Il ritorno degli dei di Alberto De Stefano

Il libro si apre con Rindall, forte ed intrepido guerriero, che si risveglia ferito in una radura vicino alla propria abitazione.

Una lunga cicatrice percorre il suo petto. Attorno a lui il corpo di Esselin, la sua amata regina delle Fate, e il rantolante Drago Atrebor, anch’egli amico dell’uomo. Il rettile spiegherà a Rindall il motivo della sua spaventosa cicatrice e del modo in cui è riuscito a sanarla.

A poco a poco il ragazzo inizia a ricordare; un demone li ha attaccati strappando il cuore dal petto della Fata, ferendo a morte Atrebor e squarciando il petto dell’Umano.

Riprendendo la leggenda di Sigfrido viene spiegato come il Drago, prima di morire, abbia ricoperto di sangue il corpo del giovane, condannandolo così alla vita eterna.

Conscio, o quasi, di ciò che lo attende, Rindall si mette sulle tracce del demone, avvertendo uno strano legame empatico con l’essere malvagio. Empatia che cambierà radicalmente l’animo del protagonista.

Intanto il Nero Cherubino, è in viaggio per cercare tutte le componenti necessarie a mettere in atto un potente incantesimo che potrà ridestare gli antichi Dei del Klaidmark. Avrà un modo tutto suo per conservare i pezzi del suo intricato mosaico, quasi raccapricciante ma geniale.

Durante questo inseguimento, Rindall incontrerà vecchi e nuovi amici ma, soprattutto, la magnifica Aras Sirolf, una barda dal talento magico che desidera entrare nella terra degli Elfi del Sole dove spera di apprendere i veri misteri dell’arte arcana.

Il guerriero sarà spesso in difficoltà, prenderà scelte sbagliate e non riuscirà a controllare la propria rabbia e i propri sentimenti, al contrario di Aras che lo sa fare fin troppo bene e del demone che, grazie alle proprie doti, arriverà molto vicino a raggiungere il proprio obiettivo.

Tra la barda ed il guerriero nascerà una scintilla d’amore e di passione che li legherà molto più di quanto loro stessi non si aspettavano ma, presto, verranno divisi dalle proprie ambizioni e dovranno trovare un modo per capire loro stessi prima di potersi riavvicinare.

Intanto il demone riuscirà persino a rapire il figlio del re degli Uomini, un vecchio amico di Rindall. Quest’ultimo, venuto a conoscenza dell’accaduto, deciderà di aiutare il vecchio amico aggiungendo una motivazione alla propria caccia al demone.

Il guerriero sarà messo a dura prova, venendo persino braccato come assassino da alcuni cacciatori di taglie, sino all’incontro con un manipolo di Nani che precederà il grande scontro finale col nemico.

La distinzione tra bene e male sarà sottile, quasi impalpabile, finendo per determinare che non esiste il bianco ed il nero ma solo le scelte, giuste o sbagliate, in base al proprio obiettivo che realisticamente è sempre più egoistico che altruistico.

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