Intervista ad Aurora Ovan

8 marzo 2013

Auguri a tutte le donne, festeggiamo insieme con l’intervista a una giovane donna.

Ho avuto modo di sapere della giovane autrice Aurora Ovan dal web. Ho letto degli articoli di presentazione del suo libro e, incuriosito, ho contattato Aurora. Lei si è dimostrata molto disponibile e gentile e mi ha inviato una copia del suo libro. L’ho letto molto volentieri e l’ho trovato piacevole, conciso e ben scritto. Tutte doti che un neo scrittore, a mio parere, dovrebbe avere. Aurora ha gentilmente accettato di essere intervistata per farsi conoscere dai suoi potenziali lettori.

Napo: Ciao Aurora, grazie per avermi dato l’occasione di conoscerti, di leggere il tuo romanzo e di intervistarti. Di dove sei e quanti anni hai?

Aurora: Ciao Napo! Grazie a te per esserti interessato al mio lavoro e avermi concesso questa bella opportunità di farmi conoscere! Io abito a Tricesimo, un paese a pochi chilometri da Udine, ho compiuto da poco 17 anni.

Napo: So che vai a scuola. Lo sanno i tuoi professori che hai scritto il tuo primo romanzo? Che ne dice la professoressa di Lettere?

Aurora: Sì, i miei professori lo sanno e tre di loro hanno partecipato alle mie presentazioni! La professoressa di Lettere? Mi credi che deve ancora leggerlo?

Napo: Chi ti ha maggiormente incoraggiato a provare quest’avventura letteraria?

Aurora: In verità nessuno… ok, la mamma mi ha incoraggiata fin da piccolissima (6 anni) a scrivere racconti e così non ho mai fermato la fantasia. Per questo romanzo è successa una cosa simile a tutte le altre volte che ho cercato di scrivere qualcosa: ho iniziato per caso, senza sapere bene cosa avevo da dire. Dopo un paio di mesi ho deciso che il frutto del mio lavoro sarebbe stato un libro e poi una trilogia: così ho voluto fare le cose da sola, ho cercato le case editrici e contattato la Seneca e avvertito i miei genitori solo dopo qualche tempo.
Napo: Da come scrivi si capisce che ami anche leggere. C’è qualche libro che ti ha colpito in modo particolare e che ti ha in qualche modo convinto a provare a cimentarti nella scrittura?

Aurora: Hai proprio ragione, Napo! Fosse per me leggerei e basta! Comunque, quando avevo 14 anni ho letto le Cronache, le Guerre e le Leggende della Troisi e devo dire che mi aveva affascinata molto. Forse sono state un po’ quelle trilogie a indirizzarmi verso il fantasy, anche se pure quando avevo 9 anni avevo scritto un racconto di un centinaio di pagine dedicato tutto al fantasy pur non averne letto neppure uno…
Napo: Clieh è una ragazza che ha più o meno la tua età. Ti identifichi in qualche modo con lei?

Aurora: Eh sì, mi hai beccata! Diciamo che mi identifico un po’ con tutti i personaggi, ma Clieh impersonifica le parti migliori del mio carattere.
Napo: Come spesso accade nei romanzi fantasy scritti da giovani donne, anche nel tuo c’è una bella storia d’amore. Dai più importanza ai sentimenti che all’avventura: è una scelta consapevole?

Aurora:  Sì. Scrivo quando mi sento in un particolare stato emozionale: quando sono triste, delusa, demotivata, in crisi, oppure particolarmente felice. Quindi, è inevitabile che io scriva emozioni e dia più importanza ai sentimenti. Poi, penso che una persona possa anche dimenticarsi della storia narrata, dell’avventura, prima o poi, ma si ricorderà di certo come un determinato avvenimento ha scatenato una particolare emozione. I sentimenti si ricordano sempre, che siano dolorosi o felici.
Napo: Ti definiresti più una scrittrice metodica che programma tutto nei dettagli (personaggi, luoghi, regole del mondo e simili) oppure una creativa che ha un’idea generica e lascia che la penna corra libera sulla carta?

Aurora: Purtroppo (o per fortuna, dipende dai casi) direi la seconda. Scrivo molto di getto, quasi senza pensare, lasciandomi totalmente in balia dei personaggi e della storia. Questa è una cosa che mi diverte molto ma che mi mette anche in difficoltà: ora che sto scrivendo il seguito del romanzo, mi trovo a dover specificare cose rilevanti che nel primo libro ho lasciato da parte perché scritte con impeto e impulsività, a sistemare e giustificare piccole incomprensioni, e così via… e non è facile!
Napo: Ho già scritto che il tuo  è un romanzo di giusta misura: conciso e ben scritto. Immagino sia il frutto di un lavoro attento sia da parte tua che della casa editrice. Sono stati molto scrupolosi? Ti hanno guidato o hai fatto da sola?

Aurora: La casa editrice è sempre stata disponibilissima a ogni mia richiesta/informazione e mi ha dato molto sostegno. Ho conosciuto il direttore editoriale a Torino che, con una piacevole chiacchierata, mi ha spiegato per filo e per segno tutto ciò che c’era da sapere sul mondo dell’editoria. Quindi, sì: mi hanno guidata e seguita e continuano a farlo!
Napo: Che vuoi fare da GRANDE?

Aurora: Eheh… sapevo che questa domanda sarebbe arrivata! Da grande? Voglio essere felice. Cambio idea spesso in quanto mi piacciono tantissime cose (soprattutto in ambito artistico, seppure io frequenti uno Scientifico) ma se proprio devo sognare direi che voglio vivere di scrittura, viaggi e fotografia.
Napo: Hai intenzione di continuare a scrivere? Pensi che potresti avvicinarti ad altri generi letterari?

Aurora: Scrivere ormai è parte di me e credo che non potrei mai privarmene. Sì, mi piacerebbe molto scrivere altro, soprattutto un giallo: io odio i gialli, non mi sono mai piaciuti! Sarebbe una grande sfida per me.
Napo:  Grazie mille per la disponibilità. Fai un saluto ai nostri amici che ti leggono.

Aurora: Grazie a te Napo! E grazie a voi lettori che avete speso un po’ del vostro tempo per leggere quest’intervista! E mi raccomando: leggete, leggete, leggete! I libri sono parte di noi e ci aiutano a crescere: non fermatevi mai!

Nessun commento

I commenti sono chiusi.