Allegiant recensione del libro

29 agosto 2018

Siamo arrivati al volume conclusivo della trilogia dal titolo ALLEGIANT, cioè Alleanti. 

Il romanzo cambia forma narrativa dalla terza alla prima persona. E’ una scelta forte perché spesso è complesso far vivere una intera storia del punto di vista personale del protagonista. La narrazione in prima persona permette al lettore di identificarsi in modo molto forte con il protagonista.

L’autrice ha deciso di dare singolarmente voce ai suoi due protagonisti alternando la narrazione in prima persona da Quattro a Tris.

La scelta è funzionale alla narrazione e i personaggi ci mostrano punti di vista differenti della medesima situazione: i loro contrasti emotivi, la loro fatica personale nel crescere e nel vincere paure, difficoltà e nell’accettare la crudezza del mondo in cui vivono.

Beatrice e Tobias sono innamorati e imparano a vivere il loro amore in un mondo difficile. Spesso si scontrano per via della loro caparbietà. In fondo si tratta di due giovanissimi e, si sa, i giovani vivono le loro passioni in modo molto forte sia quando sono positive che quando sono negative.

TRAMA

Il mondo diviso in fazioni non esiste più come lo avevamo conosciuto nel primo volume DIVERGENT. La guerra degli insorti narrata in INSURGENT lo ha reso diverso. Ci sono stati molti morti, le fazioni sono quasi del tutto scomparse o, per lo meno, sono state colpite in modo profondo.

I capi delle diverse fazioni sono spesso mossi da desiderio di potere, arroganza e sentimenti per nulla nobili. Il mondo è distrutto e Tris e Quattro hanno rivelato al mondo intero la verità (o quello che loro ritengono sia la verità) sulla storia del loro mondo. Un video terribile mostra che c’è stata una guerra molto tempo prima e che al di fuori delle città delle diverse fazioni c’è altro. C’è vita anche lontano dal loro mondo. Tris e Quattro saranno nuovamente coinvolti in una avventura che li spingerà ad uscire dai loro schemi per conoscere altre verità. Scopriranno un mondo diverso al di fuori del loro e l’origine della loro storia come popolo.

Tris imparerà il perdono, il coraggio e la vera generosità. Il concetto di sacrificio è al centro di questo volume. La madre di Beatrice le ha insegnato con la sua vita e con gli ultimi gesti che ci si sacrifica per gli altri e non si possono sacrificare gli altri in nome di qualcosa in cui crediamo.

Il sacrificio è personale e non può essere imposto ad altri.

Un libro diverso dai primi due. Sembra quasi un gioco di scatole cinesi con mondi dentro altri mondi. Vale la pena di leggerlo per concludere la storia, anche se ritengo che il primissimo DIVERGENT sia il migliore dei tre.

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