{"id":35,"date":"2011-01-04T07:30:47","date_gmt":"2011-01-04T07:30:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.warlandia.it\/blog\/?p=35"},"modified":"2019-11-13T14:28:08","modified_gmt":"2019-11-13T13:28:08","slug":"perchta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/2011\/01\/04\/perchta\/","title":{"rendered":"Perchta"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Perchta<\/strong>, Berchta o Berta in area germanica era il corrispettivo femminile del dio celtico Cernunnos. Era la dea che vegliava sulla natura e sugli animali. Infatti era anche chiamata Signora delle bestie.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"610\" height=\"320\" src=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/perchta.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12073\" srcset=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/perchta.jpg 610w, https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/perchta-300x157.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><figcaption>Perchta<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua figura era molto simile a quella della dea Holda, venerata principalmente nella Germania del Nord. Entrambe le divinit\u00e0 si mostravano agli uomini nei giorni tra il Natale e l&#8217;Epifania, quando l&#8217;oscurit\u00e0 sembrava prevalere sulla luce e il confine col mondo degli spiriti si assottiglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quel periodo, nella profondit\u00e0 dei boschi, i cacciatori si potevano imbattere nel suo corteo, costituito da animali selvaggi, elfi e anime. Per quanto la leggenda di Perchta-Holda sia tipicamente nordica, essa era conosciuta anche in area mediterranea. Basti pensare alla novella Nastagio degli Onesti del Decamerone di Boccaccio e al canto dantesco di Pier delle Vigne. In effetti il mito presenta analogie con la figura di Diana-Artemide. Forse anche l&#8217;antico adagio quando Berta filava\u2026 ha legami con la leggenda di Perchta, che proteggeva le donne che filavano la lana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora negli anni Trenta, in Germania era viva l&#8217;usanza di confezionare nel periodo natalizio dei pani a forma di treccia, che i bambini lasciavano nei boschi per ingraziarsi la dea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perchta significa splendente: per questo a volte \u00e8 rappresentata bella e bianca come la neve.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sembra che il suo culto fosse legato alla rigenerazione della natura e al ritorno della luce, infatti \u00e8 proprio tra Natale e l&#8217;Epifania che la durata del giorno riprende a crescere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia non mancano racconti che la dipingono vecchia e brutta, tanto che in alcune parti dell&#8217;arco alpino \u00e8 assimilata alla Befana. Alcuni hanno voluto vedere in questa tradizione l&#8217;influsso del Cristianesimo, che mirava a screditare gli antichi culti pagani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perchta, Berchta o Berta in area germanica era il corrispettivo femminile del dio celtico Cernunnos. Era la dea che vegliava sulla natura e sugli animali. 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