{"id":3173,"date":"2007-07-15T15:00:00","date_gmt":"2007-07-15T15:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.warlandia.it\/asp\/articoli.asp?action=mostra&#038;id=189"},"modified":"2019-12-17T13:02:49","modified_gmt":"2019-12-17T12:02:49","slug":"ultimo-demone-frammenti-di-gelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/2007\/07\/15\/ultimo-demone-frammenti-di-gelo\/","title":{"rendered":"ULTIMO DEMONE &#8211; Frammenti di gelo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il legno nudo e tremendamente caldo rendeva d&#8217;inalare un&#8217;aria rigida,che nel suo cammino s&#8217;inoltrava faticosamente d&#8217;ogni canto della stanza. Percepibile era ogni attimo faticante di quel propagarsi lento e denso. Ogni attimo di respiro coglieva un calore estraneo al gelo perenne,insaziabile divoratore del legno,fosse esso di foresta o di citt\u00e0,indispensabile padre su ogni vetta,su ogni acqua,su ogni sentiero che si trovasse al di fuori di quel focolare. Un padre generoso,pi\u00f9 che mai volto a porgere le coperte ad ogni figlio suo. Tuttavia era piacevole,ch\u00e9 in quel cuore la sensazione d&#8217;essere accaldati s&#8217;alludeva al riparo,alla sicurezza. <\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"610\" height=\"320\" src=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2007\/10\/ultimo-demone.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13114\" srcset=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2007\/10\/ultimo-demone.jpg 610w, https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2007\/10\/ultimo-demone-300x157.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><figcaption>Ultimo Demone<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un dolce piacere coinvolto nell&#8217;affaticata amarezza di tanto calore,pi\u00f9 intenso al gelo che li aveva costretti per una lunga giornata. Dimora graziosa:laddove non v&#8217;era neve a farlo,il colore del legno si schiariva all&#8217;esterno pure garantendosi puro all&#8217;interno. Due piani sovrapposti al cui capo cingeva della paglia,perlopi\u00f9 celata dal candore della neve. Tale abitazione sorgeva non lontana dall&#8217;altera torre centrale,che da quel luogo era ben visibile,ma si confondeva tra gli splendidi palazzi che l&#8217;erano confini. Una delle prime case che fossero costruite in citt\u00e0,un gioiello non antico,ma che comunque serbava le polveri e il passaggio degli anni. Timidamente s&#8217;incastonava nella sontuosit\u00e0 del centro cittadino,scorgendo non lontano varie abitazioni ad essa simili. La sua camera,elevata al primo piano,non era di umili dimensioni,ma non era lontanamente paragonabile alla maestosit\u00e0 dei luoghi reali,o dei palazzi fiancanti. Una finestra era l&#8217;unica apertura,volgente proprio verso la torre di Everral. Oltre al suo letto v&#8217;erano uno scaffale pressoch\u00e9 impolverato,un ripostiglio ed un tavolo circolare,cui attendeva qualche sedia. Legno ed ancora,il suo letto,coperte dello stesso colore,ma bianche se rivolte all&#8217;interno. Lunghi capelli biondi si cedevano alla comodit\u00e0 del sonno che si era espresso greve,ma che presto sarebbe evaso,destandolo. Come lui,tutti gli altri nel tepore delle case elfiche s&#8217;agiavano dormendo. La visione del cielo appariva confusa,forti tracce d&#8217;un blu tendente al nero laceravano le schiarite tonalit\u00e0 dell&#8217;alba. Ad ovest ruggivano ancora gli ultimi spasmi notturni,a minuti sarebbe sorto il sole. Chiara e limpida,nonostante la luce del sole non vi fosse ancora,si mostrava la volta,ai momenti in cui stava per svegliarsi. Dilungatosi in qualche mormorio,pose fine alla veglia ed aperse gli occhi,tal mattino d&#8217;un azzurro scuro e intenso. Stordito diede un&#8217;occhiata intorno. Il suo sonno era stato piacevole a differenza della giornata precedente,tormentata dagli oscuri ricordi demoniaci. Si sollev\u00f2 dal letto e scrut\u00f2 all&#8217;infuori della finestra,appagando la vista con le marmoree preziosit\u00e0 della torre di Everral e con le foschie dell&#8217;albeggiare. Raccolse la veste dorea e rossa fulgida,ch&#8217;oltre a qualificarlo arcimago rendeva la sua lussuosa ed elegante apparizione. Se ne vest\u00ec. Vide lo scettro grondante di potere e lo ignor\u00f2,poi torn\u00f2 a sedere sul suo letto,osservando ancora fuori dalla finestra. Pochi attimi dopo la porta fu scossa,qualcuno aveva bussato.<br> &#8211; Chiunque tu sia,entra pure,sono sveglio. \u2013 disse Arius. Nel suo usuale abbigliamento,Medivh apr\u00ec l&#8217;uscio,portandosi all&#8217;interno della stanza. Arius rivolse lui lo sguardo con perplessit\u00e0.<br> &#8211; Buongiorno Arius. Pensavo fossi desto,e lo sei. \u2013 disse il guardiano.<br> &#8211; Oh,si. Da poco,ma lo sono. Medivh,\u00e8 da quando siamo qui che non ti ho visto. Dove sei stato?<br> &#8211; Alle navi,ad accudire Darlek. Cosa pensavi?<br> &#8211; A dire il vero nulla,mi comunicava solo stranezza il fatto che tu non ci fossi. Ad ogni modo\u2026 Darlek?Come sta?<br> &#8211; Non seguiter\u00f2 a spiegarti gli attimi di sofferenza che lo hanno percosso in questi giorni,ma sappi che ora sta bene,privo di sensi,ma almeno non soffre. \u2013 il guardiano si sedette su una delle sedie,poggiando il bastone di fianco allo scettro dell&#8217;arcimago.<br> &#8211; Spiegati. Sofferenza?<br> &#8211; Si. Ma non pi\u00f9. Non avverte pi\u00f9 dolore,ma la sua anima \u00e8 ancora sotto la stasi che il demone le ha imposto.<br> &#8211; Capisco. Non appena saremo pronti partiremo per Lordaeron,lo condurr\u00f2 assolutamente da questo &#8220;guardiano&#8221;.<br> &#8211; Ascoltami. Arlas deve averti accennato riguardo a lui. E&#8217; il pi\u00f9 forte di noi,lo era quando eravamo numerosi,lo \u00e8 ora che siamo in tre. Non conosco il suo nome,ne ha avuti tanti nella sua natura non umana. So che ora \u00e8 da qualche parte nei regni dell&#8217;est,in un tempio immenso ed antico. Possiede numerosi guerrieri e non sar\u00e0 semplice giungere al suo cospetto.<br> &#8211; Mi \u00e8 stato detto che sar\u00e0 lui stesso a chiamarmi.<br> &#8211; Forse,se propizio sar\u00e0 il momento,se propizio sar\u00e0 il ricevente.<br> &#8211; Il ricevente?Gi\u00e0,dimenticavo il mio protagonismo.<br> &#8211; Oh no,Arius. Il tuo &#8220;protagonismo&#8221; \u00e8 giustificato,sei in qualcosa pi\u00f9 grande di te. E poi chi ne ha parlato?<br> &#8211; Lascia stare. \u2013 il mago discost\u00f2 lo sguardo da Medivh,dirigendolo alla finestra.<br> &#8211; Dunque,con quello volevo intendere che questo guardiano \u00e8 piuttosto raro a ricevere qualcuno,lo fa solo se sente che \u00e8 davvero importante,figuriamoci richiamare\u2026 &#8211; Medivh osservava Arius,cercando di carpirne ogni emozione,passata che fosse.<br> &#8211; Vorresti dire che Arlas mi ha mentito? \u2013 il mago si volt\u00f2 nuovamente verso il guardiano.<br> &#8211; No. Mi fido di Arlas come di nessun&#8217;altro,non ti avr\u00e0 mentito. Se ci\u00f2 che dice \u00e8 vero significa che il terzo guardiano ti attende davvero. E credimi,se ti attende,\u00e8 un grande onore e tuttavia un sinistro preavviso.<br> &#8211; Preavviso?A cosa?Pi\u00f9 di quanto ho visto? \u2013 l&#8217;arcimago concentr\u00f2 l&#8217;attenzione alle parole del guardiano,fissandolo con fermezza.<br> &#8211; Il demone,l&#8217;episodio sulla nave,Arlas,Darlek in quelle condizioni,continue battaglie\u2026 questo hai visto. Non ti prospettano che verso qualcosa di peggio.<br> &#8211; No Medivh. Ho visto anche altro. \u2013 Un accenno di rabbia tinse il tono della voce del mago,il cui sguardo si fece pi\u00f9 aggressivo.<br> &#8211; Cosa? \u2013 un silenzioso terrore affievol\u00ec il parlato di Medivh.<br> &#8211; Demoni,ancora demoni. Adesso che ne ho veduti tanti sono certo che stanno invadendo questo mondo. Non erano semplici apparizioni inusuali,non episodi isolati.<br> &#8211; Ho sempre avuto quel timore. Avremmo dovuto capirlo.<br> &#8211; Beh,se non l&#8217;hai compreso tu che sei guardiano\u2026<br> &#8211; Il demone che tormenta l&#8217;anima di Darlek,il demone che sembra guidare gli altri,non \u00e8 un semplice demone. Ho il sentore che sia molto di pi\u00f9,al di sopra della mia natura,di quella di ogni creatura di questo universo.<br> &#8211; Ci\u00f2 non mi interessa. In ogni caso non sono stato e non sono un pazzo nell&#8217;allertare i miei compagni. Le mie paure erano reali,soffocato da esse,ma non paranoico! \u2013 ancora rabbia ed aggressivit\u00e0 rapirono sguardo e voce dell&#8217;arcimago.<br> &#8211; Non sei paranoico,n\u00e9 afflitto da manie di protagonismo:il pericolo \u00e8 reale. Le precedenti invasioni erano sciocchezze,dotte dai capi della legione infuocata,hanno scalfito questo universo senza arderne le viscere. Al Maelstrom,ed anche prima,queste creature demoniache mi sono parse pi\u00f9 potenti.<br> &#8211; Si. \u2013 il tono s&#8217;indebol\u00ec.<br> &#8211; Per ora non costituiscono una minaccia incombente. Ma temo che ci\u00f2 che si allestisce nell&#8217;oscurit\u00e0 sia molto peggio. Comunque,dove hai visto gli altri demoni? \u2013 era evidente nel guardiano la preoccupazione.<br> &#8211; E&#8217; una lunga storia,ma il luogo \u00e8 poco lontano da Ulmar,un lago. \u2013 Arius pareva rigettare il ricordo dell&#8217;episodio.<br> &#8211; Ebbene,perch\u00e9 non mi dici in quale occasione?<br> &#8211; Va bene. \u2013 sospir\u00f2. &#8211; Era notte,un&#8217;esplosione,poi un fascio di luce. Scorgevo tre sagome offuscate dalla potente luminosit\u00e0,una di esse aveva occhi roventi,di fuoco. \u2013 abbass\u00f2 il capo,fermandosi per un istante.<br> &#8211; Conosco quegli occhi. I demoni pi\u00f9 potenti celano un&#8217;anima ardente,il loro sguardo la rivela pi\u00f9 d&#8217;ogni gesto.<br> &#8211; Solo per pochi attimi. \u2013 Arius si port\u00f2 la mano sulla fronte,abbassando lo sguardo. \u2013 Poi sono scomparsi.<br> &#8211; Arius\u2026 cos&#8217;hai?<br> &#8211; C&#8217;\u00e8 qualcosa che non ti ho detto. \u2013 mentre l&#8217;arcimago era travolto da una dolorosa serie di immagini,un celeste chiaro s&#8217;infondeva al di sopra di Everral,al di sopra di Northrend.<br> &#8211; Cosa?Stai male?<br> &#8211; NO! \u2013 grid\u00f2,senza accorgersene,nel mentre si contrasse a coprirsi lo stomaco. Una fitta lancinante lo dolorava \u2013 No!Fin da quella notte,fin da ieri,nella mia mente si sono alternati ricordi,miei e non miei. \u2013 prese fiato e tolse le braccia dal ventre.<br> &#8211; Cosa vuoi dire con ricordi non tuoi?<br> &#8211; Sono ricordi dolenti,demoniaci. Li sento miei,come se io fossi un demone.<br> &#8211; Quali ricordi di preciso?<br> &#8211; Uno \u00e8 molto ricorrente. Sono solo,in un luogo che riconosco avvolto dalle tenebre. Ricordo d&#8217;aver avuto ali possenti,d&#8217;aver visto il mio sangue colare. Odo quei rumori,trafitto d&#8217;una ferita profonda,vivo quel dolore come attuale,come mio.<br> &#8211; Qual \u00e8 il luogo?<br> &#8211; Una selva,riconosco ogni albero,ogni arbusto,ogni orma che non sia mia. \u2013 affannosamente strascicava quelle parole,per tacere quanto prima.<br> &#8211; Potrebbe essere un qualche incantesimo del demone che hai visto.<br> &#8211; No,io li sento profondamente miei. Sono un arcimago Medivh. Lo avvertirei se cos\u00ec fosse.<br> &#8211; Giusto.<br> &#8211; Io ho paura Medivh. Sono un demone?Cosa sono? \u2013 i suoi occhi s&#8217;illuminarono di fremito in attesa di una risposta. Il suo guardo fisso al guardiano non vi si discostava.<br> &#8211; Non sei un demone,tranquillo. Non capisco cosa sia. Comunque quando l&#8217;hai ripercorsi per l&#8217;ultima volta? \u2013 Medivh len\u00ec il timore dell&#8217;arcimago<br> &#8211; Ieri,durante la battaglia. Ed ora,ma solo per pochi secondi. \u2013 si calm\u00f2. Il respiro torn\u00f2 consueto.<br> &#8211; E&#8217; un buon segnale. Non credo che avrai a che fare con ci\u00f2 ancora per molto.<br> &#8211; Lo spero. \u2013 Acquietatosi,il mago intravide ci\u00f2 che accadeva fuor dalla finestra:alcuni elfi gi\u00e0 s&#8217;inoltravano per le fastose vie di Everral nel glorioso giorno dell&#8217;incoronazione.<br> &#8211; Non preoccuparti. Pensa ai tuoi veri ricordi. Non smarrirli,per quanto remoti essi siano.<br> &#8211; Perch\u00e9 mai dovrei? \u2013 sorrise,poi s&#8217;alz\u00f2 per vedere meglio fuori dell&#8217;abitazione.<br> &#8211; Beh,potresti anche degnarti di guardarmi quando ti parlo.<br> &#8211; Suvvia. C&#8217;\u00e8 di meglio da guardare qui.<br> &#8211; La torre?Eh,si!Prima di recarmi qui da te ho fatto un giro per la citt\u00e0.<br> &#8211; Nella notte?<br> &#8211; Certo. Dormivi serenamente.<br> &#8211; A proposito. Cosa ti ha spinto a venire?<br> &#8211; Probabile ch&#8217;io abbia riconosciuto che tu avevi qualcosa da dirmi. E poi ho pensato che qualcuno si sarebbe insospettito.<br> &#8211; Hai fatto bene. Ora per\u00f2 voglio vedere Darlek. \u2013 con lieve prepotenza si volt\u00f2 ancora verso il guardiano.<br> &#8211; Quando ritorneremo alle Arshane,allora si.<br> &#8211; Bene.<br> &#8211; Penso sia ora di andare. Torna a riposare,ne hai bisogno. \u2013 Medivh si sollev\u00f2,fuggendo una rapida occhiata alla finestra,poi si guard\u00f2 intorno.<br> &#8211; Perch\u00e9 vai via?<br> &#8211; Ho delle cose da fare. Ci rivediamo all&#8217;approdo. \u2013 Medivh afferr\u00f2 il suo bastone e si diresse verso la porta.<br> &#8211; Si. Ma dubito che riuscir\u00f2 a riposare adesso.<br> &#8211; Ahahah \u2013 rise senza girarsi<br> &#8211; Ehi\u2026<br> &#8211; Ehm?Cosa? \u2013 il guardiano si fermo,dando ancora le spalle all&#8217;arcimago.<br> &#8211; Grazie.<br> &#8211; Di nulla. \u2013 subito dopo emise un sospiro,usc\u00ec dalla stanza e chiuse l&#8217;uscio dietro di s\u00e9. Arius scost\u00f2 la vista dalla porta e torn\u00f2 a sedere.<br> Grande fermento percorreva tutta Everral:ovunque preparativi in attesa dell&#8217;incoronazione. Frattanto Ushar&#8217;al si trovava in un&#8217;altra casa elfica,con alcuni compagni orchi. Nella momentanea dimora di Arius,invece,discutevano alcuni arcimaghi che v&#8217;erano stati assegnati,nessun&#8217;altro era presente. Lungo il corridoio le loro tonanti voci vibravano da udirsi anche nella camera di Arius. Accorgendosi di quanto fervore,gi\u00e0 nei primi minuti dell&#8217;alba,coinvolgeva i cittadini che s&#8217;avvicendavano per le larghe vie,Arius decise di uscire,quantomeno per dare un&#8217;occhiata. Qualcosa per\u00f2 lo tenne fermo,seduto sul suo letto. Rimembrava,questa volta non sensazioni demoniache,ma lucidi ricordi della sua vita a Runforth. Poco fuori dalla fortezza cavalcava con Darlek,compagno conosciuto in infanzia. Una giovine mattina nella fresca brezza Kalimdorea,e i due arcimaghi silenti,non per smanie della mente,ma perch\u00e9 totalmente rapiti e gioiosamente soddisfatti da ci\u00f2 che la natura tesseva facendone loro dono. Gli si parava dinanzi un paesaggio aspro e bellissimo ridotto alla purezza e alla collera degli elementi. I loro pensieri vagavano liberi,cos\u00ec come loro si sentivano. Li avrebbe attesi una delle tante scampagnate a caccia di troll,spensierata dolcezza dell&#8217;abitudine li raccoglieva in serenit\u00e0. Eppure allo stesso tempo presagivano qualcosa d&#8217;importante ed unico che ancor pi\u00f9 li stimolava a sognare,estraniandosi dalla piacevole realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"420\" src=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2003\/09\/roc-cinematiche.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10235\" srcset=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2003\/09\/roc-cinematiche.jpg 800w, https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2003\/09\/roc-cinematiche-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2003\/09\/roc-cinematiche-768x403.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>ULTIMO DEMONE<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br> Arius non tenne conto del resto,si lasci\u00f2 prendere dal ricordo. Riusc\u00ec a gustare il sapore di quella brezza,sposare lo sguardo a quei vivaci colori mattutini,a non udire quel silenzio sacro. I cardini cognitivi si mossero a Runforth,ed una nostalgia pregna d&#8217;intenso dolore si radic\u00f2 in lui. Per pochi minuti rimase soggiogato dall&#8217;intensit\u00e0 del rimembrare,angosciato dal suo ledere. Frastornato ed immobile si lasciava imperare arrendevolmente. Nell&#8217;arco di tempo breve e denso,offrendosi di prosciugare la gioia d&#8217;un cuore lacerato e seminarne sofferenza,comprese quanto fosse amaro il ricordo,sia nell&#8217;oscurit\u00e0 dei demoni,sia nell&#8217;incuria della sua giovinezza,del suo tempo a Runforth. Univoco il responso di gaudi ed afflizioni\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le vie si destavano e prendevano a brulicare d&#8217;elfi,ma anche d&#8217;umani e d&#8217;orchi. Molti avevano speso la nottata in una taverna,celebrando con la birra la vittoria su Ulmar. Intonando canzoni ed impregnandosi della gustosa bevanda s&#8217;erano condotti al tale giorno,ancora sbronzi e barcollanti o per le strade o ancora nelle taverne. Altri si riunivano a gruppi dal numero pi\u00f9 o meno esiguo discorrendo sul valore del prossimo re,sulla vittoria,ma senza esternare troppo la corposa felicit\u00e0 che li pervadeva. Dovunque si respirava una frizzante aria di festa. Ai piedi dell&#8217;elevatissima torre sorgeva il palazzo reale,base della stessa,immenso e di mirabile sontuosit\u00e0. Dinanzi a quel tratteggio di splendore,alla sommit\u00e0 delle scalinate che ducevano al portale del palazzo Ephsys aveva pronunciato il timido &#8220;si&#8221; il giorno precedente e v&#8217;avrebbe indossato la corona di Everral quel giorno per la prima volta. Qualcuno gi\u00e0 si adunava nell&#8217;enorme piazza alla base della torre,qualcuno commiserava il rifiuto di Reyzhard e la sua insensata idea di onorare l&#8217;alleanza in quel modo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra dubbi e insicurezze,tutta Everral si predisponeva al passo decisivo. Furenti destrieri giungevano dalle altre citt\u00e0 del regno,Talaris,Gwommah e tante altre,sicch\u00e9 alle prime ore del mattino le vi e erano cosparse di elfi dei ghiacci. Botteghe si curavano di creare ogni sorta di decoro in cerimonia al nuovo re. Ogni abitazione s&#8217;addobbava a festa del giorno che sarebbe rimasto nella memoria della giovane nazione. Lievemente sfocato da nubi di passaggio,il sole era sorto appieno nel cielo di Northrend.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Arius scosse il capo,non pi\u00f9 ammaliato dai suoi ricordi,squadr\u00f2 la stanza e seppe rapidamente ricondursi al presente. Scissosi dalle proprie suggestioni,si sollev\u00f2 e volle controllare ancora al di fuori della finestra:il numero di passanti era aumentato,ma cap\u00ec che non era trascorso molto tempo,dato che gli arcimaghi stavano ancora discorrendo in corridoio. Ritrovandosi vestito e pronto per uscire,afferr\u00f2 lo scettro dormiente sul tavolo. Poi aperse la porta e voltandosi a destra vide la provenienza del chiacchiericcio. I tre arcimaghi,uditolo socchiudere l&#8217;uscio della sua camera,gli si rivolsero.<br> &#8211; Ah,Buongiorno Arius! \u2013 disse colui parvente pi\u00f9 anziano<br> &#8211; Buongiorno miei cari arcimaghi. \u2013 alle sue parole gli altri due annuirono in segno di saluto.<br> &#8211; Abbiamo visto il vostro amico uscire dalla camera. Siete sveglio da molto?<br> &#8211; Oh no,qualche decina di minuti. Ma prego,continuate pure la vostra discussione,io sto per uscire.<br> &#8211; E dove vi recate cos\u00ec presto? \u2013 chiese un altro degli arcimaghi,il pi\u00f9 basso.<br> &#8211; Prima di assistere all&#8217;incoronazione intendo prendere un po&#8217; d&#8217;aria. Buona giornata. \u2013 senza badare al saluto dei tre arcimaghi,scese gi\u00f9 per le scale e una volta fuori della casa mont\u00f2 sul suo cavallo,dirigendosi verso le mura occidentali di Everral,le stesse da cui s&#8217;erano ricondotti il giorno prima. Percorse un affollato intreccio di vie e in una dozzina di minuti raggiunse il portale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br> Le guardie lo riconobbero e gli concessero il permesso di andare oltre le mura di Everral. Brandendo il pesante scettro cavalc\u00f2 lestamente,proponendosi un luogo lontano dove poter abbandonarsi al suo pensiero,esonerarsi dal fardello della realt\u00e0 per sentirsi libero ancora una volta. Assaporava i suadenti ed ultimi attimi di nostalgia,questa volta sciente di trovarsi a Northrend e non a Runforth. Un gelido vento,che sin dall&#8217;alba spirava da ovest,s&#8217;insinuava nelle sue carni,nelle sue ossa nonostante la folta veste. Ma il vento di gelo si trasform\u00f2 per lui nella lieve brezza che lo carezzava quel giorno a Runforth. Controvento,dirigendosi verso Ulmar,la sua bestia lo condusse in un largo spiazzo incastonato tra le selve,divenute via via pi\u00f9 fitte man mano che ci si avvicinava alla fortezza decaduta. Il luogo non era lontano da Ulmar,ma neanche troppo vicino e si presentava sgombro da creature,eccetto per qualche lupo in lontananza e i wendigo che occupavano le caverne affini. Dotto il cavallo fino al centro della piana ghiacciata,vi scese e,presa la bestia per le redini,la guid\u00f2 nei pressi di uno dei boschi,al fine di legarlo. Poi torn\u00f2 al centro,mentre l&#8217;assiduo vento lo scalfiva ed osserv\u00f2 ci\u00f2 che aveva intorno. Reggeva lo scettro dorato negli istanti in cui la sua mente ed il suo spirito s&#8217;allinearono con il vigoroso flusso magico di quel luogo. Dapprima il suo respiro colse timidamente la freschezza di tale aria,dunque il suo animo,memore del recente ardore,percep\u00ec l&#8217;energia pullulare e vibrarsi,rendersi impero di cielo e terra. Nel vento risuonava l&#8217;eco di millenni ed ei folgor\u00f2 ogni attimo del luogo,imprimendolo nella mente. Nel gelo un ancestrale fremito,voce dell&#8217;immenso potere in esso giacente,s&#8217;addensava reagendo al greve richiamo che l&#8217;arcimago imponeva. Avvert\u00ec la presenza della terra e poi della volta celeste,esautor\u00f2 la natura del suo dominio e fu in grado di manovrare ogni cosa. Le sue vene si conobbero grondanti d&#8217;energia,le sue mani traevano le redini di quello stupendo equilibrio. Unicamente la fiamma eludeva il ricorso cui Arius era complice:provandone l&#8217;erodere fu prossimo a ritrovarla dentro di s\u00e9,mentre il suo corpo rabbrividiva per l&#8217;intenso potere che traboccava nel suo essere. Scaravent\u00f2 lo scettro in terra con violenza frattanto che emergeva il frutto della pi\u00f9 completa perdizione all&#8217;energia,della pi\u00f9 assoluta devozione alla magia. Gli occhi dell&#8217;arcimago rilucevano d&#8217;un fuoco innaturale,il suo corpo si vest\u00ec d&#8217;un&#8217;aura devastante. Un indicibile dolore,fuso ad un&#8217;avidissima sensazione di forza lo divor\u00f2 dall&#8217;interno,inoltrandosi nelle viscere,facendo preda della sua essenza. Scorse rapida l&#8217;immagine di Seflar,arso dalla veemenza della triade,ma la ignor\u00f2 subito,fin troppo posseduto dalla magia. Ad ogni secondo l&#8217;energia cresceva,s&#8217;aggrappava ad ogni residua parte delle sue membra. Ma l&#8217;incantesimo era sul punto di rivelare tutta la sua potenza. D&#8217;un tratto una tremenda esplosione infuocata evase dal suo corpo,ondate ardenti si propagarono con vigore,incuranti di ci\u00f2 che incontravano. Laddove egli,avvolto dalle fiamme,aveva evocato il potente incantesimo,il ghiaccio era sciolto,la terra scura a trame rossastre,segno che il fuoco le aveva devastate. Lentamente il fuoco si ritir\u00f2 dall&#8217;arcimago,abbandon\u00f2 le sue spoglie che tuttavia non presentavano segni o ferite. Non schiavo,ma dominatore della forza richiamata,nonostante la sua mente e la sua anima ne fossero rapite,la sua abilit\u00e0 in quell&#8217;arte lo rendeva invulnerabile a tutto ci\u00f2 che venisse da s\u00e9 stesso. Gli occhi ripresero il vivido colore azzurro,nel suo sguardo s&#8217;obliavano le ultime scie infuocate,cos\u00ec come l&#8217;aura creatasi in precedenza si rarefece. A poco a poco riprese coscienza del suo stato e si guard\u00f2 intorno. La sua brama era soddisfatta. L&#8217;aspra malinconia del suo rimembrare lo aveva spinto l\u00ec,nel mezzo dei ghiacci,ad affrontare il vento,a ritrovarsi nella magia. Ebbro di potere era riuscito a perseguire ci\u00f2 che secondo lui lo avrebbe riavvicinato a quel tempo lontano,a Runforth. Le sensazioni rievocate per\u00f2 si dileguarono con il fuoco,rendendo vano il suo tentativo di tornare in qualche modo ad un passato ch&#8217;egli amava. E ci\u00f2 che rimase fu ancora un&#8217;insidiosa nostalgia tarda e ostile ad allontanarsi. Chin\u00f2 il capo,disilluso dalla crudele natura fautrice del tempo. La sua vista si dimen\u00f2 lungo l&#8217;ampiezza del campo bruciato,ma con sorpresa not\u00f2 che alcune esili tracce di ghiaccio erano permase. L&#8217;animo gli suggeriva di non abbandonare il luogo,di restare e tentare ancora di lambire il suo passato. Ma la vista l&#8217;obbligava ai resti della sua tenacia:macchie immacolate sulla terra arsa. Vers\u00f2 una lacrima e la don\u00f2 a quei frammenti di gelo,l\u00ec sparsi,che avrebbe dovuto abbandonare per sempre all&#8217;oblio del tempo,li vide scintillare al sole,li bram\u00f2,ma si convinse di rinnegarli,oramai volto ad oriente,allo spirar futuro del vento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Arius<\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il legno nudo e tremendamente caldo rendeva d&#8217;inalare un&#8217;aria rigida,che nel suo cammino s&#8217;inoltrava faticosamente d&#8217;ogni canto della stanza. Percepibile era ogni attimo faticante di quel propagarsi lento e denso. Ogni attimo di respiro coglieva un calore estraneo al gelo perenne,insaziabile divoratore del legno,fosse esso di foresta o di citt\u00e0,indispensabile padre su ogni vetta,su ogni acqua,su ogni sentiero che si trovasse al di fuori di quel focolare. Un padre generoso,pi\u00f9 che mai volto a porgere le coperte ad ogni figlio suo. 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