{"id":3076,"date":"2009-06-07T15:00:00","date_gmt":"2009-06-07T15:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.warlandia.it\/asp\/articoli.asp?action=mostra&#038;id=321"},"modified":"2019-12-13T11:37:18","modified_gmt":"2019-12-13T10:37:18","slug":"interrogatorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/2009\/06\/07\/interrogatorio\/","title":{"rendered":"Interrogatorio"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sandresh ebbe una visione offuscata della sua cella. La testa gli doleva e gli girava mentre le ombre innanzi ai suoi occhi pian piano scomparivano. Appena pens\u00f2 di riuscire a camminare, si alz\u00f2. Vi era una piccola ciotola a terra e pens\u00f2 dovesse essere la sua razione di cibo. La prese e si sedette sulla brandina. <\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"614\" src=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/libri-1024x614.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8873\" srcset=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/libri-1024x614.jpg 1024w, https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/libri-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/libri-768x461.jpg 768w, https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/libri.jpg 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le lenzuola erano sporche e mancava il cuscino :&lt;&lt; Non il massimo della comodit\u00e0&gt;&gt;, pens\u00f2 l&#8217;arcimago. Era isolato. La cella misurava circa 11 piedi in larghezza e in lunghezza. Era troppo stretta per uno abituato a vivere nel lusso. Sandresh tast\u00f2 le mura in granito freddo: dovevano essere spesse pi\u00f9 o meno 20 piedi. Tocc\u00f2 le fini insenature scavate dall&#8217;acqua nella pietra. Erano ghiacciate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br> Si avvicin\u00f2 alle sbarre. Si accorse subito che si trattava di magia. La sentiva nell&#8217;aria. Ma gi\u00e0 sapeva che non sarebbe riuscito ad eludere quell&#8217;incantesimo in cos\u00ec poco tempo. Si dette per vinto e si stava avviando al letto per meditare, quando una voce lo chiam\u00f2:<br> &lt;&lt; Sandresh!- ci fu una pausa, e poi ancora pi\u00f9 forte- Sandresh! Ti prego aiutami!&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>L&#8217;arcimago si guard\u00f2 intorno ma non riusc\u00ec a vedere nulla:&lt;&lt; Questo lurido posto mi gioca brutti scherzi alla mente&#8230;&gt; pens\u00f2. Ma improvvisamente sent\u00ec un fortissimo urlo frantumargli i timpani e poi il nulla pi\u00f9 assoluto. Cadde a terra, frastornato. Stava ansimando, quando una guardia fu attratta da quella scena. L&#8217;arcimago cap\u00ec bene che sarebbe stato meglio non parlare di quello che aveva appena udito. Si avvicin\u00f2, carponi all&#8217;estremit\u00e0 della prigione. La guardia fece aprire la cella magica e fece uscire il prigioniero. Lo prese a calci senza dire neanche una parola, indicandogli dove andare. Sandresh cap\u00ec che doveve seguire quella direzione, altrimenti quella spada si sarebbe presto macchiata del suo sangue. Non era in grado di affrontare uno scontro. Si trovava in uno stato di stanchezza che non avrebbe mai pensato di avere. Quella voce lo aveva sfinito.<br> Mentre rimuginava su quanto gli era accaduto, era arrivato dinnanzi ad una porta di legno chiusa con un catenaccio in ferro, dopo aver attraversato uno squallido corridoio completamente disadorno e a forma cilindrica. Era circondato da freddo granito. Quella visione lo turb\u00f2 molto.<br> La guardia apr\u00ec la porta e fece entrare Sandresh, sghignazzando. Lo lasci\u00f2 in quella stanza da solo, al buio completo. Inciampando, trov\u00f2 un tavolo ed una sedia. Cap\u00ec subito che in quella stanza sarebbe stato interrogato.<br> Si sedette.<br> Percepiva molta magia intorno a lui, ma non riusciva a capire da dove provenisse. Si rialz\u00f2. Non riusciva a stare fermo. Cammin\u00f2 in tondo per molto tempo. Volle accendere una fiaccola e pronunci\u00f2 un incantesimo in lingua elfica, ma scopr\u00ec che quella stanza era protetta da uno scudo magico. Ora cap\u00ec quell&#8217;abbattimento fisico e mentale che lo aveva completamente disorientato appena entrato in quella stanza, mentre stava riprendendosi dall&#8217;incontro con quella voce. Pass\u00f2 vicino ad una parete. Tutto quel freddo gli dava alla testa. Ma, camminando, si accorse che quella parete era pi\u00f9 calda delle altre, quasi come se fosse attraversata da linfa vitale:&lt;&lt; O Magia&#8230;.&gt;&gt; constat\u00f2 Sandresh, capendo che era osservato da qualcuno.<br> Sconcertato, si and\u00f2 a sedere.<br> Pass\u00f2 un&#8217;altra mezz&#8217;ora, ma per l&#8217;arcimago parve un&#8217;eternit\u00e0. Pens\u00f2 a Meriel. Si sentiva impotente. Lui, chiuso in una stanza ad aspettare qualcosa, qualcuno, mentre Meriel forse stava soffrendo le pi\u00f9 atroci pene. Pens\u00f2 a Boindur e a Beiel. Cosa stavano facendo? Egli non era a conoscenza che erano stati anche loro rapiti e trasportati in un luogo leggendario: Le gallerie segrete del Maelstrom.<br> Ma, mentre pensava a tutti i suoi cari, la porta venne violentemente aperta e ne entr\u00f2 un umano dall&#8217;aspetto altezzoso:<br> &lt;&lt; Ok caro, non sono qui per perdere tempo! Quindi sbrighiamoci, capito?! Io sono il generale Comand. E che sia ben chiaro, qui le domande le faccio io!&gt;&gt; esord\u00ec l&#8217;ufficiale mostrando i denti.<br> &lt;&lt; Dunque, cosa ci facevi in compagnia di quella sgualdrina!&gt;&gt;chiese Comand.<br> &lt;&lt; Quale sgualdrina? Non capisco di cosa stiate parlando!&gt;&gt; rispose Sandresh.<br> &lt;&lt; Non fare lo stupido sappiamo entrambi a chi mi sto riferendo!&gt;&gt; rispose il generale, sputandogli ai piedi.<br> &lt;&lt; Non davvero, l&#8217;unica donna con qui ho fatto amicizia su quella nave non era certo una sgualdrina!&gt;&gt; disse Sandresh, con fare risoluto.<br> &lt;&lt; Ehi bello, non giocare con il senso delle parole. Non sei nella situazione giusta per farlo. Allora, riformulo la frase: che cosa ci facevi con quella donna, porca Jaina!&gt;&gt;, imprec\u00f2 la guardia.<br> &lt;&lt; Avevo solo conosciuto una bella ragazza su una nave, nient&#8217;altro.&gt;&gt; disse con calma l&#8217;arcimago.<br> &lt;&lt; Ed invece no, mio carissimo bastardo! Sappiamo con estrema precisione che stavi complottando per lasciarla scappare con te! Ammettilo, verme infame!&gt;&gt; ringhi\u00f2 Comand.<br> &lt;&lt; E daccordo, avevo pensato di portarla con me. Ma al cuor non si comanda. Sono innamorato&#8230;&gt;&gt;. Con questa tattica Sandresh cercava di non lasciar trapelare informazioni sulla lora missione e sul futuro della ragazza.<br> &lt;&lt; Ma come siamo spiritosi! Non riesci a capire che sei in trappola?! Sappiamo tutto sul tuo conto. Dal primo giorno che sei nato a quando sei stato colpito su quella fottuta nave! Lo vuoi capire che sei spiato da quando ai rivolto parola a quella fattucchiera? E se proprio lo vuoi sapere, ti ha tradito stesso lei&#8230;&gt;&gt; Rise l&#8217;ufficiale.<br> A questo punto, Sandresh vide crollare il mondo. Non riusciva a credere che Meriel- proprio Meriel, la ragazza che amava dal primo momento che la vide- l&#8217;aveva tradito. Aveva detto loro tutto ci\u00f2 che sapeva. Non poteva pensare ad una cosa pi\u00f9 terribile.<br> &lt;&lt; Eh si mio caro&#8230; Proprio la tua cara Meriel ti ha tradito. La nostra miglior spia. Lei e il fratello stanno cercando di eliminare ogni possibile cospiratore, interno o esterno al regno. Tu, mio caro, sei fra questi e, ti faccio una confidenza: Brandalor e Shar\u00f2n non amano i cospiratori.&gt;&gt; E con questo, il generale Command si conged\u00f2 ridendo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br> Entr\u00f2 una guardia nella stanza che trasport\u00f2 Sandresh nella sua cella. Ma lui non se ne accorse neanche. Tutte le sue speranze, tutti i suoi sogni erano distrutti, disintegrati. Non voleva crederci, ma le parole di quel maledetto militare erano state chiarissime. Il suo cuore era stato pugnalato migliaia di volte. E lui non era sopravvissuto. Era in uno stato di catalessi.<br> Arrivato alla sua cella, venne gettato a terra. E li rimase per intere settimane, senza mangiare n\u00e8 bere.<br> Aveva deciso di mettere fine alle sue sofferenze, ma c&#8217;era qualcosa che continuava a tenerlo in vita, qualcosa di misterioso e di segreto, che Sanresh non riusciva a capire.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">The King<\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sandresh ebbe una visione offuscata della sua cella. La testa gli doleva e gli girava mentre le ombre innanzi ai suoi occhi pian piano scomparivano. Appena pens\u00f2 di riuscire a camminare, si alz\u00f2. Vi era una piccola ciotola a terra e pens\u00f2 dovesse essere la sua razione di cibo. 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