{"id":15029,"date":"2024-11-25T00:02:00","date_gmt":"2024-11-24T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/?p=15029"},"modified":"2024-12-11T08:35:09","modified_gmt":"2024-12-11T07:35:09","slug":"muro-dedera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/2024\/11\/25\/muro-dedera\/","title":{"rendered":"Muro d&#8217;edera"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Giornata contro la violenza sulle donne<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dedicato a Sara, Elena, Floriana, Giulia e tutte le sorelle uccise per mano di chi diceva di amarle<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/photo\/?fbid=7276453495755531&amp;set=a.522882011112747\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.facebook.com\/photo\/?fbid=7276453495755531&amp;set=a.522882011112747\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Di Maena Delrio<\/a><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"959\" src=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Maena-Delrio.jpg\" alt=\"Maena Delrio autrice di Donne di ginepro\" class=\"wp-image-15027\" srcset=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Maena-Delrio.jpg 960w, https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Maena-Delrio-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Maena-Delrio-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Maena-Delrio-768x767.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Maena Delrio autrice di Donne di ginepro<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla cima di una collina assolata, si ergeva Muro. Era una recinzione unica nel suo genere, dicevano discendesse dagli antichi Nuraghi. La sua figura lineare si poteva ammirare da lontano, nelle sfumature rosate che spiccavano sul grigio dei blocchi di granito di cui era costituita. Solida come poche, offriva riparo in inverno e frescura d\u2019 estate agli animali che vivevano tra i suoi anfratti. Piccole lucertole dalle code sottili s\u2019 intrufolavano nelle sue fessure, e lei le accoglieva con garbo. File interminabili di formiche operose solleticavano la superficie ruvida percorrendone le elaborate venature. E uccelli di ogni specie solevano fermarsi sulla sua cima alla sera, per ammirare con lei la bellezza del tramonto infuocato. Perfino le timide felci amavano l\u2019 umidit\u00e0 racchiusa tra le sue pietre dalla forma regolare e rassicurante<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per sua natura, Muro accoglieva ciascuno di loro con il garbo e la gentilezza del suo animo generoso. I muri, \u00e8 risaputo, offrono protezione, vengono al mondo per riparare e custodire. E lei non faceva eccezione. Eppure, nonostante il variegato microcosmo che rappresentava la sua vita e di cui lei era certamente la colonna portante, Muro percepiva un vuoto che non sapeva spiegare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era solo un timido seme, la prima volta che lo vide. Innocuo, le si pos\u00f2 accanto, e lei pens\u00f2 che avesse bisogno di protezione, come tutti. Cos\u00ec, la sua ombra lo riparava dal sole quando era troppo forte, le sue pietre lo schermavano dal vento di maestrale che infuriava su quelle colline in certe giornate d\u2019 inverno. Il seme cap\u00ec i sentimenti di Muro, parve ricambiare, mise radici. Il suo fusto sbuc\u00f2 dalla terra. E quanto era bello, nell\u2019 eleganza con cui si ergeva ritto e fiero al suo fianco! E quanto era fortunata, diceva Muro tra s\u00e9, ad averlo cos\u00ec vicino. Edera, questo era il suo nome. sapeva farla sentire bene, scacciava la sua solitudine. Edera amava starle addosso, e non si staccava mai dalla sua superficie, assaporandone ogni ruga come nessun altro aveva mai fatto. Edera si appoggiava a lei, la faceva sentire importante come mai era stata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per la prima volta, Muro si sent\u00ec protetta, custodita. Sottili radici aeree cominciarono a incunearsi tra le sue fenditure. E ogni tanto capitava che una briciola di malta precipitasse al suolo, ma che importava? In fondo, era il modo di Edera per dimostrare l\u2019amore, quel forte abbraccio. E lei era un muro, i muri non sono fatti per sentire il dolore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cominci\u00f2 un giorno di primavera, che il sole ancora era basso all\u2019 orizzonte e la campagna, avvolta nella penombra del crepuscolo, respirava piano il soffio della vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Sei cos\u00ec fredda, Muro. Se ti spostassi un poco, potrei scaldarmi le foglie con il tepore di quei raggi.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"576\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/mruro-edea-576x1024.jpg\" alt=\"Muro d'edera\" class=\"wp-image-15032\" style=\"width:576px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/mruro-edea-576x1024.jpg 576w, https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/mruro-edea-169x300.jpg 169w, https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/mruro-edea.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Muro d&#8217;edera<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Muro tent\u00f2 di controbattere: &#8211; Non puoi chiedermi qualcosa del genere. Per mia natura, non potrei accontentarti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per tutta risposta, Edera strinse pi\u00f9 forte i suoi tralci, e alcuni calcinacci rotolarono gi\u00f9, disperdendosi tra le pietre e la polvere. Se avesse potuto, Muro avrebbe urlato, sotto la morsa di quei rami che d\u2019 un tratto si mostravano crudeli e vendicativi. Ma lei era un muro. E i muri, ricord\u00f2, per loro natura sono fatti per sopportare in silenzio: pesi, responsabilit\u00e0, offese. Lo scroscio della pioggia e le lame affilate del ghiaccio. Lo schiaffo delle folate gelide di tramontana, l\u2019 aria bruciante dei pomeriggi d\u2019 agosto. Lamentarsi non era contemplato, nei suoi diritti. E in fondo, pens\u00f2, quel dolore lo meritava anche, perch\u00e9 era lei, con la sua sciocca limitazione, con la sua imperfezione genetica, a impedire a lui di essere felice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intanto Edera cresceva. Il tronco s\u2019 ingross\u00f2, i rami si fecero pi\u00f9 fitti, pesanti. Non c\u2019era pi\u00f9 spazio per gli animali, e perfino gli uccelli avevano smesso di posarsi, per via di quell\u2019 intrico soffocante di foglie e radici impossibile da penetrare, anche per la luce. Tra Edera e Muro s\u2019 era fatto un buio perenne, quel genere di ombra che incupisce chi ne \u00e8 affetto, che sa di muffa, di marcio, che avvelena l\u2019animo. E per la prima volta, Muro desider\u00f2 liberarsi di quell\u2019 abbraccio, sentire di nuovo il caldo del sole sul granito, la carezza del vento caldo di libeccio. Ma Edera era cresciuto e la sovrastata in altezza di due spanne. E ormai i suoi rami erano cos\u00ec estesi e s\u2019 incuneavano in lei come tentacoli, da farle dubitare della sua stessa solidit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Edera glielo aveva ripetuto tante volte \u2013 Non sei nulla senza di me. Se decidessi di andarmene, crolleresti. Non sei tu a sostenermi, ma io a tenere su quei quattro sassi che ti ritrovi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E a ripensarci, a Muro sembrava di non ricordare pi\u00f9 come fosse iniziata quella relazione, e se quello che affermava Edera corrispondesse al vero. Ma le bastava guardare in basso, sul cimitero di calcinacci che era diventata la sua vita, per capire che in fondo la pianta diceva la verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ciononostante, volle provare a chiedere aiuto, perch\u00e9 sotto tutta quella pressione capiva che prima o poi sarebbe crollata. Desiderava solo poter respirare, un\u2019 ultima volta. E l\u2019occasione si present\u00f2 quando Il Costruttore venne in visita da lei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si ricordava di quell\u2019 uomo, fin da quando era solo un ragazzo. Era stato lui, tempo addietro, a posare la prima pietra, quando ancora tutti i capelli erano scuri. Rammentava il tocco dei suoi palmi morbidi, il guizzo dei muscoli acerbi, tesi sotto il peso dei suoi massi. Molte lune si erano avvicendate dall\u2019 ultima volta che la sua mano si era posata su di lei, e riconobbe in quel tocco i palmi induriti da una vita di lavoro, la presa sicura che solo la saggezza dei gesti ripetuti pu\u00f2 trasmettere. Ebbe fiducia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019 uomo afferr\u00f2 un ramo di Edera e lo scosse. Muro intu\u00ec per la prima volta la paura di Edera e prese coraggio. Il lamento secco, simile al rumore di una crepa che si apre su un solaio, riemp\u00ec il silenzio di quel pomeriggio d\u2019 inizio inverno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Questa pianta va tagliata \u2013<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">sentenzi\u00f2 il Costruttore. Ma non and\u00f2 a prendere una scure, e neppure un paio di cesoie. E nemmeno un secchio di malta per riparare le fenditure tra i massi. D\u2019 altronde non aveva alcuna fretta, un muro era pur sempre un muro, poteva resistere un altro po\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E cos\u00ec, anche Muro si convinse che, in fondo, nemmeno Edera volesse davvero la sua distruzione. E si sent\u00ec sciocca perch\u00e9, di fatto, se fosse crollata, anche Edera sarebbe venuto gi\u00f9 con lei. Come poteva desiderare la sua morte, se dipendeva dal suo sostegno?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il giorno in cui Muro croll\u00f2, s\u2019 era in giugno. Nei giorni precedenti, la pioggia aveva bagnato la terra rendendola soffice e friabile, e il cielo era cos\u00ec terso quella mattina, che lo sguardo poteva estendersi per diverse miglia, tanto era nitida la visione che si presentava agli occhi di chi scrutava l\u2019orizzonte. Eppure, nessuno si accorse di quel muro che era caduto, perch\u00e9 per tutti Muro era gi\u00e0 scomparsa da tempo, annullata nella morsa di quella pianta che con il suo incessante lavoro di disgregazione era riuscita a separarla dal resto mondo, a renderla invisibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando Muro capitol\u00f2, nessuno ud\u00ec il rumore dei suoi sassi che rotolavano a valle. Il frinire delle cicale, intenso nella calura del primo giorno d\u2019 estate, sovrast\u00f2 ogni altro suono o rumore. Nemmeno Costruttore si accorse di nulla. Solo alla sera, nel passare accanto alle rovine, vide Edera ripiegato su se stesso, le radici divelte dalla terra come artigli che aggrappavano l\u2019 aria, agonizzante, nel tentativo di sopravvivere alla distruzione che egli stesso aveva provocato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E Muro?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019 attimo in cui aveva intuito la fine, poco prima di rovinare a terra, una strana calma si era impadronita di lei. Si era sentita libera. E nel volo, si era abbandonata a quel senso di pace profonda, suggellata dall\u2019 impatto con quel suolo che per tanto tempo aveva dominato. L\u2019 ultimo dolore, poi pi\u00f9 nulla. Per quanto Edera avesse progettato la sua sofferenza in tutti quegli anni, non avrebbe potuto pi\u00f9 scalfirla, nella morte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La terra, unica testimone del suo tormento, avrebbe ricoperto le sue spoglie come una madre. E in quella culla primordiale Muro avrebbe riposato. In eterno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi nell&#8217;occasione della Giornata contro la violenza sulle donne pubblichiamo un racconto di Maena Delrio, donna, mamma, scrittrice.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":15032,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","footnotes":""},"categories":[14],"tags":[101,102,16],"class_list":["post-15029","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news","tag-bastafemminicidi","tag-bastaviolenza","tag-evento","latest_post"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15029","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15029"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15029\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15036,"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15029\/revisions\/15036"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15032"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15029"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15029"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15029"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}