Insurgent recensione del libro

13 agosto 2018

Cercando di non rovinare la sorpresa a chi non abbia ancora letto questa bella trilogia proverò a parlarvi del secondo volume intitolato Insurgent, cioè Insorti.

Insurgent

Nel primo romanzo, Divergent, il mondo conosciuto da Beatrice, ormai Tris, e da tutti i giovani sedicenni delle diverse fazioni, è molto cambiato. La guerra fra le fazioni è esplosa perché gli uomini non riescono mai a mantenere la pace troppo a lungo. Neanche l’invenzione delle fazioni, il suddividere i popoli per aspirazioni ha potuto rendere liberi gli umani dalla sete di potere, dal desiderio di primeggiare e dalla naturale tendenza al controllo del prossimo.

Tris e Quattro sono molto cambiati, hanno dovuto combattere e soffrire, perdere persone amate e scoprire verità inaccettabili del loro mondo. In questo nuovo romanzo il mondo è devastato dalle divisioni e la sua organizzazione in fazioni implode. Gli Esclusi, da sempre al margine della società, e nel primo romanzo anche al margine della narrazione, sembrano oggi avere un ruolo fondamentale per il cambiamento definitivo della società.

Nessuno può davvero essere inserito in una categoria e incasellato con un TAG come fosse un oggetto. Le persone sono complesse, lo sforzo di etichettarle è vano e la divergenza più che una malattia pare essere la naturale evoluzione umana.

Tris e Quattro dovranno combattere ancora, si allontaneranno l’uno dall’altra per poi ritrovarsi.

Il finale per nulla scontato porterà i protagonisti del libro a rischiare il tutto per tutto, tradendo in apparenza i principi che li hanno mossi a lungo, le persone amate.

Insorti è una definizione perfetta per Tris. La spinta verso la verità, la necessità di non celarsi dietro una fazione, porteranno Beatrice alias Tris a una dura risoluzione che chiude un capitolo e ne apre uno nuovo.

Attendo di leggere il terzo volume dal titolo Alligiant per parlarne con tutti voi.

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