{"id":14213,"date":"2022-02-17T09:00:00","date_gmt":"2022-02-17T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/?p=14213"},"modified":"2022-08-26T16:31:01","modified_gmt":"2022-08-26T14:31:01","slug":"un-po-beat-e-un-po-no-jack-kerouac-e-rino-gaetano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/2022\/02\/17\/un-po-beat-e-un-po-no-jack-kerouac-e-rino-gaetano\/","title":{"rendered":"Un po&#8217; Beat e un po&#8217; no &#8211; Jack Kerouac e Rino Gaetano"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Premessa a <strong>Cecit\u00e0 <\/strong>di Jos\u00e8 Saramago<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cCos\u2019\u00e8 quella sensazione che si prova quando ci si allontana in macchina dalle persone e le si vede recedere nella pianura fino a diventare macchioline e disperdersi? \u00c8 il mondo troppo grande che ci sovrasta, \u00e8 l\u2019addio. Ma intanto ci si proietta in avanti verso una nuova folle avventura sotto il cielo.\u201d<\/em> (Sulla strada \u2013 1957)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho iniziato a leggere, da poco, <strong>Sulla strada<\/strong> di <strong>Jack Kerouac<\/strong>, un libro che travolge, la cui storia trasuda di irrequietezza e solitudine. Si corre tra le pagine e sulla strada, mentre intorno tutto scivola via, tutto si sfalda, tutto crolla, e si rimane a guardare la devastazione, incapaci di agire. Kerouac, o se vogliamo il suo <em>alter ego<\/em> letterario Sal Paradise, \u00e8 affamato, ha una fame insaziabile di vita e parte, senza sapere dove andare, senza sapere cosa fare. Parte insieme al suo amico Dean (nella realt\u00e0 <strong>Neal Cassady<\/strong>), che incarna tutta la decadente euforia di una generazione persa, che fugge da se stessa, per non ritrovarsi mai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-style-default\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/sulla_Strada-667x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14214\" width=\"334\" height=\"512\" srcset=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/sulla_Strada-667x1024.jpg 667w, https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/sulla_Strada-195x300.jpg 195w, https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/sulla_Strada.jpg 737w\" sizes=\"auto, (max-width: 334px) 100vw, 334px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Copertina dell&#8217;ultima edizione italiana di &#8216;Sulla strada&#8217;.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Talmente grande \u00e8 il senso di vuoto e spaesamento che pervade le pagine tormentate di questo libro, che ho avuto io stessa la necessit\u00e0 di scrivere, prima ancora di averlo finito di leggere. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi metto a correre insieme a Sal e Dean, figlia della strada anche io. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scrivo queste poche righe mentre la pioggia minaccia la notte, con la musica accesa, bassa bassa per non disturbare, ma con grande ritmo. Ascolto <strong>Rino Gaetano<\/strong>. Sono due giorni che non faccio altro che leggere Kerouac e ascoltare Rino Gaetano, e mi accorgo di come siano simili. Entrambi <strong>Beat<\/strong>. Il Beat di Rino \u00e8 in tutte le sue canzoni, cos\u00ec sofferte e amare, cos\u00ec irriverenti e sincere, cos\u00ec <em>essenzialmente<\/em> originali. Il Beat di Kerouac \u00e8 in tutte le sue parole, che scivolano una dietro l\u2019altra, senza tregua, e colpiscono il lettore come sassi. Fanno male, a volte. Fanno cos\u00ec male che si fa fatica a leggere. Eppure si va avanti e si conosce la vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche nelle canzoni di Rino Gaetano, dietro ai ritornelli facilmente orecchiabili, si nasconde il dolore di chi vede, di chi riesce a guardare oltre il velo delle convenienze e delle ipocrisie, ma proprio per questo rimane solo, incompreso, deriso ed escluso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><em>\"Ma ci ripenso per\u00f2\nMi guardo intorno per un po\u2019\nE mi accorgo che son solo\nIn fondo \u00e8 bella per\u00f2\nla mia guerra e io ci sto\" <\/em>\n(<strong>E io ci sto<\/strong> - 1980)<\/pre>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><em>\"Chi mi dice ti amo?\nSe togli il cane\nNon rimane che gente assurda\nCon le loro facili soluzioni<\/em> \"\n(<strong>Escluso il cane<\/strong> \u2013 1977)<\/pre>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><em>\"Mio fratello \u00e8 figlio unico\nSfruttato, represso, calpestato, odiato\nE ti amo Mario<\/em>\"\n(<strong>Mio fratello \u00e8 figlio unico<\/strong> \u2013 1976)<\/pre>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tante canzoni di Rino, si ritrova anche la strada (<em>Michele \u2018o pazzo \u00e8 pazzo davvero<\/em>; <em>E cantava le canzoni<\/em>; <em>Sombrero<\/em>; <em>Ma il cielo \u00e8 sempre pi\u00f9 blu<\/em>; <em>Ad esempio a me piace il sud<\/em>; <em>Met\u00e0 Africa, met\u00e0 Europa<\/em>), la strada della vita di chi non ce la fa e di chi \u00e8 abbandonato. Nella storia di un pazzo o di un migrante ritroviamo tutto lo sconforto dell\u2019incomprensione che ognuno di noi vive, almeno una volta nella vita. Le parole gridate al vento e i sogni delusi di <strong>Ti ti ti ti<\/strong> sono ugualmente un manifesto di disillusione, sono un canto disperato per orecchie che non vogliono sentire. Dopo pi\u00f9 di quarant\u2019anni \u00e8 cambiato poco o niente e, forse, \u00e8 sempre pi\u00f9 eterea la speranza che ci aspetta alla fine della strada, tra sguardi vuoti e pensieri assopiti, intorpiditi e stanchi.<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><em>\"A te che hai progettato un antifurto sicuro<\/em>\n<em>A te che lotti sempre contro il muro<\/em>\n<em>E quando la tua mente prende il volo<\/em>\n<em>Ti accorgi che sei rimasto solo<\/em>\"\n(<strong>Ti ti ti ti <\/strong>\u2013 1980)\n<\/pre>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La generazione Beat di Kerouac era spaesata, subito dopo la guerra, in un\u2019America immensa, che non poteva prendersi cura di tutti i suoi figli. Anche la generazione di Rino Gaetano era, in un certo senso Beat, perch\u00e9 il caos politico di un\u2019Italia frivola ed egoista risvegliava le piazze, c\u2019era rabbia e sogno di riscatto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa \u00e8 rimasto oggi di tutto questo? Che generazione \u00e8 la nostra? Non pi\u00f9 Beat, non pi\u00f9 ribelle, sicuramente smarrita e fragile, perfettamente inserita nell\u2019ingranaggio di una catena di montaggio infinita. \u00c8 una generazione annoiata, alienata, disperata e tradita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rino Gaetano, visionario e profeta, scriveva queste parole:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><em>\"Io scriver\u00f2 perch\u00e9 ho vissuto anche di espedienti<\/em>\n<em>Perch\u00e9 a volte ho mostrato anche i denti<\/em>\n<em>Perch\u00e9 non potevo vivere altrimenti.<\/em>\n<em>Io scriver\u00f2 sul mondo e sulle sue brutture<\/em>\n<em>Sulla mia immagine pubblica e sulle camere oscure<\/em>\n<em>Sul mio passato e sulle mie paure<\/em>\"\n(<strong>Io scriver\u00f2<\/strong> \u2013 1979)<\/pre>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con questi versi ha manifestato la sua incontenibile necessit\u00e0 di raccontare, nonostante tutto e tutti. Tra le figure che Rino Gaetano canta si cela l\u2019essere umano, nelle sue sembianze pi\u00f9 grottesche (<em>Hominem pagina nostra sapit<\/em> \u2013 le nostre pagine raccontano l\u2019uomo \u2013 diceva <strong>Marziale<\/strong>, che era un po\u2019 il poeta Beat nel crepuscolo dell\u2019impero romano).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Cosa avrebbe scritto Kerouac oggi<\/em>? Avrebbe fatto il suo viaggio? O sarebbe rimasto in trappola, seduto comodamente su un divano con un cellulare in mano e un orologio al polso?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Cosa avrebbe cantato Rino oggi<\/em>? Avrebbe trovato la forza per combattere da solo, in uno sforzo titanico, le ingiustizie e i soprusi? Oppure avrebbe scelto, magari, di rimanere in silenzio, senza pi\u00f9 parole per narrare lo scempio dei nostri giorni?<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/rino-gaetano-01-archivio_MGZOOM.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14215\" width=\"249\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/rino-gaetano-01-archivio_MGZOOM.jpg 498w, https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/rino-gaetano-01-archivio_MGZOOM-219x300.jpg 219w\" sizes=\"auto, (max-width: 249px) 100vw, 249px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rino Gaetano.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dov\u2019\u00e8 finito il <strong>pensiero Beat<\/strong> che risveglia le coscienze con il suo ritmo martellante?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non so dire se nel futuro ci sar\u00e0 ancora qualcuno in grado di vedere il disfacimento della societ\u00e0 umana. Forse non ci si accorger\u00e0 pi\u00f9 nemmeno dell\u2019ombra buia che sta scendendo su di noi, la accoglieremo felici e inconsapevoli e, presto, finiremo tutti per essere ciechi, scambiando l\u2019oscurit\u00e0 per una bianca luce abbagliante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">&#8230;<em>To be continued<\/em>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2013 Premessa a Cecit\u00e0 di Jos\u00e8 Saramago \u201cCos\u2019\u00e8 quella sensazione che si prova quando ci si allontana in macchina dalle persone e le si vede recedere nella pianura fino a diventare macchioline e disperdersi? \u00c8 il mondo troppo grande che ci sovrasta, \u00e8 l\u2019addio. 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