Mi vivi dentro di Alessandro Milan (recensione)

25 giugno 2018

Alessandro Milan è un giornalista milanese che lavora da circa 20 anni a Radio24, l’emittente radiofonica del Sole24Ore. E’ una voce unica che per anni mi ha accompagnato al lavoro con la sua lettura dei giornali e che ha sempre dimostrato equilibrio, rispetto e professionalità. Non ho la fortuna di conoscerlo, se non come radio ascoltatore, ma quando ho sentito della notizia della morte di sua moglie sono rimasto colpito e dispiaciuto. Sua moglie, Francesca Del Rosso, anche lei giornalista e scrittrice ha affrontato un lungo calvario, un tumore dietro l’altro, che l’hanno inesorabilmente condotta alla morte.

Franci, come la chiama lui, o Wondy (da Wonder Woman) era una donna fortissima, simpatica, anche un po’ rompicoglioni (a detta del marito), ma ottimista, sempre sorridente e con una voglia di vivere infinita.

Wondy – Francesca del Rosso (moglie di Alessandro Milan)

Durante la sua malattia ha anche pubblicato un libro dal titolo Wondy, ovvero come si diventa supereroi per guarire dal cancro in cui racconta la sua guerra contro il cancro senza nascondere nulla.

Mi vivi dentro, di Alessandro Milan, è  molto personale e intimo ed è davvero difficile immaginare come un uomo riservato come lui abbia potuto pubblicarlo aprendosi al pubblico e raccontando della malattia di sua moglie, del loro amore come coppia, come genitori, di tutta l’amicizia che ha accompagnato la vita di Francesca Wondy e di mille altri piccole emozioni che ne fanno un libro da non perdere.

L’editore è DeA Planeta Libri (http://www.deaplanetalibri.it/libri/mi-vivi-dentro).

Ho letto il libro con fatica. A volte dovevo fermarmi perché la storia era troppo dura e mi riportava a mille altre persone importanti della mia vita che hanno dovuto combattere contro un cancro o altro.

Milan parla della malattia della moglie, ma anche della vita della loro famiglia, dei loro viaggi, della forza di Wondy e di mille altre cose. Il libro è duro, ma parla di speranza, di coraggio e di resilienza. Milan riflette sul fatto che proprio i suoi bambini, nonostante il dolore e la giovanissima età, gli hanno insegnato il concetto stesso di resilienza con l’esempio. Lui dice che i bambini sono più bravi di noi adulti nella resilienza.

Alessandro Milan ha anche fondato una associazione per la diffusione della cultura della resilienza e l’ha chiamata WONDY SONO IO in onore della sua amata Francesca. C’è anche un premio letterario legato all’associazione in cui si premia l’opera che racconta meglio come affrontare gli ostacoli della vita in modo positivo.

Consiglio a tutti la lettura di questo bellissimo libro.

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