Recensione: Le due leggende di Chiara Floridia ed Elisa Migliorelli

Il primissimo romanzo delle giovani Chiara Floridia ed Elisa Migliorelli si intitola Le due Leggende ed è edito da ELPIS.

 

Il romanzo è scritto a quattro mani e devo ammettere che non si capisce quando a scrivere  è una delle due autrici o l’altra. Dovrò chiedere loro di spiegarci la tecnica usata per realizzare il romanzo insieme.

 

I personaggi sono quattro e sono due giovani uomini e due giovani donne: Enan, Kei, Enya e Luce. All’inizio ognuno conduce una propria esistenza, ma presto si formano due coppie uomo-donna e ciascuno si muove verso un proprio obiettivo.

 

Enan è un avventuriero che segue le tracce del nonno alla ricerca dell’ultimo drago bianco sulla cima del Picco Gelato. Suo nonno gli consegna uno spadone a due mani e un libro da lui redatto sui draghi scritto di suo pugno. Manca solo una pagina, quella del drago bianco. Enan si prende carico del desiderio del nonno e parte per l’avventura.

 

Kei è un guerriero asiatico che si dirige verso il Picco Gelato in modo del tutto indipendente e alla ricerca di qualcosa che verrà svelato soltanto a tre quarti del libro. E’ un solitario, schivo e riservato preferisce viaggiare da solo.

 

Enya è una ragazza dall’aspetto molto strano. I suoi capelli rossi del colore del sangue rappreso la rendono agli occhi degli altri una creatura da evitare. In realtà è una giovane donna buona e sensibile. La sua diversità la porterà a fuggire dalla sua terra e il caso le farà incontrare e seguire nel suo viaggio, il bravo Enan.

 

Luce è un piccoletta con una grande passione per l’avventura. Ama cacciare con il suo arco con il quale è bravissima e sogna di cambiare vita. I suoi genitori adottivi la lasciano partire con Kei quando capiscono che soltanto così la ragazza sarà felice.

 

Le storie si intrecciano e vengono raccontate da quattro diversi punti di vista. La narrazione avviene a turno e alcune parti della storia vengono vissute dal lettore da diversi punti di vista.

 

La coppia formata da Enan ed Enya ha un che di dolce. C’è subito molta chiarezza e complicità fra i ragazzi che viaggiano insieme verso il Piccol Gelato per un preciso scopo: quello di trovare una creatura antica e mitica dal nome di Drago Bianco. Enya porta con sé una piccola fata dei boschi dal nome Lynn. Le creature come lei non sono, di norma, molto avvezze a condividere la loro vita con gli umani, eppure, la piccola fata è in perfetta sintonia mentale con Enya. Dopo qualche tempo diventerà anche molto unita ad Enan.

 

L’altra coppia, formata da Kei e Luce è diversa. I due sono molto competitivi e spesso si scontrano, anche se di fronte a pericoli reali si alleano ben presto e diventano fatali. Kei è asiatico e ha una spada speciale che usa con maestria, Luce è una tiratrice con l’arco molto abile e diventerà una preziosissima alleata di Key durante le battaglie. La sua arma le permette di colpire a distanza e spesso sarà in grado di ribaltare le sorti di un combattimento contro creature oscure. Kei è alla ricerca di un minerale unico al mondo con il quale vengono forgiate le armi del suo popolo. Anche la loro destinazione è casualmente il Picco Gelato.

 

I quattro si incontrano sulla montagna e qui devono prima superare la diffidenza e poi allearsi molto in fretta contro un nemico più forte.

 

E’ proprio in questi ultimi capitoli che l’avventura prende forma e i combattimenti prendono la scena.

Anteprima: L’artiglio d’argento – Il viaggio dell’apprendista

Ecco a voi il comunicato stampa della BIBLION EDIZIONI sul nuovo romanzo fantasy dell’ing. Alida Bruni. Sarà che sono anche io un ingegnere fantasy…mi ha incuriosito. Ecco l’info completa….quando potrò arriverà anche la recensione del libro che la casa editrice mi ha gentilmente inviato.

Biblion edizioni approda al genere fantasy e lo fa con una storia mirabolante, L’Artiglio d’Argento. Il viaggio dell’apprendista: in questo volume, l’autrice ci racconta una storia affascinante, nella quale un’incredibile serie di creature fantastiche quali elfi, nani, halfing, uomini-lucertola, demoni, maghi, vengono magistralmente inseriti nel ritmo incalzante del racconto, mediante una rocambolesca concatenazione di avventure che, nel loro insieme, contribuiscono alla formazione di Elian Senzacognome, la mezz’elfa protagonista, e al compimento del suo eroico e illustre destino.

 

La giovane Elian, dopo aver abbandonato il suo regno per partire alla ricerca del padre, il leggendario elfo scuro Lesdht-Lahd Silverclaw, si ritrova a fare da apprendista presso Abel, il vecchio incantatore di Elbunden. Tuttavia, una serie di eventi imprevisti la porterà a intraprendere un viaggio verso una «grande e gloriosa impresa», accompagnata da singolari ed eccentrici compagni. Così inizia il viaggio dell’apprendista attraverso luoghi misteriosi ed esperienze pericolose, che le permetteranno di entrare finalmente in contatto con le sue celate doti magiche.

 

«Sei libera, adesso, da ogni debito e da ogni imposizione. Il mio sapere non ti basta più, il tuo spirito di avventura è più forte dei rudimenti che potrei impartirti. Un giorno sarai un mago e ricorderai i pochi precetti che ti ho concesso come il più grande dei miei doni. Per ora accontentati delle armi che ti ho fatto forgiare, perché quelle saranno la tua unica garanzia di sopravvivenza. Per quanto non completamente, ho assolto il mio compito e ti ho resa ciò che sei».

 

Alida Bruni, dopo la laurea in ingegneria, ha operato a Edolo presso l’Università della Montagna, ma ha sempre nutrito una forte passione per la narrativa e in particolar modo per le storie fantastiche. Proprio da questo grande interesse nasce L’artiglio d’argento, un’opera dal ritmo incalzante in cui traspare tutta la personalità dell’autrice e il suo entusiasmo verso il genere fantasy e le creature che lo popolano.

 

BIBLION EDIZIONI srl – 20123 Milano – Corso Magenta 85
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Lucca Comics and Games 2016 anteprime

Ciao a tutti,

Licia Troisi - La saga del dominio - Le lame di Myra
Licia Troisi – La saga del dominio – Le lame di Myra

anche quest’anno al Lucca Comics and Games 2016 saranno presentate novità dal mondo dei fumetti, libri, giochi e simili! Fra i tantissimi ospiti ci saranno Licia Troisi, Paolo Barbieri, Stefano Benni, Terry Brooks, Cristina D’Avena e molti altri da ogni parte del mondo.

Volevo fare due segnalazioni in merito: la prima è piuttosto ovvia ed è la presentazione della nuova trilogia di Licia Troisi dal titolo La saga del dominio – Le lame di Myra (volume 1).

Il nuovo romanzo, primo fra tre, ha la copertina di Corrado Vanelli e verrà presentato il 30 ottobre 2016 alle 11.00 presso il Teatro del Giglio. Il lavoro è stato, come sempre, sorretto e coordinato da Sandrone Dazieri. Siamo sicuri che sarà un successone come la maggior parte dei romanzi della bravissima Licia Troisi che ci ha abituato ai suoi personaggi femminili forti, alla sua narrazione emotiva rapida e coinvolgente.

Aspettiamo di poterlo leggere!!!!!

 

 

 

Ma la notizia che mi premeva dare più di altre è che alla bellissima manifestazione culturale del Lucca Comics and Games 2016 ci sarà anche la presentazione del secondo volume di un’altra saga, scritto da una nostra amica che spero di stupire con questo breve articolo nato per lei.

il-richiamo-delle-svalbard

Si tratta del nuovo romanzo di Chiara Panzuti dal titolo La lettrice – Il richiamo delle Svalbard che da seguito al primo volume La lettrice – Lo spirito dei ghiacci da me recensito da pochissimo.

Non ho ancora molte informazioni sul romanzo di Chiara, ma sono sicuro che sarà bello come il precedente. Non vedo l’ora che venga presentato e, successivamente, che io possa riceverlo per leggerlo e raccontarvelo a modo mio!

Buon divertimento a tutti!

La lettrice – Lo spirito dei ghiacci di Chiara Panzuti – recensione

Ho finalmente terminato la lettura del secondo romanzo di Chiara Panzuti dal titolo La lettrice – Lo spirito dei ghiacci. Mi è piaciuto davvero moltissimo. Un grazie enorme alla carissima Chiara che mi ha inviato il libro con una bella dedica. Quando l’ho ricevuto mi è venuto istintivo sfogliarlo e andare a vedere le ultime pagine per scovare i ringraziamenti e, anche in quelli, Chiara mi ha sorpreso per la sua delicatezza e per la scelta di dire grazie a tutti senza fare un solo nome.

 

Trama

 

Il romanzo inizia con La Leggenda di Lijuta e dello Spirito dei ghiacci. In essa si narra la storia d’amore fra una donna mortale e uno spirito immortalei. Le regole della natura erano contro quel legame, ma contro ogni aspettativa la  giovane donna si allontanò dal suo mondo, dagli uomini per unirsi a lui.

Dopo qualche tempo, però, tutto cambiò. La donna non trovava pace e il loro rapporto da dolcissimo si tramutò in qualcosa di perverso e osceno.

Lo spirito catturò una fenice dalla quale prese cinque piume che riunì in un ventaglio magico. Con quello, le promise, l’avrebbe legata per sempre a sé contro le stesse regole della natura.

Quando lui le consegnò il ventaglio lei lo prese lo strappò, senza odio né rancore, e divise quattro piume, la quinta la portò al cuore. Lo spirito non capì il gesto e trasformò il suo amore in odio distruttivo.

Punì la donna che aveva amato arrecandole atroci sofferenze durante il sonno. Trasformò le piume e le rese desiderabili dagli uomini per soddisfare la loro brama di potere. Diede loro il potere di alterare la natura degli uomini trasformandoli in animali fortissimi, ma senza anima.

Il suo odio non terminò neanche con la morte di Lijuta. Continuò a vivere nella discendenza della donna che perseguitò nei sogni.

 

Alcuni uomini a conoscenza della leggenda seguirono una via a metà fra la scienza e la magia per creare gli uomini animale mescolando il loro DNA con quello di animali e permettendo loro di trasformarsi in animali. Queste persone vennero chiamate Mutaforma. Al loro fianco vennero posti in una simbiosi perfetta i Lettori. Si tratta di persone in grado di entrare in comunicazione mentale con i mutaforma e di mantenere il contatto per evitare che la creatura perdesse la propria identità umana.

 

Soltanto una donna e tre piccoli mutaforma fuggirono e divennero ribelli. Anna, diretta discendente di Lijuta, è la Profeta, colei che ha le visioni legate alle piume e che subisce l’ira dello spirito. I mutaforma sono Anjia – donna falco, Ivan – uomo lupo e Andrej che non ha mai mutato forma. In aggiunta al gruppo c’è un cane che è un mutaforma che non torna mai in forma umana.

 

Rebecca è una lettrice ed è anche molto brava. E’ un soldato molto ben addestrato, sa combattere, ma è una persona molto fragile a causa del suo passato. L’Organizzazione che crea i mutaforma e li controlla è alla ricerca di creature perfette che servano ai propri scopi di potere. Tutti i mutaforma imperfetti vengono uccisi in quanto scarti.

 

Rebecca verrà separata dal suo mutaforma Nikolai per scelta di Anton e Stefan, a capo dell’Organizzazione, allo scopo di infiltrarsi fra i ribelli e combattere al loro fianco per rubare tutte le piume e ricomporre il ventaglio. Lei dura e ostinata, chiusa ad ogni rapporto emotivo e fisico troverà non un gruppo di militari pronti a tutto, ma una vera famiglia che l’accoglierà anche nel dubbio e le aprirà il cuore.

 

Il romanzo si fonda su una singola frase dell’autrice: “Credi in quel che senti, mai in ciò che vedi” – nulla è come sembra neanche a noi stessi. La verità è da scoprire. Ognuno avrà un ruolo determinante all’interno della storia, ma non sa precisamente quale.

Rebecca cambierà e si troverà di fronte alla scelta di rimanere fedele all’organizzazione o unirsi definitivamente alla sua famiglia.

 

Le cinque piume sono consegnate a cinque creature di cui solo quattro prive di volontà e legate in modo perenne allo Spirito. La quinta è Ari detto la Volontà. Egli vive un proprio percorso indipendente e lotta contro lo Spirito per non soccombere.

 

La lotta emotiva di Rebecca con se stessa è il filo conduttore di tutto il romanzo. L’autrice è bravissima a rendere il senso di fatica e la difficoltà di rompere gli schemi vissuto dalla ragazza. Lei così chiusa si troverà a dubitare, a temere di dover chiudere la sua missione. Il suo dolore è enorme. La sua amicizia con il gruppo diventa reale e le sue bugie le pesano come macigni.

 

Il romanzo è fra il fantascientifico e l’avventura. La scelta di ambientare la storia in Russia è perfetta. Spie, complotti, amori impossibili, amicizia ed energia sono gli ingredienti di una ottima ricetta usata da Chiara Panzuti per realizzare il suo primo volume della trilogia.

 

L’idea di chiamare LETTORI le persone con doti di forte empatia e telepatia mi è molto piaciuta. Immagino possa essere legata alla passione dell’autrice per i libri.

 

E’ un romanzo molto ben scritto e coinvolgente che mi sento di consigliare a tutti gli appassionati del genero fantastico. Il solito tocco di femminilità e la forza espressiva di una giovanissima autrice piena di entusiasmo lo rendono unico.

Warlandia 15 anni insieme

Gli anni passano mia piccola Warlandia e tu diventi grande!

war2-2016Oggi sono 15 anni dal primo progetto…un ragazza, ecco sei diventata!

Ogni anno il 5 settembre festeggiamo perché fu il giorno in cui pubblicai la mia edizione più bella di tanti anni fa…il progetto era precedente…del 2001 per l’appunto, ma quando fui soddisfatto di aver realizzato un sito con contenuti interessanti, un sistema per iscriversi e fare il login, un forum per discutere, una mini chat e molte altre cose, fui davvero soddisfatto. Da allora il tuo compleanno è il 5 settembre.

Chi mi segue da poco dirà che tutte queste cose sono sparite nelle ultime versioni del sito, che i contenuti sono cambiati e che l’evoluzione è totalmente diversa dall’originale. E’ vero, ma come sono cambiato io, così è cambiata Warlandia.it

Il mio codice ASP 3.0 è cambiato mille volte. Oggi uso un semplice WORDPRESS per non doveri occupare persino della grafica del sito, dei CSS, della programmazione di ogni dettaglio e per avere la mente libera di scrivere solo contenuti.

In origine avevo realizzato un sito che parlava di Warcraft Orcs and Humans che addirittura esiste ancora su:

http://digilander.libero.it/warlandia/html/warlandia/home.htm

In seguito, sempre guidato dallo spirito Warcraft realizzai il mio e continuai a parlare del mio gioco preferito. La strada è lunga e rivedere le immagini del nostro passato fa una certa impressione. Ricordare le ore trascorse nel personalizzare le voci dei singoli personaggi insieme ai miei amici e a mio padre mi emoziona. Il mondo di Warcraft ha impregnato il sito per la quasi totalità della sua vita. Soltanto oggi siamo arrivati a parlare di tutt’altro passando per altri videogames, pubblicando news a tutto spiano sull’evoluzione del gioco sino alla sua forma attuale con World of Warcraft.

Nel frattempo io crescevo e i miei interessi mutavano, le persone che conoscevo andavano via e ne venivano di nuove. La mia esperienza personale impregna il mio Warlandia.

Abbiamo avuto interviste a scrittori famosi e non, amici e gamer di ogni livello. Abbiamo parlato di cose personali e di futilità, ma il nostro sogno non è mai finito. Ancora oggi, nonostante gli impegni, mi ritrovo a festeggiare il compleanno di Warlandia.

Warcraft il film 2016
Warcraft il film 2016

Gli orchi, da sempre affascinanti a mio modo di vedere, hanno combattuto insieme a me. Sono cresciuti con me, mi hanno insegnato che non sempre la via migliore è quella dell’approvazione popolare.

A volte, come mi ha insegnato Durotan, bisogna rinunciare a un grande potere e rischiare di perdere tutto per non perdere se stessi.

L’avventura continua grazie agli scrittori che hanno avuto fiducia in me regalandomi le copie dei loro romanzi affinché li potessi leggere con cura e ne potessi parlare qui con chiunque fosse interessato.

Un grazie speciale a tutti coloro che mi hanno sempre sostenuto e ricordato anche dopo molti anni.

La saga oscura – Ombre di Alessia Fiorentino

Eccomi ancora una volta alle prese con la “mia” Alessia Fiorentino, autrice ormai nota agli amici di Warlandia.it sin dal suo primissimo SITAEL.

 

Leggiamo insieme OMBRE, secondo volume di una trilogia dark fantasy dal titolo La saga oscura che inizia con Falene, di cui abbiamo già avuto modo di parlare.

 

Ringrazio Claudia Sabella di ELPIS per la fiducia accordata nel richiedermi la recensione di questo nuovo romanzo di Alessia.

 

Ancora una volta il romanzo è contraddistinto da capitoli brevi introdotti sempre da una citazione musicale. C’è molta musica metal in ogni capitolo: SKILLET, LUDO, IMAGINE DRAGONS, ma c’è spazio persino per David Bowie!

 

La prima è Kevin Rudolf con In the city e introduce il personaggio di Dexter Costa al suo primo incontro con Pandora.

 

In realtà Dexter altri non è che Evan Sandman che abbiamo già conosciuto in FALENE. I personaggi sembrano tutti nuovi, Pandora compresa. Nessuno ricorda nulla della precedente esperienza né di conoscersi vicendevolmente.

Evan, una creatura potentissima e spietata, è il ragazzo delle falene. Colui il quale ha distrutto mezza città uccidendo la sorella di Pandora Black e molti altri. Il suo potere è tale che ha fatto dimenticare a tutti e persino a se stesso ogni cosa.

 

Il nuovo romanzo si incentra sull’incontro fra Pandora ed Evan che pur non ricordando nulla sentono una fortissima attrazione l’uno per l’altra. Lui è borioso, bellissimo, attaccabrighe, spietato e strafottente. Lei è dolce, per nulla appariscente e insicura e, nonostante sia attratta da lui in modo straordinario, lo detesta per il suo modo di essere.

 

In un mondo apparentemente normale con lo svolgersi dei capitoli Pandora acquista una Seconda Vista e scopre molte cose sul suo nuovo coinquilino, Evan per l’appunto. Scopre anche nuove cose su se stessa ed entrambi iniziano a ricordare. Il mondo descritto da Alessia è grottesco e oscuro. Ci sono creature che potreste aver incontrato in Dylan Dog o Alice nel paese delle meraviglie. Il gioco descrittivo è veloce, Alessia spiazza tutti inserendo sproporzioni e assurdità in un contesto normale e rendendo quasi palpabile la follia del mondo da lei ideato.

EVAN - Falene di Alessia Fiorentino
EVAN – Falene di Alessia Fiorentino

La città è all’oscuro dell’esistenza di tutta una serie di creature mostruose che vivono sotto mentite spoglie fianco a fianco alle persone normali. Gli SPARKS sono la famiglia di Guardiani che proteggono gli umani evitando che la realtà venga loro svelata.

 

L’altro personaggio incomprensibile è Jack. Lui ed Evan si odiano, ma soltanto Jack ricorda il perchè. Jack è altrettanto forte e incomprensibile, ma ha un ruolo strano nella storia. Sembrerebbe un personaggio positivo contrapposto a quello negativo di Evan. In realtà leggendo si finisce per simpatizzare per Evan nonostante tutto.

 

Infine c’è Emily, una strega innamorata di Evan che giocherà un ruolo importante nella storia.

 

In questo mondo assurdo l’hotel degli Sparks viene attaccato da un demone minore che controlla le menti di chi varca la soglia dell’hotel. Pandora, Evan ed Emily combatteranno il demone per cercare di fermarlo e liberare gli Sparks.

 

Alessia Fiorentino decide di dar voce sia a Pandora che ad Evan. La narrazione si alterna fra i due mostrando come la medesima realtà possa essere vista in modo diverso da ciascuno.

 

La tecnica narrativa scelta è efficace e il libro scorre in modo meraviglioso. L’idea di azzerare tutto facendo dimenticare ai protagonisti ogni cosa rende i libri indipendenti anche se legati.
La storia non si esaurisce con il secondo volume…scrivi Alessia che voglio sapere come finisce!!!!!!!!!

La custode dei sogni – Chi è REM?

Non sono riuscito a resistere…avevo promesso a me stesso che non avrei scritto nulla di più su La custode dei sogni di Nicoletta Torregrossa per non rischiare lo SPOILER, ma non ce la faccio!

Proverò a dire senza spiegare, accennare ad un personaggio indispensabile senza cadere nel tranello dello svelare i segreti dell’autore, ma è difficile.

Bisogna considerare che tutta la trilogia (ops…forse non era ancora ufficiale, ma sarà una trilogia) de La custode dei sogni è incentrata sulla relazione fra mondo reale e quello onirico. Si parla tantissimo di sogni incoscienti, coscienti, di incubi incoscienti e coscienti e di molto altro.

Chi è REM? Andiamo subito alla domanda del titolo dell’articolo?

REM sta per RAPID EYE MOVEMENTS e, per chi non lo sapesse, è la fase del dormire in cui si sogna. In quella fase il corpo è come se si risvegliasse pur dormendo. Le persone muovono gli occhi in fretta, il battito accelera, insomma ci si muove perché si sogna.

Nel romanzo di Nicoletta non poteva mancare un personaggio con quel nome. Si tratta di un bambino particolare, con una capacità innata unica. Ha un ruolo determinante nella storia, ma la sua essenza è in continuo pericolo.

Tutti vorrebbero dominare il suo potere per accedere a qualcosa di inimmaginabile.

REM è forte, è unico, ma è pur sempre un bambino e per lui dovranno scegliere gli altri. Le persone più grandi. La scelta non può essere giusta o sbagliata in sé, ma avrà sicuramente delle conseguenze che andranno affrontate.

REM subirà, come ogni bambino, le conseguenze di scelte altrui. Riflettiamo su questo grazie anche ad un romanzo fantasy.

Se non ti lecchi le dita, godi solo a metà di Fiorella Rigoni

di Fiorella Rigoni

 

Si guardò la mano. Le unghie erano perfette. Lunghe, laccate di rosso e appena limate. Sorrise, soddisfatta del suo lavoro.

«Cadrà ai miei piedi… come tutti» bisbigliò aprendo l’armadio e sbirciandoci dentro. Scelse un tubino nero, una camicia in pizzo bianco e ci accostò della biancheria intima di raso nero. Indossò calze autoreggenti e un paio di scarpe di camoscio scure, con il tacco alto.

Quando fu completamente vestita, si guardò allo specchio. Perfetto!, rifletté mentre si ravviva i lunghi capelli ramati. Fece un sorriso soddisfatto ripensando a ciò che l’aspettava quel pomeriggio.

Lui era un ragazzo dall’aria spaventata, occhi scuri e capelli della stessa tonalità. Non era magrissimo, anzi, ma questo era ciò che più le piaceva, lei adorava i tipi in carne.

Si erano parlati in chat per parecchi giorni. Lei lo aveva stuzzicato con frasi a doppio senso e immagini sensuali, com’era solita fare. Ormai ne aveva adescati parecchi con quel trucchetto, ma non era mai sazia, aveva sempre fame. Era diventata un’esperta nell’arte dell’acchiappo, molto più brava della madre, qualunque cosa questa osasse dire.

«Non so cosa darei per conoscerti» le aveva scritto lui due giorni prima, ormai preso nel perverso gioco di parole in cui lei era così brava.

Si era quasi tirata indietro, titubante, adducendo una timidezza che fino a qualche ora prima non pareva avere. «Ma come? Mi hai fatto diventare scemo con le tue belle parole e queste immagini così erotiche e adesso non vuoi nemmeno vedermi?» l’aveva apostrofata il tizio per messaggio.

«Sai… è la timidezza. Finché ci parliamo in chat è tutto facile, ma faccia a faccia non so…» gli aveva risposto, quasi fosse un’educanda.

«Ma non preoccuparti, non ti mangio mica» era stata la risposta di lui. E qui lei era scoppiata a ridere. Le erano scese addirittura le lacrime per quanto aveva riso. Era sicurissima che lui non potesse farle alcun male, ma la parola che aveva usato era davvero adatta alla situazione, anche se lui ancora non lo sapeva.

«Dici davvero?» aveva digitato in fretta. «Ma sei abbastanza dolce?» aveva chiesto sempre ridendo come una pazza, tanto lui non poteva né vederla, né sentirla.

Il gioco le piaceva, le piaceva da matti, e faceva di tutto perché durasse il più a lungo possibile.

«Sarò dolcissimo, vedrai, quasi come un cioccolatino di quelli con il ripieno al caffè, quelli che dici di adorare» le aveva scritto.

Lei aveva spalancato gli occhi mentre le veniva l’acquolina in bocca. Allora sarà deliziosamente bello, pensò mentre digitava in fretta la risposta. «E dai… se è così non vedo l’ora di vederti. Va bene domani pomeriggio?» aveva cliccato inoltrando il messaggio. La risposta non si era fatta attendere.

«Sì, sì, benissimo. Dove vuoi che ci vediamo?» le aveva domandato.

«I miei non ci sono, puoi venire qui. Ti va?» gli aveva scritto.

«Nessun problema, dammi l’indirizzo e arrivo» fu ciò che aveva visualizzato sul monitor alcuni secondi dopo. Aveva socchiuso gli occhi, soddisfatta più che mai, poi aveva concluso inviandogli l’indirizzo e mandandogli le solite faccine piene di sorrisini. L’attesa però era stata snervante. Aveva una maledetta voglia di vederlo, di incontrarlo, di assaggiarlo. Questa era sempre la parte peggiore: l’attesa. A volte aveva dovuto aspettare anche più di un paio di giorni. Non era così semplice organizzare gli incontri, non tutti erano vicini o liberi subito. Alcuni poi, visto il posto isolato in cui viveva, avevano esitato, ma li aveva convinti con le solite faccette tristi e parole inequivocabili a cui non avrebbero resistito per molto. Quando poi si incontravano era meraviglioso, molto stimolante e soddisfacente, sotto tutti i punti di vista. Nessuno finora l’aveva mai delusa.

Tornò ai suoi preparativi. Andò in bagno e si truccò, facendo attenzione a non esagerare. Era eccitata e questo non giovava. Doveva avere la mano ferma per fare un bel lavoro, altrimenti non sarebbe riuscita a mettersi il mascara. Chiuse gli occhi e fece un respiro profondo. Doveva tranquillizzarsi, altrimenti tutto le sarebbe sfuggito di mano e non poteva andare così. La sua voglia era immensa e se voleva saziarla doveva essere lucida e calma. Il campanello suonò alle tre in punto. Si lisciò la gonna prima di andare ad aprire. Fece un bel respiro, si stampò un bel sorriso sul viso e aprì l’uscio.

«Ciao» disse.

«Ciao» le rispose il ragazzo.

«Dai, entra» propose lei aprendo di più la porta.

«Certo» ribatté lui varcando la soglia.

La porta si richiuse dietro di loro, chiudendo fuori il mondo.

«E così tu sei Marika» esordì il suo nuovo amico, squadrandola.

«Sì, in carne e ossa» rispose facendo un giro su se stessa. «Proprio come nelle foto, come vedi sono vera. E tu sei Lucio, piacere» continuò ridendo.

«Sì, in effetti un dubbio ce l’avevo» rispose il tizio continuando a guardarla. «Chissà perché, ma pensavo che fosse solo un brutto scherzo».

«No, non farei mai una cosa del genere» espose lei avvicinandosi. «Tu mi piaci davvero» continuò sfiorandogli il viso con una carezza.

A quel contatto il ragazzo sgranò gli occhi e si ritrasse leggermente, come se quel leggero tocco non fosse stato di suo gradimento.

Marika sbatté le palpebre, confusa. «Che c’è?» domandò con espressione stupita.

«Niente… è che mi pareva che la tua mano fosse gelida» rispose l’altro corrugando la fronte. «Ma di sicuro mi son sbagliato».

La giovane scoppiò in una risata sciocca, con la mano si coprì la bocca. «Forse sarà che sono tanto eccitata… Sai Lucio, mi piaci così tanto» spiegò abbracciandolo.

Il giovane non si sottrasse, anche se sentiva che qualcosa non andava.

Marika gli baciò il collo, piano, mentre lo stringeva a sé. Infilò le dita tra i capelli, lo accarezzò senza fretta cercando la sua bocca.

Lucio lasciò perdere le sue perplessità e rispose al bacio, le sue mani strinsero forte i fianchi della ragazza. Ancora non gli sembrava vero che quella creatura così bella potesse desiderare proprio lui, lui che tante volte ci aveva provato con altre, ma che in realtà non era mai riuscito a concludere nulla. Troppo goffo e con qualche chiletto in più, così dopo il primo appuntamento, che immancabilmente finiva con un nulla di fatto, non ne arrivava mai un secondo. Ma stavolta le cose parevano diverse, stavolta avrebbe pure lui avuto qualcosa da raccontare agli amici.

Le mani di Marika si strinsero di più attorno al collo dell’uomo. La sua bocca era avida, prepotente. La lingua ingorda mentre rincorreva quella di Lucio. Fremeva nel sentirselo premuto contro, nel constatare come fosse grossa l’eccitazione che provava, quel gonfiore che sentiva premerle contro il ventre. E lei aveva davvero voglia di un po’ di sesso, prima di pranzare. Ma era troppo affamata e così esagerò con le effusioni, finendo per compromettere tutto.

Un brivido di freddo percorse la schiena di Lucio quando gli graffiò il collo. Un dolore sordo lo colse mentre si staccava di scatto e la fissava. «Ma che stai facendo?» chiese spaventato.

Lei lo fissò con quei suoi occhi strani, che d’un tratto parvero essere enormi. Le iridi oblunghe erano diventate di un intenso colore rosso, così diverse da quelle azzurre di prima.

«Co-cosa sta succedendo?» borbottò Lucio quasi strozzandosi con le parole.

«Niente di così strano» replicò Marika. «Ho solo tanta voglia di assaporarti» replicò mentre si leccava le unghie imbrattate di sangue.

A quelle parole il giovane fece un passo indietro, ma le mani del demone divennero delle vere e proprie tenaglie e gli imprigionarono le braccia, stringendole con una forza brutale. «Non puoi andartene proprio adesso… non sarebbe cortese da parte tua» gracchiò Marika. «Io ti ho invitato a passare la serata con me, ed è quello che farai» continuò. «È così facile attirarvi nella mia rete, circuirvi. Voi uomini siete così scontati, così banali. Vi basta vedere un bel corpo, sentire qualche lusinga che subito vi gettate a pesce, immaginando già di intrufolarvi tra le gambe della bella pollastrella che vi sta davanti. È su questo che faccio leva per procurarmi i miei succulenti pasti, sulla vostra voglia di sesso a tutti i costi, e non mi deludete mai, davvero mai» finì osservandolo divertita. Vedere la paura dipinta sul volto della sua vittima la eccitò enormemente.

«Lasciami!» gridò Lucio cercando di liberarsi.

La creatura scoppiò a ridere. Il suo volto mutò d’improvviso, trasformandosi in un orrendo ghigno. La bocca divenne enorme e colma di denti lunghi e affilati. La carnagione rosea e liscia divenne scura e rugosa, i lunghi capelli si ritrassero e al loro posto comparvero solo sparuti ciuffi di irti peli. Le braccia s’allungarono e s’ingrossarono, il busto eretto prese a curvarsi in avanti e le gambe s’inarcarono, mostrando i muscoli possenti che le reggevano.

Lucio gridò.

Ormai la dolce Marika aveva mostrato la sua vera faccia. Era una Lamia, un essere che si nutriva di sangue e carne umana, che circuiva i maschi con inviti sessuali per poi cibarsene. Il demone non avrebbe permesso alla giovane preda di sfuggirgli. Di solito si palesava molto dopo, preferiva prima consumare il rapporto carnale, ma stavolta le cose parevano essere andate in modo diverso. L’uomo aveva captato qualcosa prima del previsto e la troppa fame l’aveva costretta a rivelarsi. Ma il suo pasto lo avrebbe gustato lo stesso.

Con i lunghi artigli iniziò a lacerargli la pelle. Prima quella delle braccia, strappandola a pezzi e portandosela alla bocca. Si deliziò con l’odore del sangue e si beò del gusto meraviglioso che aveva quel bocconcino prelibato. Masticò con gusto infinito quella leccornia che tanto amava, infischiandosene delle urla di dolore del tizio che teneva saldamente inchiodato al muro con una mano. In quel posto isolato nessuno avrebbe mai sentito le sue grida e lei avrebbe potuto gustarsi in santa pace il suo cibo preferito. I lembi di pelle non le bastavano, erano solo un antipasto. Il piatto principale sarebbe stato il cuore, organo di cui andava davvero pazza. Guardò Lucio, aveva il volto rigato di lacrime e tremava, di sicuro dalla paura. Se l’era pure fatta sotto. Si sentiva dal puzzo e da quella rivoltante macchia umida che aveva tra le gambe. La sua lingua saettò nell’aria intrisa del terrore del giovane.

«Sei meravigliosamente buono… te l’avevo detto che ti avrei gustato in tutti i modi» gracchiò il demone con una specie di sorriso maligno che gli increspava le labbra tirate. Detto ciò tirò forte il braccio e lo staccò di netto dal tronco. Il giovane strabuzzò gli occhi mentre strillava, un attimo prima di svenire. L’orribile creatura lo lasciò andare e il corpo incosciente cadde pesantemente a terra. Una pozza di liquido rosso si sparse sul pavimento. Lei afferrò l’arto appena strappato con entrambe le mani e iniziò a divorarlo. Mezz’ora dopo aveva spolpato completamente il povero malcapitato, di lui restavano solo le ossa bianche sparse sul pavimento unto e appiccicoso.

«Fantastico… grasso e tenero al punto giusto. Però ho fatto un disastro, devo ripulire in fretta prima che torni mamma, altrimenti chi la sente? Me lo ripete sempre che non bisogna mangiare con le mani e che si mangia sulla tavola, e non per terra!» borbottò mentre si ripuliva la bocca con il dorso della mano, poi si succhiò le lunghe dita. «Se non ti lecchi le dita, godi solo a metà!» si disse mentre andava a recuperare gli stracci per ripulire il pavimento e il muro imbrattati di umori.

La custode dei sogni – il risveglio – RECENSIONE

Torna Nicoletta Torregrossa con il secondo volume della saga  La custode dei sogni, dal titolo Il risveglio.

 

TRAMA

 

Matilda è scomparsa sia dal mondo reale che da quello dei sogni. L’unico a conoscere la verità è Matt, il fratello di Matilda. Lui ha visto la sorella sparire davanti ai suoi occhi, ma non può di certo raccontarlo ai genitori o alla polizia che la cerca a Londra come una normale persona scomparsa.

 

Nessuno si è ancora accorto della sua sparizione e anche fra i sogni non è chiaro cosa sia successo. Nel frattempo Sand affronta la sua nuova esistenza: dal momento in cui ha preso vita ha un corpo reale con il quale convivere e non è in grado di fare molte cose. Ha perso la sua instancabilità, ha bisogno di nutrirsi e dormire. Gode anche della bellezza del vivere, ma non è ancora a conoscenza della sparizione di Matilda.

 

Dopo lunghe ricerche Cale e Alba, sogni coscienti del clan di El Al ZiZ, trovano la casa di Matilda ed entrano in contatto con Matt che spiega loro la situazione e li prega di ritrovare la sorella. Inizia così una nuova terribile avventura fra sogno e realtà alla ricerca di Matilda che potrebbe essere finita nel mondo degli Incubi luogo in cui un sogno non può rimanere a lungo pena la regressione, la trasformazione graduale, cioè, in incubo.

 

Tornano in scena i Mandrak, le creature del mondo degli incubi che dovrebbero solo osservare senza intervenire per garantire che ciò che si deve compiere si compia. Uno di loro decide di intervenire a favore di Sand e l’altro fratello, per ristabilire l’equilibrio, decide di aiutare gli avversari. Si innescano così una serie di conseguenze inaspettate e i fatti evolvono verso nuovi orizzonti mai immaginati.

 

L’autrice è una biologa e ogni tanto la scienza verrà fuori con dei ritocchi di fantastico e permetterà alla storia di evolvere verso una direzione ben precisa.

 

Abbiamo già distinto il mondo dei sogni da quello reale e da quello degli incubi.Ma a Nicoletta tre dimensioni non bastano ed è così che nasce la quarta dimensione. Una dimensione di mezzo, fra le altre, in cui transitano le essenze prima ancora di prendere una forma definita. Ed è qui che ci introduce il concetto di essenza pura! Dobbiamo averne timore? Perché? Cosa può fare e quali conseguenze sugli altri mondi se una essenza pura venisse in contatto con le essenze di sogno, incubo e persone reali?

 

La tentazione di raccontarvi altro è fortissima. Cercando di non rovinare la lettura a chi non avesse ancora avuto la fortuna di leggere il romanzo, voglio aggiungere che nella parte conclusiva l’autrice propone un nuovo personaggio incredibile, quello che darà senso a tutto il romanzo e aprirà la strada al terzo volume della trilogia.

 

Nicoletta alterna avventura, emozioni, responsabilità e molto cuore per accompagnarvi pagina dopo pagina in un viaggio incredibile, fra realtà e sogno, con maestria e competenza nonostante la giovane età.

Warcraft il film finalmente arriva al cinema

Che dire? Pensavo di morire senza vederlo un film sul mitico mondo di Wacraft. Ho passato anni a fantasticarne insieme a tutti i miei amici appassionati del più bel videogioco a cui abbia mai giocato nella vita e, infine, arriva !!!!!!

Ho giocato a tutti i Warcraft dal primissimo Orcs and Humans, passando per Warcraft II: Tides of Darkeness and Beyond the Dark Portal fino ad arrivare al mitico Warcraft III: Reign of Chaos…e The Frozen Throne!

Ho discusso per ore sulla chat di WC3 insieme ad amici di ogni parte del mondo di eroi, strategie, storia, racconti e molto altro ancora, ma non ho mai davvero creduto che sarebbe arrivato il giorno in cui avrei potuto ammirare il film al cinema!

Noi non prestammo alcuna attenzione alle antiche profezie.
Come dei folli ripiombavamo nelle vecchie diatribe.
E combattemmo così come avevamo fatto per generazioni.
Fino al giorno in cui dal cielo piovvero fiamme.
E il nuovo nemico venne tra noi.
E ora siamo qui sull’orlo della distruzione
poiché il Regno del Caos infine
è arrivato.

 

Che dire? Andrò a vederlo insieme a qualche nostalgico di WARCRAFT e Warlandia? Ma siiiiiii….e poi diciamocelo dato che sono un tantino lenti nulla di strano se spero ancora di giocare a Warcraft 4 prima di diventare nonno???

Un abbraccio a tutti i miei amici ORCHI, ma anche ad ELFI DELLA NOTTE, UMANI e NON MORTI!

Napo