{"id":3178,"date":"2007-06-10T15:00:00","date_gmt":"2007-06-10T15:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.warlandia.it\/asp\/articoli.asp?action=mostra&#038;id=184"},"modified":"2019-12-17T12:08:29","modified_gmt":"2019-12-17T11:08:29","slug":"il-paladino-cap-2-la-difesa-di-southshore-parte-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/2007\/06\/10\/il-paladino-cap-2-la-difesa-di-southshore-parte-1\/","title":{"rendered":"Il Paladino cap. 2 &#8211; La difesa di Southshore parte 1"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sentivo in lontananza grida di uomini, non grida di paura, ma grida di battaglia. Sentivo lo stridio delle lame, gli zoccoli dei cavalli e il loro nitrire. Aprii gli occhi: non ero morto, non ero in paradiso. Gettai un rapido sguardo intorno: mi trovavo in un letto, mezzo svestito e tutto bendato, in una piccola stanza composta dal mio letto, appunto,due comodini e un armadio; c&#8217;era anche una grande finestra da cui veniva una luce grigiastra perch\u00e9 c&#8217;erano grossi nuvoloni grigi, ma non pioveva: sicuramente era pomeriggio e non mattina. <\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"610\" height=\"320\" src=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/naemor-podcast.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12659\" srcset=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/naemor-podcast.jpg 610w, https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/naemor-podcast-300x157.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><figcaption>Naemor PODCAST de Il Paladino<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E poi in lontananza si sentivano queste urla di guerra. Era chiaramente in corso una battaglia ma mi domandavo se per\u00f2 questa ci fosse soltanto nella mia testa oppure a qualche chilometro di distanza. Provai ad alzarmi dal letto, e non sentii alcun dolore\u2026strano. Allora mi affacciai:la finestra dava su una strada pietrosa, dove si affacciavano altre finestre di altre case. Ma di uomini o battaglie neppure l&#8217;ombra, sembrava anzi tutto tranquillo. Guardai il cielo, carico di nubi e pioggia che per\u00f2 non voleva ancora rilasciare. Poi ricordai: Shadowfang, Relhiar, le mie ferite\u2026che fine avevano fatto? Mi sentii improvvisamente agitato, fin quando non si spalanc\u00f2 la porta alle mie spalle. Mi voltai di scatto, e fu allora che sentii che i miei muscoli erano ancora deboli.<br> &#8220;Oh, vedo che ti \u00e8 ripreso, finalmente!&#8221; disse uno gnomo, un po&#8217; calvo e robusto con due baffi molto buffi che aveva letteralmente spalancato la porta con un calcio.<br> &#8220;Dove mi trovo?&#8221; fu la prima cosa che dissi.<br> &#8220;Siediti. Mi presento, sono Alarth, medico di Southshore addetto ai feriti di guerra, e ti trovi qui in quanto ferito di guerra, ahaha&#8221; disse ridendo. Sembrava un tipo allegro e spensierato\u2026come potesse occuparsi di guerra un tipo cos\u00ec non l&#8217;ho mai capito.<br> &#8220;Southshore??Siamo a Southshore? Eppure io sapevo che era stata distrutta!&#8221;<br> &#8220;Devi aver perso qualche puntata\u2026&#8221;<br> &#8220;Un momento, da quanto tempo mi trovo qui?&#8221;<br> &#8220;Bella domanda, sei qua da ben 14 giorni! E non ha fatto altro che dormire! La stessa Dama d&#8217;Oro ti ha portato qui, e mi ha detto di guarirti e rimetterti in sesto. Ti ha portato piuttosto malconcio da Shadowfang: due frecce conficcate nel torace, un&#8217;ascia piantata in una coscia e un braccio malridotto! Temevamo il peggio, sono stato quasi sette giorni con erbe e pozioni e bendaggi, ma anche grazie alla tua resistenza sei ancora tra i vivi!&#8221;<br> &#8220;Chi \u00e8 questa Dama d&#8217;Oro? E com&#8217;\u00e8 finita la battaglia di Shadowfang?&#8221;<br> Fu allora che un corno risuon\u00f2 nell&#8217;aria.<br> &#8220;Diamine! Stanno attaccando, devo correre a soccorrere i feriti!&#8221; disse lo gnomo guardando verso la finestra.<br> &#8220;Ma questo \u00e8 il corno delle truppe di Rashiak! Lo riconoscerei tra mille! Signor Alarth torner\u00f2 a far quattro chiacchiere pi\u00f9 tardi perch\u00e9 ho un mucchio di domande che mi frullano in testa&#8221; dissi mentre iniziai a mettere sottosopra la stanza alla ricerca della mia armatura &#8220;ma ora devo andare!&#8221;<br> &#8220;Aspetta tu non puoi ancora andare sei debole!&#8221;<br> &#8220;Dov&#8217;\u00e8 la mia armatura?&#8221;<br> &#8220;E comunque c&#8217;\u00e8 la Dama d&#8217;Oro, nulla di cui preoccuparsi!&#8221;<br> &#8220;La mia armatura!!&#8221;<br> &#8220;E va bene, non c&#8217;\u00e8 speranza vedo..&#8221; apr\u00ec l&#8217;armadio ed estrasse un&#8217;armatura, del tutto nuova per me.<br> &#8220;La tua era messa piuttosto male, cos\u00ec non so chi te ne ha forgiata una tutta nuova&#8221;<br> &#8220;Come non so chi?&#8221; domandai mentre iniziai ad armarmi, vidi inoltre che la mia amata spada e il mio amato scudo erano ancora li.<br> &#8220;No \u00e8 che non ricordo il nome&#8230;tutto strano, iniziava con una R forse\u2026&#8221;ma non fece in tempo a finire la frase che lo scavalcai e corsi via: scesi le scale che portavano al piano inferiore di quella che sembrava una taverna e uscii. Notai che la taverna era si tranquilla, ma che era stata messa a soqquadro, molto probabilmente, dai cittadini che, una volta venuti a sapere della battaglia avevano lasciato tutto per andare ad armarsi oppure barricarsi in casa. Comunque, mi ritrovai lungo la via che avevo visto dalla finestra e il senso di vuoto che mi stava sempre pi\u00f9 opprimendo mi faceva agitare parecchio, sommati allo stridio delle lame, che giungevano da lontano, e alle urla. Dovevo assolutamente sapere dove si stava svolgendo la battaglia, cos\u00ec pensai di salire sulle mura tramite una di quelle scale che usano le sentinelle per salire e scendere quando fanno i cambi di guardia. Salii quindi sulle mura e guardai la cittadella. La battaglia era in corso praticamente dal lato opposto a dove mi trovavo io, e riuscivo a vedere gi\u00e0 centinaia di cadaveri. Gli umani erano in netta difficolt\u00e0, ma si battevano bene e valorosamente: vidi che c&#8217;era un arcimago, in groppa al suo cavallo, ma l&#8217;avevo riconosciuto solo perch\u00e9 dal suo bastone partivano incantesimi impressionanti: con un sol colpo spazzava via intere schiere di ghoul. Poco pi\u00f9 in l\u00e0 sgranai gli occhi vedendo che per la prima volta Rashiak in persona combatteva in prima fila: non c&#8217;era un minuto da perdere. In genere questo signore delle tenebre rimaneva sempre nelle retrovie, perch\u00e9 sicuro del successo dei suoi guerrieri: nonostante ci\u00f2 sapeva combattere molto bene, e si dice che solo nelle battaglie decisive avanzasse in prima fila a combattere. Corsi sulle mura fino al luogo della battaglia, e mentre correvo mi torn\u00f2 nitida l&#8217;immagine di mio fratello che tentava di raggiungermi facendosi largo tra i ghoul, pensando che fossi morto: iniziai a piangere di rabbia, perch\u00e9 adesso stavo riacquistando man mano la memoria, a cui non avevo dato modo di sgorgare perch\u00e9 avevo pensato, fin dal risveglio, a quella battaglia. Arrivai nel luogo dello scontro, e escogitai un piano: trovandomi sulle mura ero praticamente al di sopra dei due eserciti, i quali non notarono la mia presenza. Invocando la forza della luce, e pieno di rabbia, saltai direttamente tra i non-morti; erano cos\u00ec tanti infatti che taluni aspettavano quasi in fila il loro turno per combattere, perch\u00e9 chiusi dalle mura protettive e dai loro stessi compagni erano praticamente bloccati l&#8217;uno con l&#8217;altro; il mio intento era quello di spezzare in due parti l&#8217;esercito nemico, ma era un piano folle, poich\u00e9 ero da solo. Saltai, quindi, nel cuore dei nemici al di fuori delle mura e con un urlo iniziai a macellare truppe ma questo sforzo, in seguito, mi cost\u00f2 caro perch\u00e9 tornarono a galla le ferite della battaglia di Shadowfang. Iniziai anche a urlare cose insensate, del tipo: &#8220;Questo \u00e8 per Relhiar!&#8221; e facevo fuori un ghoul, &#8220;Questo \u00e8 per Uther!&#8221; e ne uccidevo un altro. Insomma, rabbia e luce stavano guidandomi ciecamente in quella pazza impresa, fin quando Rashiak mi not\u00f2.<br> &#8220;Tu! Sei ancora vivo! Non \u00e8 possibile!&#8221; url\u00f2.<br> &#8220;Vieni qua, lurida bestiaccia, vendicher\u00f2 mio fratello e i miei uomini! Vieni qua e affronta la morte in persona!&#8221;. Non erano parole propriamente da paladino, ma era noto che non ero un paladino pacato come altri, seguivo il mio istinto e in guerra ero guidato dalla rabbia. In seguito poi, ho corretto questo mio difetto.<br> Subito mi diressi verso di lui, facendomi strada tra i ghoul a suon di colpi di scudo e inziai ad attaccarlo: par\u00f2 con difficolt\u00e0 i miei colpi, fin quando uno di questi lo fece cadere a terra. A quel punto tesi il mio braccio destro in basso, concentrando la forza della luce la, e pian piano si form\u00f2 un martello, un martello colmo d&#8217;ira.<br> &#8220;ADDIO&#8221; urlai, scagliandogli il martello a pochi metri dalla faccia. Segu\u00ec un&#8217;esposione che coinvolse anche me, ma che mi scagli\u00f2 solo pochi metri pi\u00f9 dietro rispetto a dove mi trovavo. Mi alzai subito e ripresi a combattere con furia immensa. Mi trovavo cos\u00ec praticamente nel bel mezzo dell&#8217;accampamento nemico, creato provvisoriamente per l&#8217;assedio. L&#8217;improvvisa e veloce morte del loro capo sband\u00f2 i nemici, molti dei quali si diedero alla fuga. Dall&#8217;altro lato, l&#8217;arcimago aveva assistito a tutte le mie azioni: con rapidi balzi del suo destriero e facendosi strada tra i ghoul con i suoi incantesimi arriv\u00f2 da me, che intanto me la stavo vedendo con quattro scheletri. L&#8217;arcimago scese da cavallo, e alle loro spalle tese la sua staffa, da cui fuoriusc\u00ec un getto di luce bianca che li travolse e li fece scomparire nel nulla. La luce bianca aveva colpito anche me, ma ne ero stato soltanto attraversato, senza subire danni. Mi ritrovai, passata la luce non di fronte a un arcimago, ma a una maga.<br> &#8220;Salve paladino, giungi proprio nel momento del bisogno&#8221; disse.<br> Rimasi affascinato. La donna portava un cappuccio blu da cui fuoriuscivano pochi capelli biondi e mi fissava con due occhi azzurri molto intensi. L&#8217;armatura, era la stessa di quella di Jaina Proudmoore, che ben conoscevo dato che avevamo combattuto insieme. &#8220;Salve potente Dama d&#8217;Oro, senza il tuo aiuto non sarei tra i vivi&#8221;<br> &#8220;E senza il tuo di aiuto, non avremo potuto vincere la battaglia&#8221;disse sorridendo &#8220;Ma lasciamo i convenevoli a dopo&#8221; disse e continu\u00f2 a ingaggiar duello coi ghoul. Lo stesso feci anche io.<br> E&#8217; facile indovinare l&#8217;esito di quella battaglia: i non morti senza il loro capo si trovarono disorientati e li distruggemmo facilmente. Sul far della sera, col sole arancione che illuminava quella piana di cadaveri, uccisi l&#8217;ultimo nemico rimasto in vita, e tutti levammo in alto le nostre spade in segno di vittoria, urlando di gioia.<br> Circondati dai cadaveri arancioni, illuminato anche io d&#8217;arancione dal sole, che si era deciso a far capolino solo alla fine della giornata, levai l&#8217;elmo rinfrescato dal leggero vento della sera. Ero stanchissimo, solo allora mi resi conto del mio sforzo sovraumano e di come le mie forze mi stessero per abbandonare: inoltre avevo nuove ferite, le mie condizioni, insomma non erano delle migliori.<br> &#8220;Vai dal medico Alarath, paladino, e riposati. Domani parleremo&#8221; mi disse la Dama<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il signor Alarth e la sua schiera di medici erano entrati in azione fin dall&#8217;inizio della battaglia a ricevere feriti e curarli: io arrivai alle loro tende-ospedali tra gli ultimi e quindi lo stesso gnomo si prese cura di me. Dopo aver applicato bendaggi e usato pozioni mi rimand\u00f2 alla mia stanza prescrivendomi un riposo assoluto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella sera nelle taverne gli uomini parlarono di un misterioso paladino, sbucato dal nulla, che aveva abbattuto una marea di nemici con la forza della luce sacra e ucciso in due colpi nientemeno che il luogotenente di Sylvanas. Non solo tutti si domandavano chi fossi, ma anche se esistessi! Infatti il mio elmo non permetteva di vedere n\u00e9 il viso n\u00e9 i capelli, questi ultimi oltre che dal metallo erano coperti anche dalla cresta blu dell&#8217;elmo. Nell&#8217;ubriachezza si arriv\u00f2 a dire che fosse il fantasma di Uther che aveva deciso di assistere gli umani, ma i pi\u00f9 arditi, e pi\u00f9 lucidi di mente, tentarono di assaltare la torre dove la dama risiedeva e trascorreva la maggior parte del suo tempo per chiederle qualcosa. Naturalmente i fanti di guardia non fecero passare nessuno. Il mattino seguente mi svegli\u00f2 il signor Alarth:<br>\n&#8220;Buongiorno, paladino. Come vanno le ferite?&#8221;<br>\n&#8220;Buongiorno, ho ancora molto dolore\u2026riesco a malapena a camminare e non posso fare movimenti bruschi\u2026&#8221;<br>\n&#8220;Capisco\u2026un&#8217;ultima applicazione di erbe e nel giro di una, massimo due settimane dovrebbe passare tutto.&#8221;<br>\nApplic\u00f2 le erbe, poi mi salut\u00f2. Mi vestii con vestiti leggeri e feci un giro per la citt\u00e0. Passai all&#8217;armeria dove mi aggiustarono l&#8217;armatura, e girai un po&#8217; per i negozi. Non era una citt\u00e0 propriamente morta: c&#8217;erano si le guardie armate di tutto punto, ma la vita degli abitanti trascorreva normalmente anche se non si pu\u00f2 dire che questa fosse serena e tranquilla. Eppure, pensai, questa citt\u00e0 l&#8217;ho vista fumante dalle mura di Shadowfang: che fosse stato un trucco di Rashiak? Passeggiando, incappai proprio nella Dama d&#8217;oro. Quella mattina era vestita di un sol abito verde con dei bordi dorati, dorati come i suoi capelli al vento. Passeggiava normalmente, come ogni altro abitante con la sola differenza che lei era seguita da una decina di osservatori. Mi dissero poi che la seguivano sia per la sua bellezza sia perch\u00e9 era raro che uscisse dalla sua torre immersa tra libri e carte. Inoltre si diceva che sorridesse raramente e che avesse sempre uno sguardo freddo e severo. Incrociai il suo sguardo e mi chiam\u00f2:<br>\n&#8220;Vieni, Naemor. Dobbiamo discutere di alcune cose.&#8221; mi avvicinai e camminammo insieme verso la sua torre. Stavolta gli osservatori erano raddoppiati poich\u00e9 in pochi secondi si era sparsa la voce che quel Naemor fosse il paladino della battaglia del giorno prima.<br>\n&#8220;Fanno male le ferite?&#8221; mi domand\u00f2.<br>\n&#8220;Molto, ma passer\u00e0. Ho subito di peggio.&#8221;<br>\n&#8220;Immagino ti starai chiedendo come sappia il tuo nome\u2026&#8221;<br>\n&#8220;In effetti si\u2026&#8221;<br>\n&#8220;Semplice: me l&#8217;ha riferito tuo fratello Rehliar.&#8221;<br>\n&#8220;Cosa??&#8221; dissi sorpreso &#8220;Ma allora \u00e8 vivo! Sono tremendamente confuso\u2026&#8221;<br>\n&#8220;Saprai presto tutto.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entrammo quindi nella torre e salendo una scala a chiocciola raggiungemmo quello che era il suo studio. Questo era a forma circolare, molto in disordine con pareti piene di librerie, ricolme di libri, alcuni dei quali erano anche rovesciati a terra.<br>\n&#8220;Oh non far caso ai libri\u2026&#8221;disse con un cenno della mano &#8220;li leggo poi dimentico di metterli a posto&#8221;<br>\nSi sedette al di l\u00e0 della sua scrivania e mi fece accomodare dall&#8217;altro lato.<br>\n&#8220;Bene&#8221; disse &#8220;\u00e8 giunto il momento di dirti come andarono le cose a Shadowfang\u2026&#8221;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Lord Mario<\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sentivo in lontananza grida di uomini, non grida di paura, ma grida di battaglia. Sentivo lo stridio delle lame, gli zoccoli dei cavalli e il loro nitrire. Aprii gli occhi: non ero morto, non ero in paradiso. 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