Oltremondo, le regole del buio – recensione

20 Gennaio 2016

Il volume conclusivo della saga di OLTREMONDO  è intitolato Le regole del buio. Marta Leadra Mandelli, l’autrice, ha avuto la cortesia anche questa volta di farmi avere una copia autografata del suo ultimo libro che ho letto con piacere.

Una nota personale: sono sempre felice quando aprendo il libro scopro una piccola dedica! Grazie ancora Marta!

Oltremondo 3 – Le regole del buio

La trilogia si compone di:

Oltremondo 1- Petali di rosa e fili di ragnatela
Oltremondo 2 – L’orizzonte delle dimensioni

La storia è molto articolata e per chi non la conoscesse ho riportato sopra i link agli articoli sul nostro sito in cui la spiego dal mio punto di vista. La protagonista è una donna giovane e molto determinata con un grande potere: può assorbire a suo piacimento energia da tutto ciò che la circonda. I suoi amici sono un mago curatore, una strega con forti poteri empatici e un fortissimo guerriero che è il suo compagno. Dalla loro unione nasce la vita e Siobhan la porta nel grembo sin dal secondo volume.

Trama

Ripartiamo dalla fine del secondo volume: il giorno delle sue nozze con Adrian, Siobhan è stata rapita dal fratello Selwyn. La giovane è incinta ed è stata trasportata in una dimensione ignota.

Tyler, la rockstar, ha anche un ruolo di profeta, ma le sue parole sono spesso incomprensibili e vanno interpretate. La sua ultima profezia parla di un evento indimenticabile che è stato dimenticato e tutti cercano di trovare una spiegazione pensando che questa possa aiutarli nel salvare Siobhan.

Il potere di Selwyn è grande: egli manipola le menti anche a distanza portando i propri avversari a pensieri non propri. Resistergli è quasi impossibile.

Adrian decide di attraversare il portale ultra dimensionale per recarsi nel mondo di Gabriel e Lucio, i due Arconti Supremi che hanno combattuto per l’eternità la guerra fra angeli e demoni. Il loro mondo è ricostruito a seguito dell’opera di Siobhan. Per bloccare il morbo dell’Immobilità, però, i due fratelli speculari impongono una legge ferrea: distruggono tutto ciò che è contaminato. La nuova vita scaccia via la morte senza rancore, né pietà.

Inizia così una nuova avventura che vede protagonisti i re di Oltremondo contro Selwyn. Il suo terribile potere di persuasione sembra pervadere tutto e la magia dell’Immobilità non permette a nessuno di trovare Siobhan e di salvarla.

La lotta è tutta psicologica e l’azione è quasi esclusivamente nella mente dei personaggi. La ferita causata da Adrian sul collo di Selwyn non guarisce e la rabbia e la frustrazione sono il pane quotidiano del nemico comune. L’uso continuo di magia rende sempre più debole Selwyn che finirà per devastare se stesso pur di raggiungere il proprio oscuro scopo.

Uno dei mostruosi poteri del gemello di Siobhan, Selwyn per l’appunto, è quello di modificare il tempo a proprio piacimento. L’uomo usa il suo potere per far accelerare la gravidanza di Siobhan. Il suo scopo è, infatti, quello di avere per sé l’Ultimo Prescelto, il figlio di Siobhan.

La donna incatenata e maltrattata, ma tenuta in vita al solo scopo di partorire, è schiava della suggestione magica e combatte fino allo stremo per opporsi alla magia del fratello.

L’autrice riflette ad alta voce usando i propri personaggi. Con i suoi brevi e ritmati capitoli trasmette al lettore l’ansia degli eroi che inseguono il nemico per liberare Siobhan. Con il suo stile elegante riesce a descrivere anche scene di sesso e di forte violenza senza mai risultare volgare.

Riflette a voce alta usando i suoi personaggi sulla condizione umana senza maschere. Affronta il proprio buio personale facendolo affrontare a Siobhan:

“Ora, mentre ancora una volta i sogni acquistano sostanza, mi chiedo se sia possibile essere interamente votati al Bene o se, al contrario, l’unica possibilità sia scendere a patti con se stessi e sperare che il rovescio della medaglia non sia troppo sporco” – così riflette Siobhan in prima persona all’inizio della terza ed ultima parte del libro. L’autrice, che ha deciso di usare la prima persona soltanto quando l’io narrante è Siobhan, riflette con il suo personaggio sull’equilibrio della vita. Non più solo Bene e Male, distinti in modo netto. Un po del male penetra nel bene e viceversa.”

Un bel libro che conclude una bella saga.  Lo consiglio a tutti.

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