personale. Pur essendo nato da un progetto specifico chi o che cosa \u00e8 stata la tua musa ispiratrice per questo romanzo?<\/strong><br>La mia musa ispiratrice, per tutti i miei romanzi, \u00e8 sempre e soltanto una sola: mia moglie. Come dico nella dedica di questo libro, lei \u00e8 la parte pi\u00f9 luminosa della mia esistenza. E della mia ispirazione&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Deborah Desire<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Franco Forte della nostra bravissima Deborah Desire!<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":11231,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[19,15],"class_list":["post-4850","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-libri","tag-intervista","tag-romanzo","latest_post"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4850","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4850"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4850\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11233,"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4850\/revisions\/11233"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11231"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4850"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4850"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4850"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}