{"id":14128,"date":"2021-12-30T15:00:00","date_gmt":"2021-12-30T14:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/?p=14128"},"modified":"2022-01-04T10:38:19","modified_gmt":"2022-01-04T09:38:19","slug":"recensione-di-american-gods","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/2021\/12\/30\/recensione-di-american-gods\/","title":{"rendered":"Recensione di AMERICAN GODS"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c<em>Non erano gli unici visitatori. Chi avesse percorso i sentieri quel giorno avrebbe forse notato persone che sembravano divi del cinema, altre che sembravano alieni, e altre ancora che sembravano soprattutto un\u2019idea di persone, niente affatto persone reali. Li avrebbe potuti vedere, certo, ma pi\u00f9 probabilmente non li avrebbe notati per niente.<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"407\" height=\"614\" src=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/American-Gods-3-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-14131\" srcset=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/American-Gods-3-1.png 407w, https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/American-Gods-3-1-199x300.png 199w\" sizes=\"auto, (max-width: 407px) 100vw, 407px\" \/><figcaption>Copertina della prima edizione inglese.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Neil Gaiman scrive pagine di epica dei nostri giorni. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo essermi gi\u00e0 persa tra gli intrighi e i misteri di <strong>Sandman<\/strong> e dopo aver viaggiato al fianco di Crowley e Aziraphale in <strong>Good Omens (<\/strong>un capolavoro!), qualche tempo fa mi sono trovata davanti <strong>American Gods<\/strong>, in modo del tutto inaspettato. Era nello scaffale della libreria, con una copertina attraente, posizionato accanto a <strong>Sulla strada<\/strong> di Kerouac, un altro libro che avrei voluto leggere da sempre. Scelta difficile. In entrambi c\u2019\u00e8 una strada e l\u2019America a fare da sfondo, due libri affini. La sorte ha voluto che prendessi <strong>American Gods<\/strong> ed \u00e8 stato un viaggio travolgente e sofferto, che mi ha fatto crescere e mi ha insegnato a vedere dietro le quinte, oltre il velo che avvolge l\u2019apparenza delle cose.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Descrivere la trama di <strong>American Gods<\/strong> in modo completo credo sia un\u2019impresa ardua e di difficile riuscita; mi limito, quindi, a raccontare in poche parole la traccia lungo cui tutte le vicende del libro si intrecciano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Shadow \u00e8 il protagonista della storia, un uomo qualunque, con la passione dei giochi di prestigio. \u00c8 appena uscito di galera, ma la genuinit\u00e0 dei suoi gesti e la profondit\u00e0 dei suoi pensieri non lo fanno certamente sembrare un criminale, quanto piuttosto una vittima pronta per essere sacrificata. La sacralit\u00e0 della storia, quindi, in modo velato, inizia a farsi sentire da subito, quando ancora non ci sono n\u00e9 dei n\u00e9 fantasmi, solo il presentimento della tempesta che sta per scoppiare. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uscito di galera, Shadow scopre che la moglie Laura \u00e8 morta e che nulla della vita precedente \u00e8 rimasto, se non un ricordo sbiadito e amaro, pieno di rimpianto. Shadow incarna la frammentazione dell\u2019uomo moderno, fatto a pezzi da se stesso e, da subito, il protagonista non \u00e8 l\u2019eroe forte, ma l\u2019anello debole di una catena di eventi, che, per\u00f2, senza di lui non potrebbe reggere. Si lascia vivere da ci\u00f2 che gli capita attorno e recita la sua vita come potrebbe fare un attore di un film, con sentimento, ma senza un effettivo coinvolgimento, da estraneo. Non sembra provare interesse per nulla, se non per i trucchi di magia, alla cui illusione affida tutte le sue speranze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 in questa atmosfera ovattata, in cui sembra di essere intrappolati in un limbo, che compare Wednesday, personaggio invadente e misterioso che, lentamente, nella storia inizia a definirsi. Il lettore affronta (e accetta) la presenza di Wednesday allo stesso modo di Shadow, con riluttanza e fascinazione. Ci si chiede chi sia e cosa voglia e, inconsciamente, si diventa consapevoli di chi si ha davanti, esattamente come accade a Shadow. Neil Gaiman, che \u00e8 un profondo conoscitore dei miti, in realt\u00e0, sparge indizi con abilit\u00e0 e sapienza magistrale sin dall\u2019inizio, ma un occhio poco allenato ha bisogno di tempo per rendersene conto. Wednesday non \u00e8 altro che Odino, il padre di tutti gli dei, o meglio, l\u2019immagine che in America \u00e8 rimasta di colui che era il padre degli dei, negli antichi popoli nordici, da cui il suo culto \u00e8 nato. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"401\" src=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/odin-wotan_2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14136\" srcset=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/odin-wotan_2.jpg 300w, https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/odin-wotan_2-224x300.jpg 224w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption>Odino, il padre degli dei.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Wednesday assume Shadow, persuadendolo a lavorare per lui e il viaggio lungo le strade d\u2019America comincia. Una grande carrellata di personaggi fa la sua non irrilevante comparsa: il lepricauno irlandese Mad Sweeney, lo slavo Chernobog, insieme alle tre Zarja (Utrennjaja, figlia del mattino; Vechernjaja, figlia della sera; e la delicata Polunochnaja, figlia della notte), gli dei egizi Ibis, Anubi (piccoli imprenditori in un\u2019agenzia funebre a conduzione familiare a Cairo, citt\u00e0 dell\u2019Illinois) e la felina Bast, la divinit\u00e0 della primavera Easter, la dea Kal\u00ec, la leggenda Wiskey-Jack (Wisakedjak nella mitologia dei nativi americani) e tanti altri. Una miriade di tessere in un puzzle variopinto, tutte in disordine.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/dea-egizia-BAST.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14140\" width=\"281\" height=\"314\" srcset=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/dea-egizia-BAST.jpg 448w, https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/dea-egizia-BAST-269x300.jpg 269w\" sizes=\"auto, (max-width: 281px) 100vw, 281px\" \/><figcaption>Statua della dea egizia Bast.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"397\" height=\"320\" src=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Polunochnaja_Zarja-e1640722508372.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14139\" srcset=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Polunochnaja_Zarja-e1640722508372.jpg 397w, https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Polunochnaja_Zarja-e1640722508372-300x242.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 397px) 100vw, 397px\" \/><figcaption>Erika Kaar in Polunochnaja Zarja nella serie American Gods.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"521\" height=\"400\" src=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Wisakedjak.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14138\" srcset=\"https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Wisakedjak.jpg 521w, https:\/\/www.warlandia.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Wisakedjak-300x230.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 521px) 100vw, 521px\" \/><figcaption>Raffigurazione di Wisakedjak e la luna. <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Wednesday vuole reclutare i vecchi dei, risvegliare in loro un sentimento di rivalsa e potere, per annientare le nuove divinit\u00e0 emergenti e tornare ad affermare il loro controllo sulla vita degli uomini. C\u2019\u00e8 chi \u00e8 d\u2019accordo e chi no. Anche il lettore, col passare delle pagine, finisce per schierarsi al fianco di Wednesday, che appare come un leader forte, il capo, la guida senza cui tutto \u00e8 perso, ma percepisce l\u2019inutilit\u00e0 dell\u2019impresa. Come si possono uccidere i nuovi dei? In ogni caso, un secondo dopo la battaglia finale, pur ammettendo una loro sconfitta, saranno nuovamente evocati dai desideri degli uomini e tutto ripartir\u00e0 da capo. Le divinit\u00e0 antiche, invece, saranno inevitabilmente destinate ad essere dimenticate. Prima o poi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo svolgersi delle trattative nella storia non \u00e8 altro che una lunga partita a scacchi, in cui le pedine sono mosse senza regole da un architetto spietato e senza scrupoli. E nonostante la sensazione di venire raggirati, la partita \u00e8 troppo importante per non essere giocata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Shadow capisce a poco a poco che c\u2019\u00e8 una guerra in atto, tra il vecchio e il nuovo. I vecchi dei stanno svanendo, sono poco pi\u00f9 che ombre, ridotti a grottesche macchiette, che fanno sorridere e che, il pi\u00f9 delle volte, non incutono timore. Nessuno consuma pi\u00f9 sacrifici per loro e questo li rende deboli, fragili, sbiaditi. Dall\u2019altro lato, invece, si affacciano le divinit\u00e0 nuove, alle quali la gente dedica offerte e consacra tutto il suo tempo, alle quali vengono affidate aspettative e sogni. Questo le rende spavalde e forti, ma allo stesso tempo effimere, perch\u00e9 basta un nulla, un frammento di secondo, per dimenticarle. I nuovi dei nascono e muoiono nel giro di qualche anno, scavalcati da dei ancora pi\u00f9 nuovi e arroganti, ma superflui come gli slogan di un cartellone pubblicitario, che ci infastidisce, volgare nella sua sfarzosit\u00e0, ma che subdolamente plasma i nostri desideri pi\u00f9 profondi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il viaggio di Shadow e Wednesday \u00e8 un viaggio di reclutamento di vecchi dei per combattere i nuovi (guidati da un oscuro signor World e tra le fila del cui esercito spiccano gli dei della Tv, della tecnologia, delle macchine\u2026 e oggi aggiungeremmo anche quelli dei social network, destinati a soccombere presto in una lotta fratricida) e l\u2019America \u00e8 il palcoscenico ideale su cui combattere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Divinit\u00e0, simboli, spiriti e riti continuano ad essere, anche oggi, quello che sono sempre stati, evocazioni di sogni e paure. E il sogno americano altro non \u00e8 che la proiezione di speranze e desideri di chi \u00e8 partito abbandonando tutto, portandosi dietro soltanto il preziosissimo bene immateriale del ricordo e della tradizione, destinato prima o poi a smarrirsi nelle pieghe del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le schiere di dei, a combattere nel campo di battaglia, ci siamo anche noi, miseri umani, pronti a dimenticare, ad annientare quella parte nascosta, irrequieta e oscura della nostra anima, che gli antichi miti tenevano a bada con superstizioni e nenie, e che oggi, invece, \u00e8 alimentata dal vuoto dei tempi moderni. Ci tappiamo gli occhi, facendo finta che non esista pi\u00f9, ingozzandoci di immagini, suoni, like e comunit\u00e0 virtuali, pur di non fare i conti con la solitudine della nostra coscienza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Shadow diventa l\u2019arma vincente di Wednesday. Il pedone capace di fare scacco matto. \u00c8 un uomo grande e grosso, uscito dal nulla, che sembra trovarsi sempre nel posto giusto al momento giusto, di poche parole e concreto nelle azioni; piace a tutti. Buoni e cattivi. Diventa il tesoro da proteggere per i vecchi dei e il bottino da saccheggiare per i nuovi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Wednesday decide, quindi, dopo aver fatto smuovere un po\u2019 le acque, di nascondere Shadow, prima nella citt\u00e0 di Cairo, in compagnia dei signori Ibis e Jacquel e poi nella <em>bella e pacifica cittadina <\/em>di Lakeside, con il falso nome di Mike Ainsel. Questa parte della storia \u00e8 dominata da una calma surreale, costellata di incontri. Sicuramente degno di nota \u00e8 l\u2019incontro di Shadow con Sam, una ragazza che fa l\u2019autostop, e con cui condivider\u00e0 confidenze, racconti e una parte di viaggio e che torner\u00e0 nella storia dopo qualche capitolo, regalando a chi legge, un appassionato <em>Credo<\/em>, nelle cose reali e in quelle che non lo sono <em>e in tutte le cose che nessuno sa se sono reali o no<\/em>. Sam crede in modo incondizionato. Senza pregiudizi, n\u00e9 convenzioni. Sam crede a modo suo e sa perfettamente che ci\u00f2 in cui crede non pu\u00f2 che esistere da qualche parte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parentesi di Lakeside non rimarr\u00e0 una parentesi. L\u2019accoglienza esagerata che viene rivolta a Shadow e la serenit\u00e0 dei cittadini \u00e8 spiazzante. L\u2019incanto, per\u00f2, si rompe bruscamente quando scompare una ragazzina, Alison McGovern, e Shadow viene a scoprire che ogni anno a Lakeside, negli ultimi anni, \u00e8 sempre scomparso un bambino e nessuno sembra dare peso a questa coincidenza. Shadow risolver\u00e0 il mistero alla fine del libro, svelando una verit\u00e0 grottesca e macabra, difficile quasi da accettare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da Lakeside, Shadow se ne andr\u00e0 sconfitto, dopo essere finito in carcere e dopo aver assistito in diretta alla morte di Wednesday, trasmessa violentemente in televisione. La morte del padre degli dei \u00e8 un evento catastrofico. Shadow evade di prigione e, dopo aver recuperato il corpo di Odino, decide volontariamente di svolgere la veglia funebre e rimanere per nove giorni e nove notti legato a un albero di frassino, nudo, senza cibo n\u00e9 acqua. Quello che si compie \u00e8 uno spietato rito di passaggio tra vita e morte, tra ingenuit\u00e0 e conoscenza. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mito di Odino si confonde e mescola con la storia di Shadow. Sull\u2019albero si svolge un sacrificio, il sacrificio del figlio per il padre, il sacrificio di un dio che \u00e8 padre e figlio allo stesso tempo, un dio che \u00e8 salvatore e tiranno insieme, un dio che \u00e8 morto, ma \u00e8 pronto a risorgere. I capitoli 15 e 16 sono una sequenza di allucinazioni e fantasmi, in cui Shadow diventa davvero vivo, solo nel momento in cui annienta se stesso e conosce, comprende tutto ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 da sapere. Dopo la veglia ci troviamo davanti uno Shadow cresciuto, il cui sguardo \u00e8 saggio, i cui occhi sono in grado di vedere oltre l\u2019apparenza, non pi\u00f9 soltanto un uomo, ma il figlio di un dio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il libro termina con la battaglia finale, spiazzando tutti, con un epilogo disarmante. Non dir\u00f2 nulla sulla conclusione, se non che \u00e8 il degno finale di un racconto di dei, in cui tutto avviene in base a un capriccio sciocco e irrazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>American Gods<\/strong> \u00e8 un libro che scava, che esplora tra le radici degli archetipi su cui l\u2019uomo da sempre costruisce narrazioni e racconti. Se questo libro fosse scritto in versi non sarebbe cos\u00ec diverso dall\u2019Iliade e dall\u2019Odissea. Di diverso troveremmo soltanto i nomi. Le divinit\u00e0 sarebbero, di fatto, sempre le stesse. Niente di pi\u00f9 che evocazioni potenti della fantasia degli uomini, che, capitati per caso su questa terra, da migliaia di anni provano a spiegarsi il perch\u00e9 della grande messa in scena, a cui prendono parte soltanto per un barlume di esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;<em>Every hour wounds. The last one kills.&#8221;<\/em> &#8211; Capitolo 3, American Gods.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNon erano gli unici visitatori. Chi avesse percorso i sentieri quel giorno avrebbe forse notato persone che sembravano divi del cinema, altre che sembravano alieni, e altre ancora che sembravano soprattutto un\u2019idea di persone, niente affatto persone reali. 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