{"id":3163,"date":"2007-10-07T15:00:00","date_gmt":"2007-10-07T15:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.warlandia.it\/asp\/articoli.asp?action=mostra&#038;id=199"},"modified":"2019-12-17T13:01:14","modified_gmt":"2019-12-17T12:01:14","slug":"ultimo-demone-padre-dei-sentieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/2007\/10\/07\/ultimo-demone-padre-dei-sentieri\/","title":{"rendered":"ULTIMO DEMONE &#8211; Padre dei sentieri"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L&#8217;aria era ebbra di gelo,un freddo pungente ed insidioso. La notte era parsa limpida e priva di nubi,ma in compenso un vento gelido spirava da nord. Ovunque per le navi andavano tremolii,talvolta brividi,ma egli si dibatteva nel suo agitato sudore,come dovesse liberarsi dalla costrizione di una prigionia. Un ibrido tra sogno e ricordi velava i suoi occhi,immersi in una veduta non propria,scostante. <\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"610\" height=\"320\" src=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2007\/10\/ultimo-demone.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13114\" srcset=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2007\/10\/ultimo-demone.jpg 610w, https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2007\/10\/ultimo-demone-300x157.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><figcaption>Ultimo Demone<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Reyzhard era stato concepito in Everral e fin da infante mostrava una rara propensione per le armi,per la sua spada. Nelle sue vene non scorreva sangue reale,ma ve ne sarebbe bastata una stilla che in esso l&#8217;avrebbe nobilitato intero. A scorgerlo suggeriva alterigia,tanto nella sua figura slanciata ma imponente,tanto nella parvenza del suo animo. Mormorava ci\u00f2 che in realt\u00e0 latrava acuto,che dichiarava barbarie nel profondo. Era in grado d&#8217;esternare solo falsa giovialit\u00e0,di celebrarsi nelle proprie abilit\u00e0,atte a celare,rinnegare l&#8217;indole passionale. Due anni dalla sua nascita fu partorito Ephsys,fratello minore che aveva sempre ammirato e da cui a aveva sempre,inconsapevolmente,ricevuto ammirazione. Pochi anni dopo,Ryjedel,loro candida madre,diveniva vittima delle orde del flagello. Tale e numerosi altri episodi avevano sancito l&#8217;inizio di una guerra che si sarebbe dilungata fino alla caduta di Ulmar. Fin dalla morte di Ryjedel i due fratelli,segregati ambedue in un dolore acuito dalla disarmante dolcezza materna,s&#8217;erano costretti a raffermare il proprio legame,gi\u00e0 forte in qualche modo,ma che si sarebbe rinvigorito in ogni comune dissidio,d&#8217;ogni comune speme. Fergus,loro padre e ancora prima loro re era un vivido esempio d&#8217;onore. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua somiglianza con Reyzhard era stupefacente:il medesimo sangue aveva forgiato la medesima anima in due corpi differenti solo d&#8217;et\u00e0,ma non di vigore ed imponenza. Egli li aveva allevati all&#8217;arte guerriera,anzich\u00e9 destinarli al profondo logorio che la magia poteva creare nell&#8217;animo mortale. Quella stessa magia che aveva lacerato il cuore elfico,che li aveva dotti alla corruzione,soggiogati da un potere arcano ed indomabile. Ben scorgendo l&#8217;instaurarsi di un profondo rapporto fraterno,aveva diretto il loro comune interesse alle armi ed alla guerra,cosa che,negli intenti di Fergus,doveva intensificare quel gi\u00e0 concreto tratteggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non aveva mai ceduto la vista ad una lama dorata,cos\u00ec scintillante al pallido sole di Northrend. Eguagliando la sua altezza,quella spada era troppo greve per un bambino di appena otto anni,e,non riuscendo a brandirla,si limitava a contornare l&#8217;elsa affondando l&#8217;apice nei mormorii del manto ghiacciato. Melodia di gelo assuefatta al tepore,tepore di carne,tepore di luce. Tutto ci\u00f2 estraniava il vento,esule in quei giorni di spira verso sud. L&#8217;aere permaneva quieto,magistralmente incomprensibile,indestabile dal ruvido sonno. Agli occhi dorati di leggende sulla guerra,sull&#8217;onore,sulle imprese di qualche eroe,quella neve era soffice,tanto che potesse sciogliersi dolcemente in essa e quasi tastarla coi suoi piedi. Echi onirici ridondavano lontani nella sua mente,immagini che avrebbero potuto realizzarsi:duceva il pensiero a quando avrebbe saputo destreggiarsi con quell&#8217;arma stupenda ed affrontare impavido le orde di &#8220;nemici&#8221;. Nulla di pi\u00f9 speranzoso,nulla di pi\u00f9 arrendevole alla sete di gloria,tanto pi\u00f9 divina al guardo di un bambino. Si sentiva padrone di quella terra,traboccante di gioia ed impaziente di vedersi guerriero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> Al suo fianco,silente ed intimorito,tremolava Ephsys. Neppure ad una creatura di sei anni era concesso esonero da quel freddo intenso,colmo ed invadente. Tuttavia Reyzhard era fin troppo volto alla sua lama e a cercare di dominare il suo spirito per accorgersi,seppure vi fossero stati,dei brividi che percuotevano il suo esile corpicino. Dinanzi ad essi si ergeva tutta la maestosit\u00e0 di un re,senile per celebrare capelli corvini,giovane per cingersi di canizie. Lunghi capelli sbiaditi forse dalla perennit\u00e0 dei ghiacci,ma animati dall&#8217;irrefrenabile vigore,volont\u00e0 d&#8217;aversi re fin quando non lo fosse stato davvero al giudizio del suo regnare. Il suo sguardo ritraeva severo una sorta di turbamento che quel giorno lo rendeva impassibile. Intimidiva Ephsys ma non scalfiva il gaudio di Reyzhard. Fergus continu\u00f2 ad osservarli via via pi\u00f9 altero. Tra le braccia familiari lo era sempre stato,soprattutto alla sua genie,in netta opposizione alla dolcezza che la sola figura di Ryjedel poteva esprimere. Eppure in quel tardo albeggiare lo era pi\u00f9 del solito,come a contrastare il recente ricordo materno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br> &#8211; Avete freddo? \u2013 chiese esibendo superbia e severit\u00e0.<br> &#8211; No,padre. \u2013 disse serio Reyzhard,ancora al lume della sua felicit\u00e0,del suo futuro onore. Si prodigava nelle stesse parole che udiva tra gli adulti senza capire appieno il loro significare,ma riusciva ugualmente ad adoperarle nel modo pi\u00f9 adatto,levigato alla pregnanza che volgea loro. Ephsys non era neppure in grado di rispondere tanto era sensibile al gelo di quel giorno.<br> &#8211; Non dimenatevi fanciulli\u2026 &#8211; profer\u00ec austero Fergus. \u2013 ora non pu\u00f2 che tendervi le sue braccia,giacere vorace in attesa di divorare le vostre carni ed ancor prima il vostro spirito \u2013 la sua voce tonante si affievoliva,ora giungeva quasi mormorio ai venti \u2013 in quest&#8217;ode di ghiaccio e patrio gelo:esso vi ha generati,esso sar\u00e0 vostro avo,vi mieter\u00e0 quand&#8217;anche il suo canto dovr\u00e0 sciogliersi\u2026 &#8211; le sue parole vibravano nel pensiero di Reyzhard,ma come il suo gracile fratello non riusciva a comprendere cosa volessero dire.<br> Il re brandiva una spada immensa agli occhi dei due bambini,lama che li aveva sempre intimoriti. Un&#8217;elsa contesa tra grigio e candido,priva di cimeli e preziosit\u00e0. La spenta lama argentata errava nelle dimensioni. Entrambe si accorpavano in un&#8217;opera eccelsa,ma poco appariscente,e quando Fergus si apprest\u00f2 a sollevarla dest\u00f2 lieve timore nei due fratelli. Reyzhard scosse il capo dai suoi miraggi e ripetendo Ephsys indietreggi\u00f2 di un timido passo. Fergus mantenne l&#8217;aspetto austero,e sostenendo la pesante arma si avvicin\u00f2 a Reyzhard. Elevato il capo ad osservare la solennit\u00e0 del sovrano,il bambino riscopriva occhi velati di stupore ed inconsciamente indietreggiava,pi\u00f9 lentamente di quanto Fergus non gli si avvicinasse. Reyzhard era impietrito,emise uno sguardo di terrore ai grigi occhi paterni. Ma tali non tardarono a soffocare nel silenzio il suo terrore mentre incedeva,ora pienamente dinanzi a Reyzhard. Preservando l&#8217;elsa nella mano destra afferr\u00f2 con la sinistra il braccio del bambino ed un cieco movimento giunse con violenza il ferro e la carne. Il tremulo braccio destro versava sangue:il manto si sarebbe presto rivolto roseo.<br> &#8211; Ho tanto freddo\u2026 &#8211; sussurr\u00f2,sperando che le parole non giungessero all&#8217;udito del padre. Poi,chinando il capo,vide vano conforto nel gelo che lo attorniava,ora raccolto a non comprendere,nel pavidare d&#8217;esprimere sofferenza. L&#8217;arma dorea si depose umile in terra a scemare nel niveo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il bisbigliare della sua mente lo condusse fuori dal sonno,ma ripreso da interrogativi,fece si che non si destasse del tutto. Obbligato all&#8217;onirico rimembro di suo padre e di suo fratello,ora dirigeva riflessioni sulla giornata precedente. Era stato talmente invogliato nel suo stato d&#8217;animo da non badare a ci\u00f2 che accadeva. Non conosceva di preciso chi Darlek fosse,ne ignorava aspetto ed importanza che potesse avere nei confronti di Arius. Se prima aveva evitato di soffermarsi a ci\u00f2,ora che lo faceva non trovava comprensione a cosa contasse per Arius. Riguardo alle faccende orchesche e alla loro &#8220;patria&#8221; non si degnava di affacciarvisi:era l\u00ec per compensare un debito,onorare un&#8217;alleanza e poco sarebbe cambiato se gli orchi avessero speso qualche giorno in meno per raggiungere una terra. Pian piano per\u00f2,si rendeva conto ch&#8217;egli stava fuggendo,incapace di accettare un cambiamento cos\u00ec profondo e rapido. Aveva sempre noto che alla morte paterna il forte legame che condivideva con Ephsys si sarebbe logorato inevitabilmente. L&#8217;orizzonte si dipingeva di dispiacere,quasi rimorso per ci\u00f2 che si stava verificando,ma ci\u00f2 che pi\u00f9 premeva adesso era la solitudine. Sincerando le vie di quest&#8217;ultima,Reyzhard emise pochi sospiri prima di destarsi ed aprire gli occhi al lucido legno della sua stanza. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inconsciamente,ci\u00f2 cui pose primo lo sguardo fu quella stessa lama dorata,da sempre ad egli affine,levigata dal suo animo,oltre che dal suo destreggiarla nei pi\u00f9 destri affondi. I suoi capelli castani erano piuttosto lunghi,sciolti sul giovane viso. Ingannevole l&#8217;aspetto impassibile e fiero,sotto il quale si celava ancora un&#8217;ardente voglia di libert\u00e0,di propria giovinezza. Sollevatosi dal suo letto colse gli sbiaditi membri della sua armatura e se ne vest\u00ec. Priva di elmo,era pregna di un colore aureo,effuso nel tempo,senza che s&#8217;erodesse per\u00f2 il nobile Mithril. Venature grigie la percorrevano,un grigio cos\u00ec superbo da suggerire unicamente fierezza. Il suo sguardo raggel\u00f2,mentre si avvicinava a brandire la fulgida lama dorata. Era solo,e tuttavia immerso in un&#8217;infinit\u00e0 di esseri che a malapena conosceva. Avvertiva solo un irrefrenabile bisogno di afferrare quell&#8217;elsa,per sentire e godere della dolente libert\u00e0 che solo la solitudine poteva concedere. Gi\u00e0 deposta nella sua guaina,la prese vincolandola all&#8217;armatura. Apr\u00ec l&#8217;uscio della sua stanza,ritrovandosi nel vuoto corridoio degli alloggi. L&#8217;elfo,evidentemente turbato in quel superbo aspetto,percorse a passi lenti,fino a giungere sul ponte. Solo poche guardie vi erano stanziate,ma la vista di Reyzhard venne catturata da altro. Con sorpresa,rivolgendosi al cielo,not\u00f2 ch&#8217;era ancora notte inoltrata e don\u00f2 alcuni preziosi istanti a rimirare gli astri. Il suo sguardo si mosse poi ad infrangersi tra le deboli onde,reduci della precedente tempesta. Egli amava la gentile oscurit\u00e0 della notte,non invadente,ma che lo carezzava come suo devoto. Le guardie non diedero segno di sorpresa:erano solite incontrare qualcuno che si destasse nell&#8217;arco notturno. Reyzhard era ancora confuso,nell&#8217;atto di perdere la gioia delle cose familiari e conosciute per chinarsi all&#8217;ignoto ed alla solitudine. Dopotutto era cosciente che se anche fosse rimasto il dolore ed il logorio sarebbero stati maggiori. Uno dei due sarebbe divenuto re e sarebbe stato impossibile mantenere lo stesso rapporto fraterno che c&#8217;era stato fino ad allora. Si era giunto ormai al momento di crescere ed affrontare da solo le proprie esperienze. Una miriade di pensieri plasmavano il suo stato d&#8217;animo soffocando il presente e le sue sensazioni. Una morsa leggera ne contorceva il ventre,mentre l&#8217;ira faceva posto all&#8217;amarezza del ricordo. Era la brusca,seppure conosciuta ed accettata,sensazione di perdere inesorabilmente gli attimi e gli usi trascorsi,ancorati al soffice manto del suo spirito. Si riscopriva a perdere le concezioni ed i limiti che aveva sempre vissuto,a rileggere le stesse emozioni del suo passato,turbandosi nell&#8217;asprezza di tale lettura. L&#8217;afflizione si volgeva a lui con parole di gelo,il mezzo pi\u00f9 significativo che avesse per comunicare con il suo animo. Non poteva ignorare i brividi che quei pensieri gli portavano. L&#8217;immagine ancora rossastra del corpo paterno,l&#8217;intera giovinezza che doveva essere abbandonata in pochi gesti e congedarsi,insieme al congedo dovuto dinanzi al fratello. Cerc\u00f2 di scorrere gli anni e le virt\u00f9 nei poveri attimi della mente,riversando nel suo grembo tutta l&#8217;incomprensione e il dolore di quella scelta. Ritorn\u00f2 ad osservare il pallore della luna,mentre tentava di mascherare i moti che lo percuotevano. Nel suo animo tutto vigeva pi\u00f9 complesso. L&#8217;affetto che condivideva in Ephsys non era un semplice legame di fratellanza,ma come ben sapeva,contemplare questo vincolo significava unit\u00e0 e forza nei confronti delle numerose esperienze. Fergus conosceva ogni lembo di quei ghiacci,ed era avvezzo alle difficolt\u00e0 che comportava la sua esistenza. Nel cuore di una guerra,tra i vessilli che sigillavano l&#8217;odio e l&#8217;eterno disegno di morte non v&#8217;era speranza di sopravvivere da soli,senza custodire affetto per una persona cara. L&#8217;unico modo per preservare la loro adolescenza dalla solitudine e il puro orrore della guerra era quello di incatenarli e costringerli,ben prevedendo che la morte lo avrebbe raggiunto quanto prima. Per tante morti Fergus riusc\u00ec a celare ai due pargoli lo svolgersi della guerra,derubandoli della dura ferita che li avrebbe spinti a destare una sofferenza che sarebbe morta solo con loro. Gli decant\u00f2 la morte della madre come un incidente e li tenne per quanto possibile lontani da tutti gli altri ragazzini,per dare vigore al loro legame e per difenderli da tutto ci\u00f2 che risiedeva doloroso nell&#8217;animo umano. Ma era chiaro che per quanto il loro legame si rinsaldasse,tanto esso diveniva morboso e violento. Allo stesso tempo Fergus gli mostr\u00f2 la durezza del suo cuore,poich\u00e9 comprendessero le vicissitudini della vita e s&#8217;avvezzassero a sopportarle. Ma comprese troppo tardi che le loro anime,che appena cominciavano a forgiarsi,ne avrebbero risentito quanto prima. Quando Reyzhard era ormai quattordicenne il rapporto con suo fratello era degenerato,fino a giungere ad una vistosa breccia in ci\u00f2 che era indebolito e malato. La vicinanza delle due fiamme aveva tanto eroso quella costrizione da farla sfaldare. L&#8217;affetto stava sfociando in odio,un odio morboso ed insano. In quei giorni d&#8217;autunno Ephsys fugg\u00ec dalla propria dimora,correndo per la citt\u00e0 sommersa dalla neve. Era deluso e irato per come si erano rivolte le cose e appena dodicenne,senza aver mai visitato da solo Everral,raggiunse le mura,dove,dinanzi alla citt\u00e0 deserta,si stava consumando l&#8217;ennesima battaglia. Gli occhi intimoriti del ragazzino diedero libert\u00e0 allo sconvolgimento delle sue emozioni con un pianto,cos\u00ec che il profondo dispiacere per ci\u00f2 che era accaduto si esonerasse dallo spiegare ci\u00f2 che la sua vista gli suggeriva. Conosceva le armi fin troppo bene,senza per\u00f2 essersi mai affacciato a scrutare una guerra,il sangue possedere ogni canto del campo di battaglia e sfumare agli occhi di coloro da cui sgorgava. Reyzhard usc\u00ec per cercarlo,nonostante provasse quasi odio in quegli attimi nei confronti del fratello minore,ma non poteva egualmente lasciarlo vagare in una citt\u00e0 deserta. Non gli fu difficile ritrovarlo:le uniche impronte sulla neve erano le sue e conducevano al portale. Quando vi giunse,rimase catturato dalla vista dello scempio che si stava compiendo. Il massacro,mostrato come uno spettacolo agli occhi dei due ragazzini,ag\u00ec da placare le emozioni recenti e indurli in una paura indicibile. Le azioni scorrevano naturali e senza preavviso,nel silenzio che sarebbe giunto a contemplare la morte. Quegli occhi traboccavano di incomprensione ed ogni lacrima di paura congedava un tremolio dei loro corpi. Potevano conoscere la morte,ma non l&#8217;avevano mai veduta. L&#8217;animo grondava di un misto tra terrore e stupore,incapaci di proferire o concedere una spiegazione a ci\u00f2 che vedevano. Il leggero e rovente flusso d&#8217;emozioni s&#8217;interruppe,frantumando impetuoso la corazza di cui si vestivano. Catene fatte d&#8217;innocenza e ingenuit\u00e0 si ruppero improvvise,facendo risuonare l&#8217;angoscioso rumore metallico. Per pochi attimi riuscirono a percepire quella solitudine che la loro vita comportava e che gli era stata nascosta da loro stessi. Erano pochi i guerrieri sopravvissuti e che ancora si avvicendavano sul campo,tra di essi Misthar e Fergus. Le orde non morte li avevano decimati eppure numerosi continuavano a rinnegare lo sconforto,allontanando gli attimi della loro resa,avvicinando quelli della propria morte. Erano governati da una terribile angoscia,atterriti da ci\u00f2 che non comprendevano appieno e non desideravano custodire nei propri sguardi,nonostante vi fossero costretti da una curiosit\u00e0 inconscia e timorosa. I loro gesti invecchiavano e i pensieri si affollavano senza ritrovare sfogo. Quelle immagini divoravano i loro sensi,cos\u00ec come drenavano senza inibizioni l&#8217;ombra dei loro passi,il sudore dei loro atti e il dolore delle loro ferite. Giovani anni venivano cancellati per cedere il posto a sogni eterei e mura di paglia. Nelle loro menti riecheggiava l&#8217;infrangersi sulle proprie rive al rilucere del crepuscolo sulle increspature del mare.<br> Subdolamente la purezza del loro spirito veniva rapita,poich\u00e9 si abbeverassero di quel sangue e si nutrissero di quelle carni. Il dissidio che la rottura del loro legame comportava ora rifletteva confusione,esonero dal pensiero. Tutto si concedeva nel riflesso della battaglia. Reyzhard,non aveva portato con s\u00e9 armi ma indossava comunque una faretra con poche frecce di rimanenza. Distolto lo sguardo lo ritorse su quello del fratello,per dare vigore al silenzio che si era costruito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Reyzhard rinvenne dai suoi ricordi,per riportare i sensi alla brezza ed al chiarore lunare. Era ancora scosso,turbato da numerosi pensieri. Pervaso dal gelo era sempre riuscito nell&#8217;accettare la solitudine,estraniarsi dagli altri e dai sensi. Il suo era divenuto amore per ogni circostanza che lo portasse ad essere solo,nel coltivare il silenzio e darsi egoisticamente a se stesso,alla sua vita. Avvertiva la solitudine come sua,come emblema del suo essere,come prova che lo distinguesse dal resto del mondo. Talvolta era un modo come un altro per idealizzare la propria superiorit\u00e0,per svendere al suo animo ci\u00f2 che non voleva condividere con gli altri. Spesso tutto ci\u00f2 gli arrecava un debole piacere,finch\u00e9 rivangando la sua terra venivano alla luce pietre troppo dure a spostarsi.<br>\nIl ponte della nave si era fatto gelido e la notte tardava a ritirarsi. Reyzhard si guard\u00f2 intorno,rivedendo le impassibili guardie che non lo degnavano di attenzione. La risposta dei suoi istinti a tutto ci\u00f2 in cui era coinvolto era un&#8217;insaziabile volont\u00e0 di fare uso della splendida lama dorata. Stringendo l&#8217;elsa con maggiore forza la estrasse dalla sua fodera e,poggiandosi al legno di una delle strutture che emergeva sul ponte,la mantenne sollevata rimanendo seduto. Osserv\u00f2 la lama con grande cura e con occhi fieri. L&#8217;amore per la sua solitudine era spesso amore per la sua arma,ogni volta che ne aveva la possibilit\u00e0 si soffermava a guardarla o a farne uso anche se non ne aveva bisogno. Tent\u00f2 di intrecciare le trame dei suoi pensieri a quelle della spada,permanendo ad ammirarla con studio. Poco dopo ud\u00ec i passi di qualcuno che si avvicinava,salendo sul ponte. Voltatosi Reyzhard intravide la sagoma aprire l&#8217;uscio ed avvicinarsi ad egli.<br>\n&#8211; Anche tu non riesci a dormire,vero,elfo? \u2013 domand\u00f2 l&#8217;orco,ormai vicino e visibile ai riguardi di Reyzhard.<br>\n&#8211; Gi\u00e0,Ushar&#8217;al. Ma non mi sento tanto in vena di parlare con un orco. \u2013 disse con un tono di voce abbattuto. Era chiaramente turbato e privo della volont\u00e0 di nasconderlo all&#8217;orco. Era stanco,privo di forze e poco intento a complicare i suoi pensieri.<br>\n&#8211; Vorrei che sapessi una cosa di me\u2026 &#8211; aggiunse sorridendo. \u2013 Chiunque abbia combattuto al mio fianco almeno una battaglia pu\u00f2 reputarsi mio amico. E tu ne hai combattute due. \u2013 sorrise.<br>\n&#8211; Ne sono contento. \u2013 rispose impassibile. \u2013 Ma questo \u00e8 il momento peggiore che tu potessi scegliere per essermi amico. \u2013 riport\u00f2 il suo sguardo sulla lama,in uno stato confusionale,quasi incosciente. Vinto dall&#8217;incombenza del suo pensiero non si permetteva di dare troppa attenzione alle proprie parole.<br>\n&#8211; Al contrario io penso che sia il momento migliore. Sembri turbato,elfo. Cosa c&#8217;\u00e8 che non va?<br>\n&#8211; No,\u00e8 solo apparenza\u2026 &#8211; rispose distratto.<br>\n&#8211; Smettila di costruirti le parole\u2026 mi v\u00e0 di sentire cosa c&#8217;\u00e8 che non va,non i tuoi scherzetti stanchi. \u2013 Ushar&#8217;al aveva un aspetto insolito,riposato e in qualche modo felice.<br>\n&#8211; Arius deve stare molto male da quanto ho capito,Ushar&#8217;al. Anche se non ho prestato attenzione sembrava qualcosa di grave. Dovresti fare questo buon viso a lui,non a me. \u2013aggiunse serio. Il suo bisogno di solitudine eguagliava il suo bisogno di sfogarsi con qualcuno. Restava immobile,con lo sguardo fisso sulla spada dorata.<br>\n&#8211; Lo so. Conosco e comprendo il male che lo circonda in questo momento. Ma sar\u00e0 stremato dalla veglia che ha osservato stanotte. Non riuscirebbe a svegliarsi. \u2013 Ushar&#8217;al sorrise ancora. \u2013 Perci\u00f2 preferisco dare noia a te,almeno finch\u00e9 non si sveglia lui.<br>\n&#8211; Veglia?Per quel suo amico?E&#8217; tanto importante per lui? \u2013 Reyzhard raccolse finalmente attenzione su quell&#8217;interloquire improvvisato.<br>\n&#8211; Si. In ogni caso,come mai sei gi\u00e0 sveglio?<br>\n&#8211; Faceva troppo caldo ed ero in cerca di aria fresca.<br>\n&#8211; Con la neve che ammanta il ponte,Reyzhard? \u2013 L&#8217;elfo accenn\u00f2 un sorriso.<br>\n&#8211; Non l&#8217;avevo notata\u2026 E&#8217; difficile da spiegare,sciamano. Solo il mio silenzio potrebbe esprimerlo. E tu sei qui per parlare.<br>\n&#8211; La tua scelta \u00e8 stata improvvisa e hai finto che fosse una scelta semplice. Hai finto che non ci sarebbero state conseguenze o almeno non ti avrebbero danneggiato. Ed eccole,elfo. In parte te le sei cercate.<br>\n&#8211; Lasciamo stare,orco,\u00e8 un piacere che ti domando. \u2013 i suoi pensieri erano stati smossi,allontanati,seppur impercettibilmente dal costante ritmo del suo animo. Il sollievo era leggero,ma in lui nasceva la voglia di esonerarsi da pensieri e ricordi.<br>\n&#8211; Va bene,capisco. Devi sapere che Lordaeron \u00e8 piena di non morti. Dal momento del nostro approdo fino a quando avremo raggiunto il luogo che cerchiamo dovremmo affrontarne un&#8217;infinit\u00e0.<br>\n&#8211; Lo so. E allora?<br>\n&#8211; Sembri piuttosto scarso con quella tua spada. E poi d\u00e0 l&#8217;impressione di essere troppo vecchia con quel giallognolo.<br>\n&#8211; Cosa? &#8211; la sua domanda era tra il sorpreso e l&#8217;indispettito. L&#8217;elfo si sollev\u00f2,mantenendo la spada a contatto con il legno del ponte.<br>\n&#8211; Per fortuna non c&#8217;\u00e8 ruggine,elfo. E poi non comprendo di quale materiale \u00e8 fatto questo rottame.<br>\n&#8211; Non per rispondere alle tue stupide provocazioni\u2026 ma questa spada \u00e8 la migliore arma che si possa desiderare. Non immagini neppure quanto preziosa sia.<br>\n&#8211; Beh,a cosa ti serve che sia preziosa se devi usarla in combattimento?Non dirmi che voi elfi misurate il sangue versato con la preziosit\u00e0\u2026<br>\n&#8211; Perch\u00e9 sei qui?Insomma,se non riesci a dormire mettiti a gironzolare per il ponte,ma da solo,senza infastidire me. \u2013 Reyzhard ripose la lama nella sua guaina e fece pochi passi,come a voler ritornare sottocoperta. Ushar&#8217;al rimase alle sue spalle,osservandolo mentre si allontanava lentamente.<br>\n&#8211; Ed ora dove stai andando? \u2013 chiese serio.<br>\n&#8211; C&#8217;\u00e8 una sala,uno spazio dove io possa allenarmi?<br>\n&#8211; Si,ci sarebbe. Ma non ti sembra che quella spada sia stata usata abbastanza?<br>\n&#8211; Dovresti imparare a contenere la tua spontaneit\u00e0. E comunque guidami in questo luogo.<br>\n&#8211; Se preferisci\u2026 &#8211; lo sciamano si port\u00f2 al fianco di Reyzhard,poi attendendo qualche attimo ritorn\u00f2 all&#8217;uscio,controllando che l&#8217;elfo lo seguisse. La pelle dell&#8217;elfo dei ghiacci era chiara,molto simile a quella di un umano. I suoi occhi possedevano una tonalit\u00e0 bionda,di poco pi\u00f9 scura del solito,cos\u00ec come erano i suoi capelli in tenera et\u00e0. La sua altezza eguagliava quella dello sciamano,fino a superarla di poca misura. Ushar&#8217;al,seguito da Reyzhard, ritorn\u00f2 sottocoperta e percorse il primo corridoio. Giunto all&#8217;incrocio in cui il corridoio proseguiva in tutte le direzioni,scelse quello a sinistra,per poi percorrere quest&#8217;ultimo fino in fondo. Un paio di vedette controllavano i corridoi. Era ancora molto presto,neppure i primi albori si davano sfogo,la notte coltivava silenzio. Era raro poter incontrare qualcuno all&#8217;infuori di loro. Ushar&#8217;al svolt\u00f2 altre tre volte,percorrendo il medesimo numero di corridoi. Le Arsane erano imbarcazioni immense e al loro interno risultavano spesso intricate. Erano nate per mano di popoli ancestrali,atte soprattutto a trasportare le truppe di un esercito. Finalmente i due si ritrovarono in una sala piuttosto estesa,con qualche tavolo e le solite torce per dare bagliore agli antri della nave. Proseguendo diritto si trovava un altro corridoio,a destra due porte laterali ed ancora un altro corridoio. A sinistra altre due porte laterali. Aprirono il primo uscio a sinistra,ritrovandosi in una stanza. Tali luoghi erano vicini agli alloggi. Per raggiungerli sarebbe bastato prendere il corridoio a destra,giunti al bivio svoltare ancora a destra,scendere al piano inferiore e percorrere un ultimo corridoio. Di l\u00ec,per una grande estensione su tre piani,si sviluppavano le camere destinate ad accogliere chiunque alloggiasse sulla nave. Dalla stanza entrarono in una delle tre porte,ritrovandosi finalmente in una vasta sala completamente vuota e priva di mobilio. Durante il cammino non si scambiarono traccia di discorso,n\u00e9 gesti volti alla comunicazione. Reyzhard era pensieroso,sconvolto dal dissolversi dell&#8217;indissolubile. Inconfessabile il lontano piacere che gli davano i gesti d&#8217;amicizia dello sciamano. Accenn\u00f2 un sorriso,comprendendo che anche senza ammissione,lo scopo per cui Ushar&#8217;al era l\u00ec,era esattamente quello di sollevargli il morale. Tuttavia la morte non poteva tacere per un sorriso. I suoi occhi si accecarono al perseverare del gelo nella sua mente. Non contava pi\u00f9 l&#8217;effetto che la realt\u00e0 aveva sui sensi,contava ci\u00f2 con cui la mente li nutriva. Non poteva abbandonare i suoi frammenti di gelo come Arius aveva fatto,perch\u00e9 egli ne era costituito. Le immagini precedenti ripresero ad assillarlo a ripetersi e pacificare il suo corpo,provocando il suo animo. Ushar&#8217;al raccolse grande quantit\u00e0 d&#8217;energia,per poi dalla sua mano estenderla alla stanza. Seguendo la forma del legno,lo scudo d&#8217;energia avrebbe protetto la sala e la nave dai loro attacchi. Poi Ushar&#8217;al si volt\u00f2 ad osservare il guerriero elfica,con la spada riposta nella guaina e lo sguardo fatto d&#8217;inconsistenza.<br>\n&#8211; C&#8217;\u00e8 qualcosa che non v\u00e0,Reyzhard?Se non ti va di allenarti non ci sono problemi\u2026<br>\n&#8211; No,davvero. \u2013 rispose spostando lo sguardo sullo sciamano e portandovi l&#8217;attenzione. \u2013 Non ti avrei seguito se non avessi avuto voglia di allenarmi. \u2013 aggiunse,per poi sguainare lentamente la spada dorata.<br>\n&#8211; Allora se ne sei sicuro,io inizierei. \u2013 sorrise. Subito dopo si port\u00f2 all&#8217;altra estremit\u00e0 della sala,lasciando un considerevole spazio tra di loro. Reyzhard annu\u00ec,per poi richiudere l&#8217;uscio dietro di s\u00e9. Poi rivolse ancora lo sguardo al suo avversario.<br>\n&#8211; Io ho solo una spada con me. Tu hai la tua magia,orco. Anche se non sei bravo dovresti iniziare con un arma.,o ci sarebbe troppo svantaggio.<br>\n&#8211; Certo. \u2013 lo sciamano abbass\u00f2 lo sguardo,poi sottomise il suo corpo,richiamando ancora una volta energia nella sua mano destra. Era energia del fulmine,completamente vergine ed isolata da ogni legame con altre energie. Il suo era un azzuro purissimo e luminescente,vivace ed inconfondibile. Facendo timidi movimenti con la mano l&#8217;energia cominci\u00f2 a plasmarsi lentamente. Smuovendo fisse della materia,giunse ad ammettere la forma e l&#8217;aspetto di una spada. \u2013 Non devi preoccuparti. \u2013 continu\u00f2 lo sciamano nel lieve stupore di Reyzhard,che ad una tale distanza riusciva comunque a scorgere l&#8217;arma prendere volume. \u2013 Non ti far\u00e0 del male,n\u00e9 a contatto con il tuo corpo,n\u00e9 per trasmissione attraverso la tua lama. Il mio controllo \u00e8 troppo austero perch\u00e9 accada. \u2013 sorrise ancora.<br>\n&#8211; Beh,non si pu\u00f2 negare che sia un&#8217;arma. Forse un po&#8217; troppo pericolosa.<br>\n&#8211; Confido comunque che tu schivi ogni mio affondo,perch\u00e9 la mia abilit\u00e0 con la spada \u00e8 insignificante. Tu,invece,dovresti essere rapidissimo in questo.<br>\n&#8211; Lo sono. \u2013 il guerriero esit\u00f2 ancora pochi attimi,poi brandendo con forza la lama dorata corse verso lo sciamano. Anni di duro allenamento lo avevano reso rapidissimo e la sua corsa fu breve. Nonostante l&#8217;ampiezza Reyzhard si ritrov\u00f2 subito dinanzi allo sciamano. Stringendola ora con due mani,in uno scatto affond\u00f2 la lama lateralmente,incontrando la spada d&#8217;energia brandita da Ushar&#8217;al.<br>\n&#8211; Questo \u00e8 un allenamento,cerca comunque di ricordarlo. \u2013 sorrise,evitando il secondo fendente. Il ritmo dei suoi movimenti aumento,sorprendendo l&#8217;elfo e assumendo velocit\u00e0 non indifferente. Poi,reggendo la spada nella sola mano destra,fu lui a condurre un affondo che colse la lama dorata. Lo scontro si stazion\u00f2 e lo scambio di colpi divenne rapido,mentre i due rimanevano pressoch\u00e9 immobili con le loro gambe e le due spade erano in continuo contatto. Cercando di superarsi in destrezza i due brandivano le lame con entrambe le mani.<br>\n&#8211; Mi sorprendi,orco. Sei molto rapido nei movimenti. \u2013 l&#8217;elfo indietreggi\u00f2 velocemente,lasciando che il fendente dell&#8217;avversario non urtasse che aria. Mentre il corpo dello sciamano era flesso,il guerriero si spost\u00f2 lesto alle sue spalle. Il rapido colpo che sorprese Ushar&#8217;al alle spalle incontr\u00f2 una barriera d&#8217;energia,che lo respinse,facendolo indietreggiare senza avviso. Subito dopo si volt\u00f2,correndogli incontro. Rinvenendo in un affondo poderoso obblig\u00f2 Reyzhard a lanciarsi indietro bruscamente,finendo col perdere l&#8217;equilibrio e doversi affidare alle sue braccia per non finire in urto al pavimento. \u2013 La barriera d&#8217;energia non era prevista per\u00f2,Ushar&#8217;al.<br>\n&#8211; Mi avresti ucciso \u2013 rispose ansimando.<br>\n&#8211; Perdonami. Riprendiamo. \u2013 l&#8217;orco annu\u00ec. Reyzhard si risollev\u00f2,ed essendo ancora pericolosamente prossimo allo sciamano,indietreggi\u00f2. Ushar&#8217;al si lanci\u00f2 in un nuovo attacco,scagliandosi contro di lui e brandendo la lama con due mani. L&#8217;elfo fu sul punto di vedersi al di sotto della lama elettrica e,nonostante sapesse che non gli avrebbe arrecato il minimo danno,accumul\u00f2 aggressivit\u00e0,avvicinandosi con uno scatto e sferrando un fendente dal basso della sua postura. La pesante lama giunse all&#8217;altezza del suo stomaco,dopodich\u00e8 Ushar&#8217;al confer\u00ec una potenza disarmante al colpo,diretto verso il basso,che costrinse la lama dorata a chinarsi. Reyzhard indietreggi\u00f2,per poi rialzarsi e allontanarsi. Con estrema rapidit\u00e0 si port\u00f2 ancora una volta alle spalle dello sciamano e,quando ormai si era voltato scomparve ancora alla vista,portandosi ancora una volta alle sue spalle. Questa volta per\u00f2 lo sciamano rimase fermo,mentre Reyzhard gli afferrava il collo e gli puntava la lama contro. Pochi secondi dopo rilasci\u00f2 la presa.<br>\n&#8211; Devo dire che come spadaccino non sei male.<br>\n&#8211; E&#8217; il mio mestiere. \u2013 rispose,mentre Ushar&#8217;al si voltava a porgergli il viso. \u2013 Se non sapessi maneggiare la spada io perderei ogni dignit\u00e0. \u2013 entrambi ansimavano,anche se Reyzhard dava segni minori di stanchezza e affaticamento. L&#8217;incombenza del suo turbamento si era assoggettata con sorpresa alla reattivit\u00e0 di cui il suo corpo aveva bisogno. Solitudine e pensiero erano momentaneamente allontanati.<br>\n&#8211; Bello per essere un rottame,comunque. \u2013 sorrise.<br>\n&#8211; Orco,rimani pur sempre un orco. Non t&#8217;illudere che un allenamento mi faccia cambiare l&#8217;opinione che ho di te. Sciamano\u2026 &#8211; disse,ricambiando il lieve sorriso.<br>\n&#8211; Hai davvero un&#8217;opinione di me?Beh,allora sono fortunato elfo,perch\u00e9 io di te non ne ho nessuna.<br>\n&#8211; Ahahahah,sei davvero divertente orco. Pensa,cominciavo a credere che possedessi qualche carattere positivo. \u2013 lo sciamano non rispose,per indietreggiare di pochi passi. La spada che si era formata riconcesse la sua energia ad Ushar&#8217;al. Divergendo le braccia concentr\u00f2 ancora una volta energia nelle sue mani,questa volta nello stupore dell&#8217;elfo. Una creatura insolita prese forma dinanzi al suo evocatore. Superava di non poco l&#8217;altezza di entrambi, e la sua costituzione appariva eterea,fragile. Il suo corpo aveva le sembianze di un vortice ventoso,ma le sue braccia possedevano una forma,cos\u00ec come il volto e gli occhi luminescenti di grigio. Aveva anche delle spalliere ,di un vivace colore azzurro e una specie di elmo di colore pi\u00f9 scuro. Tutta la sua consistenza era grigia,e l&#8217;energia che diffondeva era tutt&#8217;altro che indifferente.<br>\n&#8211; Ecco,ti presento il mio elementale d&#8217;aria.<br>\n&#8211; Cos&#8217;\u00e8 questo coso? \u2013 chiese tra il divertito e il meravigliato.<br>\n&#8211; Un elementale d&#8217;aria.<br>\n&#8211; E sarebbe?<br>\n&#8211; L&#8217;essere che tu chiami coso,elfo \u00e8 una potente creatura che posso plasmare a mio piacimento sfruttando l&#8217;elemento aria.<br>\n&#8211; Bel coso,allora. Per\u00f2 assomiglia molto ad un piccolo ciclone con l&#8217;elmo. Come hai detto di averlo creato,con un ventaglio?<br>\n&#8211; E&#8217; pi\u00f9 agile di me,e poi puoi &#8220;ucciderlo&#8221; quando vuoi,tanto posso ricrearlo a mio piacimento. Ti assicuro che se vuoi allenarti \u00e8 meglio se lo fai con lui.<br>\n&#8211; Che coso interessante\u2026 mi allener\u00f2 con lui. Ma tu cosa hai intenzione di fare?<br>\n&#8211; Rester\u00f2 a guardare. \u2013 lo sciamano sorrise,mentre tra gli arti dell&#8217;elementale si plasmava la medesima lama di fulmine che prima aveva usato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era ancora desto,trainato in un limbo in cui vigeva privo di forze,con la mente esausta e quasi allucinata. La sua giovinezza era ancora gradevole,seppure tutto confessasse il suo stremo. Non era solo lo sconforto ad immergerlo nella sofferenza,era il suo corpo,stremato dalla veglia a pregare di cedere,di lasciarsi al sonno. Seduto sul letto ad osservare il gelo che si faceva beffe delle fiamme,ad osservare un corpo che vive,ma che non \u00e8. La sua giovane vita era stata condotta tra rancori e dolore,senza per\u00f2 che ogni esperienza lo cambiasse. Sempre affine a se stesso,con la sua natura che gi\u00e0 si dimostrava quando era poco pi\u00f9 di un bambino. Ora provava un visibile sconforto,un prevedibile abbandono. Il suo essere esprimeva la sensazione e l&#8217;irrefrenabile volont\u00e0 di abbandonarsi a qualcosa,e in quel momento poteva abbandonarsi solo a se stesso. La consueta sensazione che l&#8217;ottusa visita della realt\u00e0 non pu\u00f2 concedere,il perverso e dolce piacere della perdizione. Conosceva bene la sofferenza,il suo cercare un appoggio e ritrovarlo in s\u00e9 stesso non era vittimismo,ma solo la naturale espiazione che l&#8217;animo cercava. Dunque conosceva l&#8217;emozione d&#8217;abbandono e il piacevole scivolare dell&#8217;esistenza sul suo viscido. Era un esonero dalle preoccupazioni,dalle afflizioni e dalla costanza della vita,era una fuga ed un ritrovo. Spesso era stato l&#8217;unico modo di superare l&#8217;infelicit\u00e0 che risiedeva nel suo animo,e proprio per questo rappresentava grida di codardia e di vilt\u00e0. Per lui era solo debolezza,essa giustificava i suoi comportamenti e le sue difese. Anche solo soffrire per un motivo visibile l&#8217;avrebbe riscattato da tanta paura e tanta vigliaccheria. Darlek significava molto,nel suo arco di vita era la persona che conosceva di pi\u00f9,quella con cui aveva condiviso pi\u00f9 attimi di vita. Il suo affetto era profondo,protettivo e stabiliva un legame forte,anche perch\u00e9 i due caratteri spesso si incastravano alla perfezione. Darlek era come un fratello con il quale aveva per\u00f2 la libert\u00e0 di un amico. Non rivisit\u00f2 la loro amicizia,perch\u00e9 l&#8217;aveva fatto tante volte,si lasci\u00f2 solamente a ci\u00f2 che doveva provare. E poi la sua scelta,quella di abbandonare i ricordi,doveva essere rispettata. Il fioco esempio di coraggio doveva permanere intatto. Il suo presente era amarezza,delusione. Per tutta la notte il medesimo pensiero aveva generato un dolore dalle sembianze insolite. L&#8217;ansia era sparita,ma in grembo soffriva la tortura che come sempre non veniva espressa. Non piangeva,n\u00e9 allentava il giogo per costringere le emozioni a sfogarsi e ci\u00f2 rendeva tutto pi\u00f9 complesso. Il rodere nel suo animo,conosciuto e inconfessato lo ammorbava sempre pi\u00f9,si rivangava e inacidiva,perch\u00e9 non poteva fuggire. In quei momenti,come in tutte le esperienze di tal genere,diveniva un silente tempio di sofferenza. Senza ostacoli prendeva possesso,si radicava. Debolezza,ridondante debolezza. Per non comprendere e non vedere lo stesso animo pavido e vigliacco di sempre. La stessa incapacit\u00e0 di agire,la stessa incapacit\u00e0 di muoversi. Non era la prima volta che reprimeva le lacrime per suo inspiegabile volere. L&#8217;impassibilit\u00e0 era solo un altro strumento. Era come se il sangue che gli scorreva fosse divenuto ardente e lacerava i suoi tessuti in proporzioni spaventose. Al di l\u00e0 della sua vita la depressione marchiava il suo animo giovine ed ogni errore rischiava di piombare nell&#8217;acuto tormento. La sua era stata un&#8217;infanzia felice,ma che termin\u00f2 troppo precocemente. Quella di fuggire era una sua abilit\u00e0 innata,tanto che miscelando le lettere dei suoi sogni giunse a comporne un&#8217;infinit\u00e0. La sua immaginazione tesseva il suo stesso umore,con un potere immenso su di lui. Ogni attimo ed ogni luogo erano nomi o segni da evocare,erano in circostanze oniriche il suo mondo. Nel suo giacere e contemplare era questa la sua aspettativa. Pensare ed immaginare un ordine e un avvicendarsi differente,costruire una realt\u00e0 fittizia. In lui rimanevano ancora tracce dell&#8217;esperienza demoniaca,di quei ricordi lucidi che gli offuscavano il pensiero. Molto era dovuto alla propria fantasia,pens\u00f2. Nulla esisteva enumerato come dalla realt\u00e0 se non gli era visibile. Finch\u00e9 non ritornava ai propri sensi,la realt\u00e0 era ci\u00f2 che la mente,sollecitata dall&#8217;animo gli presentava dinanzi. Era stato difficile riuscire a compensare voragini del suo spirito con l&#8217;incombenza degli eventi,ma in qualche modo aveva interrotto i suoi sogni apprestandosi a vivere. La concreta necessit\u00e0 di fare qualcosa,oltre che pensarlo,si era fatta strada,tanto da invertire le sue ragioni. Spesso,soprattutto nella sua solitudine,il tempo era solo lo strumento per quantificare gli aspetti del proprio mondo. Chinandosi a se stesso ritrovava il lieve sollievo di cui aveva bisogno,ma dopo di ci\u00f2 le sue proiezioni continuavano a materializzarsi. Finch\u00e9 costretto proferiva una parola o si muoveva cosciente. In questo modo,la dimenticanza in parte desiderata,lo aveva tenuto lontano da ci\u00f2 che accadeva. Ma il dolore che lo destava e gli lucidava gli occhi lo riportava finalmente alle sensazioni reali. Si chiese il perch\u00e9 di tante battaglie e dell&#8217;andamento del suo viaggio al fianco degli orchi. Sebbene la sua partenza avesse il chiaro intento di dare salvezza a ci\u00f2 che lo ancorava alla concretezza,all&#8217;unica persona cara,tutto ci\u00f2 stava sfumando. Da parte sua si era ritrovato a non poter compiere il suo obiettivo con le conseguenze che ora viveva,da parte dei suoi compagni,due interi eserciti erano stati decimati. A quale scopo? Ancora migliaia di uomini rimanevano,orchi in cerca di patria ed umani in cerca di terra. Ma se la sua mira era fallita,cancellata qual era il motivo che lo spingeva a restare? Mentre il suo animo invecchiava e consumava di sofferenza,gli interrogativi si affollavano,in una riflessione caotica dei fatti. Ma ancora una volta la sua debolezza,in avvento di resa gli faceva smontare ogni pensiero,per riordinare il succo dell&#8217;irrealt\u00e0. E a s\u00e9 stesso,alla sua immaginazione si abbandon\u00f2 ancora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era tempo di piogge,nell&#8217;autunnale vestirsi degli alberi,un autunno leggero di brezza che giungeva a dipingere la nuova stagione. L&#8217;aria elargiva una sensazione di limpidezza,leggerezza,nell&#8217;odore sospeso della pioggia. Un ritmo dolce e sbarazzino era conferito da poche gocce che venivano gi\u00f9 placide. Runforth era pi\u00f9 che mai attiva in quell&#8217;umido pomeriggio,mentre si praticavano arti magiche per preparare al meglio gli studenti ai giorni successivi,che avrebbero visto probabilmente un&#8217;intrusione nelle foreste per avere la meglio su vari gruppi di troll silvani. Tra di essi non v&#8217;era il pi\u00f9 grande talento di tutta l&#8217;accademia. A tutti i suoi compagni era sempre parso strano,in qualche occasione persino pazzo. La sua timidezza calcolava ogni gesto,mentre Arius si confondeva nei suoi tratteggi. Nelle arti magiche possedeva un&#8217;abilit\u00e0 immensa. Il potere che custodiva implicito era superiore a chiunque,perfino al mago che doveva essere il pi\u00f9 potente,la guida di Runforth,Lord Emins. Ma i suoi comportamenti erano spesso inspiegabili. Il suo umore era spesso negativo,colmo d&#8217;ira per chiunque,un&#8217;ira celata dai timori. Possedeva pochi amici,tra i quali era strettamente legato solo a Darlek. Per via della sua abilit\u00e0 e della sua bellezza avrebbe dovuto custodire larga stima e sicurezza di s\u00e9,ma i suoi comportamenti allontanavano le ragazze,cos\u00ec come le amicizie. Sebbene egli non fosse interessato,poich\u00e9 immerso continuamente in s\u00e9 stesso,la sua vita stava divenendo di sabbia. Per lui si trattava di una vita serena. Quel giorno Arius era preso dalle sue preoccupazioni e affogato nei rivoli del passato. Aveva una curata necessit\u00e0 di palare e di esprimersi,ma non riusc\u00ec a trovare Darlek in nessun luogo dell&#8217;accademia. Spinto da un timore ancora lieve ed in crescendo,decise di chiedere aiuto a coloro che conosceva. Lord Emins era uno dei pochi che potesse sapere dove si trovava il suo caro amico. Turbato ed irato raggiunse la stanza in cui sedeva,per porgergli parola.<br>\n&#8211; Non riesco a trovare Darlek da nessuna parte. Dov&#8217;\u00e8?<br>\n&#8211; Non dovresti essere a proseguire le tue lezioni,Arius? \u2013 domand\u00f2 austero.<br>\n&#8211; Non mi andava e penso che non fosse cos\u00ec necessario. Sono qui per sapere dov&#8217;\u00e8 Darlek,pertanto rispondimi,per favore.<br>\n&#8211; Non ne ho la minima idea,ragazzo. Ma non devi preoccuparti,sar\u00e0 da qualche parte in citt\u00e0.<br>\n&#8211; Ho gi\u00e0 provato a cercare in citt\u00e0,con l&#8217;aiuto di qualche incantesimo. E i risultati sono stati nulli.<br>\n&#8211; Abbassa il tono,ragazzo mio,ricorda che mi dai del &#8220;tu&#8221; perch\u00e9 io te lo permetto e perch\u00e9 ti reputo un ragazzo intelligente,perci\u00f2 cerca di non parlarmi in questo modo.<br>\n&#8211; Il vecchio ha ragione Arius,cerca di non esagerare. \u2013 appena giunto nella stanza,Larien sorrise.<br>\n&#8211; Tu hai idea di dove possa essere? \u2013 chiese Arius,accentuando la propria preoccupazione.<br>\n&#8211; No,ma ricordo che qualche ora fa si \u00e8 diretto fuori dalla citt\u00e0.<br>\n&#8211; Fuori dalle mura?<br>\n&#8211; Vuoi che ti accompagni?<br>\n&#8211; No,grazie,ma resta pure qui. \u2013 rispose secco. Larien annu\u00ec,abituato al fare del giovane arcimago.<br>\nArius si allontan\u00f2 sotto lo sguardo degli altri due maghi. Uscito dalla stanza percorse varie sale e corridoi,finch\u00e9,incrociando numerosi maghi sul suo cammino,usc\u00ec dall&#8217;edificio principale per recarsi in citt\u00e0 e poi alle mura di Runforth. La sua mente si affannava ben pi\u00f9 di quanto non facesse il suo corpo,in cerimonia d&#8217;ira e timore per cosa fosse accaduto. Il ragazzino sentiva la necessit\u00e0,il bisogno di agire,perch\u00e9 mai come allora si sentiva incapace di fare qualunque cosa. Inoltre l&#8217;ansia cominciava a tastare la sua sensibilit\u00e0. Era sempre stato vulnerabile a tutte le sue emozioni,in particolare all&#8217;ansia ,cui cedeva impotente. Quel giorno per\u00f2 una fermezza riscoperta lo spingeva a non distrarsi e fissare azioni decise. Si rec\u00f2 fuori dalle mura e sotto lo scrosciare si diresse,sempre pi\u00f9 costante,traverso vari sentieri che si aprivano nel mezzo della foresta. Cammin\u00f2 per ore,senza mai perdere la risolutezza che riscopriva in quel giorno,senza mai cedere alla propria natura. Ei stesso s&#8217;impression\u00f2 e si diede coraggio per continuare la ricerca di Darlek. Sent\u00ec l&#8217;animo rinnovato,per la prima volta l&#8217;astrazione dei suoi pensieri era scomparsa. Riusciva a percepire lo sfinimento nelle sue gambe,la fame,la sete. Era stremato,sporco del fango e madido della pioggia interrotta da poco,ma la carnalit\u00e0 gli conferiva forza,il suo animo gioiva insensatamente. La sua corazza non era pi\u00f9 vuotata dell&#8217;uomo,sentiva di essere lui a distendere le sue carni e muoverle a vita.<br>\nMentre il crepuscolo abbronzava le terre,il sentore di quella fatica si era ormai insinuato nelle sue membra. Come se il bronzo della sua stanchezza definisse nuovi i propri confini,rendesse pi\u00f9 evinto il suo essere. Ricolmo della nuova sensazione si spinse di radura in radura,sorpreso e rinnovato. Quando giunse,dall&#8217;intrico di sentieri,ormai lontano dalle mura di Runforth era notte inoltrata,senza che avesse scorto una traccia del suo caro amico. L&#8217;ansia riprese ancora il sopravvento,cos\u00ec che riusc\u00ec unicamente ad immergersi nel sonno dolce di stanchezza. Appoggiato ad un albero vicino ad uno dei sentieri si lasci\u00f2 succube dei suoi bisogni.<br>\nSi risvegli\u00f2 prima dell&#8217;alba,inebriato dei timori che oramai si stavano concretizzando. Non aveva idea di dove Darlek fosse,disperso chiss\u00e0 dove in quelle foreste immense pullulanti di troll. Probabilmente anche a Runforth si destavano preoccupazioni. Arius era tutto indolenzito,sfiduciato e privo della risolutezza che aveva mostrato il giorno precedente. Cammin\u00f2 ancora qualche ora,finch\u00e9 la vista del suo amico lo rincuor\u00f2. Adagiato ad un masso,Darlek appariva saturo di ferite,sangue che sgorgava come offerta al terreno. Arius si avvicin\u00f2 cauto,costretto nel fragore della sua paura.<br>\n&#8211; Darlek\u2026 &#8211; sussurr\u00f2 preoccupato. Subito dopo si avvicin\u00f2 al corpo per raccoglierlo e,con le ultime energie rimaste teletrasportarsi alla fortezza. Fu Lord Emins a soccorrerlo appena giunto,nella profonda amarezza che Arius provava.<br>\n&#8211; Hai idea di cosa gli sia accaduto,Arius?<br>\n&#8211; No,l&#8217;ho ritrovato sanguinante molto lontano da qui.<br>\n&#8211; Non ha lesioni gravi,ma ha perso molto sangue e se fosse rimasto ancora per poco senza aiuti,probabilmente sarebbe morto. \u2013 sul viso di Arius scorse una lacrima.<br>\n&#8211; Quando ho cominciato a cercarlo non credevo gli fosse successo nulla di grave. Penso sia stato rapito da qualche gruppo di troll e ferito in quel modo.<br>\n&#8211; E&#8217; molto debole,non si risveglier\u00e0 presto.<br>\n&#8211; Avrei voluto fare qualcosa di pi\u00f9. Non pensavo sarebbe successa una cosa del genere. Sono stato praticamente inutile.<br>\n&#8211; Non abbatterti,figliolo. Non avresti potuto fare nulla in ogni caso,anche se l&#8217;avessi trovato prima. Non puoi restituirgli il sangue che ha perduto o ridargli le energie che aveva\u2026.<br>\nArius sentiva di essere stato inutile,si sentiva debole ed incapace. Darlek era quasi morto perch\u00e9 non era riuscito nel suo agire. In s\u00e9 fu giudice cruento di tutte le colpe. Ma la sensazione peggiore era quella d&#8217;impotenza. Come immobile nel coro che striscia senza i suoi occhi,con le gambe arroccate e le catene di strazio che baciano le sue braccia. La sua fermezza era impossibilit\u00e0 di essere altrimenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Presto rinvenne nel suo presente. Dinanzi a lui c&#8217;era quello stesso corpo eroso,che gli trasmetteva sempre pi\u00f9 un&#8217;insaziabile e disarmante tristezza. Sent\u00ec rinascere,come dalla genesi di s\u00e9 stesso quella medesima sensazione. Incastonato tra cumuli rocciosi,respirando le polveri della propria inesistenza. Non pi\u00f9 debolezza,bens\u00ec un&#8217;essenza pienamente eterea. Arius non era,poich\u00e9 l&#8217;aria che non respirava,le melodie che non udiva,era come se non esistessero. Il suo animo nacque angosciato,subito sent\u00ec stringere la morsa del suo ventre. La sua volont\u00e0 di abbandonarsi ora non aveva pi\u00f9 senso. Era gi\u00e0 stato abbandonato dalla realt\u00e0. I suoi pensieri non ebbero il tempo di riverberarsi che grondante d&#8217;ira avvert\u00ec il profondo bisogno di agire,fare qualcosa. Rievocato dalla sua scostante visione,non poteva percepire la propria volont\u00e0,solo provarla. Quel fiume di lava che li discostava aveva sciolto le ultime rimanenze di quel fiorire di dubbi,tramarsi di spirito. Il suo impulso fu aggressivo e vorace di tutta la sua forza. Arius raccolse la spada poggiata al suo letto e la sollevo,portandosi di nuovo di fronte al corpo disteso di Darlek. Pose la spada in orizzontale,sollevata al di sopra del viso di Darlek. La sua paura arrogante si faceva sempre pi\u00f9 agguerrita,tanto che ogni alito di pensiero fu messo a tacere perch\u00e9 fuggisse dal terrore della sua impossibilit\u00e0 di agire. Non esisteva alcun modo di salvarlo,la sua fine era segnata e la sua rabbia non sarebbe servita a nulla. Ma il suo istinto permaneva eguale. Avrebbe fatto qualunque cosa per cambiare. La sua impotenza,la sua debolezza dovevano avere fine. Fece un altro passo in avanti,poi chin\u00f2 il capo,mantenendo sempre la lama in orizzontale,alzandola questa volta ad ostacolare il suo sguardo.<br>\n&#8211; Riscriver\u00f2 la mia anima nel tuo sangue\u2026 &#8211; sussurr\u00f2 lentamente. Parole che scorrevano limpide,dalla pura fonte dei suoi istinti. In quegli attimi,ci\u00f2 che avrebbe dovuto smuovere la sua misera condizione,l&#8217;avrebbe unicamente peggiorata. Ma le sue urla erano profonde,il suo corpo tremava per il pensiero di ci\u00f2 cui s&#8217;accingeva. Poche lacrime acidule furono mura della sua sofferenza,della sua tensione,le sue palpebre s&#8217;accasciarono per celarle. Trame cos\u00ec sensibili che presto sarebbero crollate in quel disegno irruvidito\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Reyzhard appariva stanco dal confronto con l&#8217;elementale. Aveva combattuto per oltre un&#8217;ora sotto gli sguardi divertiti di Ushar&#8217;al,mostrando tutta la sua abilit\u00e0. Tra fendenti e scatti si era affaticato.<br>\n&#8211; Beh,ferma il tuo coso,ho bisogno di una pausa. E&#8217; molto agile,al di l\u00e0 di quanto potessi pensare. \u2013 sorrise.<br>\n&#8211; Anche tu non sei stato male,Reyzhard. \u2013 rispose Ushar&#8217;al,richiamando il possente elementale. L&#8217;elfo aveva momentaneamente superato l&#8217;apparente nostalgia che abbarbicava la sua anima,ma un intrico di emozioni spiacevoli lo regalava ancora una volta al suo dissidio. Gli attimi di distrazione sarebbero finiti,e al termine di questi avrebbe dovuto fare i conti con il suo essere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli occhi di Ephsys trasparivano incomprensione e meraviglia. La visione di quel padre imponente,di quella regia maest\u00e0 era quanto mai incompleta di ragione e senno. Le sue parole erano fugate umilmente e senza comprensione,ma la vista del fratello destava timori reconditi. Fergus,allontanatosi da Reyzhard si avvicin\u00f2 ad Ephsys,immobilizzato dalla paura. Neve cadeva del suo candore sui manti di gelo,su quelle vite esuli. Fergus afferr\u00f2 il braccio sinistro del bambino,per poi sollevare la possente lama sotto gli occhi imprudenti di Reyzhard. Un silenzio invaso dal sibilare congiunse d&#8217;un tratto ferro e carne. Le loro labbra si mossero per cantare silenzio,mentre le loro anime,intrise nel gelo,calice del suo sangue,s&#8217;elevarono a tacere.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Arius<\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;aria era ebbra di gelo,un freddo pungente ed insidioso. La notte era parsa limpida e priva di nubi,ma in compenso un vento gelido spirava da nord. Ovunque per le navi andavano tremolii,talvolta brividi,ma egli si dibatteva nel suo agitato sudore,come dovesse liberarsi dalla costrizione di una prigionia. Un ibrido tra sogno e ricordi velava i suoi occhi,immersi in una veduta non propria,scostante. <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13116,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[20],"class_list":["post-3163","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-racconti","tag-scrittura","latest_post"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3163","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3163"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3163\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13115,"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3163\/revisions\/13115"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13116"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3163"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3163"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3163"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}