Io e te di Niccolò Ammaniti (recensione)

19 Settembre 2018

Recensire Ammaniti è complicato, mi fa sentire troppo poco istruito, però, alla fin fine, il mio blog parla di quello che mi piace e a me lui piace.

Cominciamo con le informazioni di base.

Edito da EINAUDI nel 2012 è un romanzo breve di circa 110 pagine. Narra la storia di un ragazzo di 14 anni di Roma che vive in una bella casa, appartiene ad una famiglia benestante, e potrebbe essere felice come chiunque altro, ma ha fortissime difficoltà a relazionarsi. Lui ama vivere in solitudine, odia essere come gli altri, ma prova a non farsi notare per cui spesso si comporta come qualsiasi altro adolescente per evitare che i suoi genitori capiscano come è realmente e lo portino da uno psicologo.

Copertina del libro IO E TE di Niccolò Ammaniti

Lorenzo impara a vivere come una particolare tipologia di mosche che imitano l’aspetto e il comportamento delle vespe in tutto e per tutto. Da questa loro imitazione dipende la loro vita: gli altri insetti hanno paura di lui, le altre vespe lo riconoscono come un loro simile e lo lasciano in pace.

Il padre ha alle spalle un precedente matrimonio da cui ha avuto una figlia, Olivia, con la quale ha un pessimo rapporto. Olivia Cuni vive con la madre lontano dal padre e dalla nuova famiglia. Lorenzo la conosce appena, la frequentava da piccolo, ma adesso quasi non la ricorda. Lei è una sorellastra. Nella sua fantasia dovrebbe essere brutta e cattiva come quelle di Cenerentola, ma in realtà è bellissima e in gamba. 

Lorenzo e Olivia Cuni in cantina (IO E TE – Ammaniti)

Lorenzo ha una sola persona di cui si fida: nonna Laura. Purtroppo è anziana e malata. 

Lorenzo è così in difficoltà con i suoi compagni di classe che finge di essere loro amico soprattutto con la sua famiglia e con se stesso. Un giorno origlia una conversazione del gruppetto di amici ricchi che decidono di passare una settimana insieme in montagna e inventa una bugia enorme: partirà in settimana bianca con la sua amica e compagna Alessia, i suoi genitori e altri compagni di classe.

La madre è felicissima perché pensa che questo sia un ottimo segnale che suo figlio è migliorato e che ha degli amici che tengono a lui. In realtà Lorenzo ha inventato questa bugia per passare una settimana in cantina in completa solitudine. Lorenzo prepara la sua tana con cibo, videogames, libri, musica e tutto quello che ritiene necessario alla sua sopravvivenza.

Lorenzo stesso si chiede il perché di quella bugia. In realtà lui avrebbe desiderato davvero andare con gli altri ragazzi in settimana bianca, mostrare loro quanto fosse bravo a sciare, i percorsi fuori pista a Cortina noti solo a pochi esperti. La sua parte più intima desidera cambiare e avere degli amici, ma la sua paura del confronto con gli altri è troppo grande.

Finge per cui di partire e passa diversi giorni in solitudine mentendo al cellulare alla madre e dandole false informazioni sulla sua finta settimana bianca.

Senza un preavviso Olivia, la sorellastra, lo raggiunge in cantina dove ha lasciato una scatola con tutte le sue cose. I due si incontrano dopo anni per puro caso. Lei non sapeva che lui fosse in cantina.

E’ molto cambiata dall’ultima volta: non è più bella, è molto magra e malata. Lorenzo non capisce cosa le sia successo, ma non accoglie la sorella e cerca in ogni modo di riguadagnare la sua solitudine.

Lo scontro è inevitabile, ma è pur sempre un confronto. I pochi giorni insieme diventano preziosi, gli scontri, il malessere generale, lo stato di salute di Olivia sono ingredienti di una storia bellissima che vi lascerà senza parole.

Il romanzo di Niccolò Ammaniti è diventato un film diretto da Bertolucci che spero di vedere a breve! 

Vi consiglio vivamente il romanzo: è bellissimo. Vi verrà voglia di leggerlo dentro una casetta per bambini o un qualsiasi rifugio a vostra misura.

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