La saga dei Kalesin – I signori del sangue e del fuoco – recensione

1 marzo 2016

Introduciamo il primo volume della trilogia LA SAGA DEI KALESIN dal titolo I signori del sangue e del fuoco.

 

Il prologo ci introduce ad una storia terribile: un bambino assiste da lontano alla strage della sua famiglia. Il bambino è Triumvar Lothanor ed ha un dono speciale: è uno dei pochi maghi in grado di controllare i quattro elementi: aria, acqua, terra e fuoco. Di norma i maghi possono imparare a dominare uno degli elementi della natura, ma nel suo caso il potere di controllarli tutti uniti ad una disciplina di anni lo renderà il guerriero perfetto. In grado di unire la forza del guerriero alla potenza della magia. Egli è un Mago del Sangue in grado, cioè, di assorbire il sangue degli altri maghi e trattenere il loro potere aumentando il proprio.

La terribile esperienza subita a soli sei anni farà di Triumvar un mostro assetato di vendetta.

 

Subito dopo il prologo, incontriamo Daragast un ex combattente che ha deciso di lasciare alla sue spalle la carriera di spadaccino e che ha ormai grande fama di giullare. Porta in giro una splendida lira con la quale si guadagna da vivere cantando ballate eroiche. Molti, però, lo ricordano anche con il soprannome di Serpente per la sua velocità e precisione nell’uso dello stocco. E’ un uomo che ha molto sofferto e che agogna la morte onorevole per mano di un degno avversario. Ha un carattere molto difficile, passa dal sorriso al gelo in pochi attimi e non si fida di nessuno. La sua abilità di spadaccino non ha eguali in tutto il Kalesinar.

 

In parallelo vengono introdotti i personaggi di Riator e Asperia rispettivamente mago del fuoco e della terra. Riator è subdolo e cerca sempre di far uscire dalla scuola di magia la sua compagna Asperia. Il potere di Asperia è grande e, forse, lui teme il confronto.

I due diventano maghi a tutti gli effetti e rimangono presso la scuola per formare i nuovi allievi.

 

Triumvar Lothanor attacca una dopo l’altra le città del Kalesinar alla ricerca dei maghi più potenti da cui succhiare il potere magico dentro il proprio corpo. Il suo scopo non è quello di conquistare il mondo, ma di ottenere l’immortalità grazie al potere magico. Per questo fa un patto con Gareth, spietato guerriero, che condurrà le sue legioni nelle varie battaglie. Lothanor ha anche con sé un altro alleato terribile: un drago di cui ha conquistato il rispetto.

 

In ultimo c’è Leon è un bambino dagli straordinari poteri magici che Lothanor vuole uccidere per rubarne il potere. E’ uno dei quattro maghi in grado di controllare tutti gli elementi della natura proprio come Lothanor. Viene condotto in un luogo segreto e Asperia viene incaricata dal suo maestro, proprio al sopraggiungere del nemico, di cercarlo e proteggerlo da Lothanor.

 

Nel suo difficile viaggio Asperia incontrerà Daragast e molti altri eroi che l’accompagneranno in un difficile viaggio alla ricerca del bambino. Sulle loro tracce viene messo Riator, mago del fuoco, da sempre suo nemico.

La storia è bella  e ben scritta. I personaggi sono molto caratterizzati e si entra subito in sintonia con il linguaggio del romanzo e con lo svolgersi degli eventi.  L’autore è, come già dimostrato in romanzi precedenti, molto abile nel tessere una trama articolata ma non confusa.

 

Sono molti i personaggi imperdibili del romanzo come l’assassino Ulist, innamorato della prostituta Melanir; la ranger Litlalla, il gigante Elethor fratello di Asperia. Ognuno contribuisce a rendere la storia unica e appassionante.

Daragast è un po De Stefano: entrambi cantano e sono abili con le spade! Sono sicuro che Alberto abbia anche inconsapevolmente voluto mettere un po di se stesso nel romanzo introducendo un personaggio a volte ombroso, ma sempre di cuore.

 

Alberto De Stefano inserisce nella sua narrazione di battaglie e scontri sanguinolenti l’orrore che gli stessi eroi provano al vedere corpi devastati dalle lame, il ribrezzo per il sangue versato e rende il tutto più reale dando spessore ai propri personaggi. In realtà è la prima volta che leggo in un romanzo fantasy di eroi poderosi che vomitano alla vista di cadaveri putrescenti e ho trovato questi dettagli narrativi molto convincenti.

I suoi personaggi si stancano e hanno bisogno di cibarsi, riposare e persino i maghi facendo uso dei loro poteri si affaticano.

 

Come ricorderete abbiamo già avuto il piacere di scrivere due parole sui romanzi precedenti dell’autore. Fra quelli recensiti su warlandia trovate:

 

 

Un ultimo ringraziamento ad Alberto che ha avuto fiducia in me ancora una volta e mi ha inviato una copia del suo ultimo bellissimo romanzo. Un solo appunto: la prossima volta almeno un autografo!!!! O meglio una breve dedica!

 

Ah dimenticavo….lo consiglio a tutti!!!!!!!!

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