Il piacere delle storie narrate

18 giugno 2013

I libri, i racconti e le storie sono tutte figlie di una madre unica: la narrazione. Nessuna storia può essere legata al supporto che la mantiene in vita. Sia che leggiate, sia che ascoltiate, sia che vediate con i vostri occhi la storia manterrà i suoi connotati, ma avrà un sapore diverso in ogni occasione e forma in cui ve la presenteranno.

La narrazione orale ha una tradizione antichissima. Quale padre o madre non si sono ritrovati a raccontare una fiaba o una favola ai propri bimbi per farli addormentare?

La mia esperienza di papà mi ha permesso di capire quanto importanti siano per i piccoli le storie raccontate. I bambini non sanno leggere e questo, per molti anni, li mette nella condizione forzata di ascoltare o guardare le storie proposte da altri o dalle TV in forma di cartoni animati.

La loro voglia di scoprire il mondo è contagiosa e la loro infinita fantasia ci porta a tuffarci in mondi inesistenti, ma non meno reali del nostro.

Un racconto non è un audiolibro, la storia cambia di continuo e si arricchisce di particolari inventati sul momento. I tempi della narrazione si adattano agli ascoltatori come i termini del linguaggio. Per chi ascolta (magari a occhi chiusi) è un piacere lasciarsi trasportare dalle parole, dal tono della narrazione; per chi racconta è un esperimento continuo, una sfida e un viaggio.

Provate anche voi a raccontare e ad ascoltare, farete una bellissima esperienza in entrambi i casi.

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