Intervista a Chiara Panzuti, autrice de Il Corvo di Cristallo

13 marzo 2012

Chiara Panzuti è la giovane autrice de Il Corvo di Cristallo, romanzo di ambito fantasy con ambientazione fantascientica, che mi ha molto colpito ed emozionato. Abbiamo l’occasione di intervistare la simpatica Chiara che ci dedica volentieri il suo tempo.

Napoleonardo: Ciao Chiara, grazie per aver accettato di essere intervistata da warlandia.it e, soprattutto, per avermi fornito una copia del tuo bel libro per conoscerti un po’ meglio. Dimmi subito tre cose di te: quanti anni hai (anche se lo so è per i lettori), quanto tempo ci hai messo a scrivere il tuo romanzo, quanto leggi durante l’anno?

Chiara Panzuti: Ciao a tutti! E un grazie speciale a te, Leo, per essere stato un simpaticissimo lettore e per avermi coinvolta nei progetti di warlandia!

Io ho 24 anni, e Il corvo di cristallo è frutto di un lungo lavoro, che ha accompagnato la mia crescita. L’ho iniziato verso la fine della terza media, e posso dire di averlo concluso soltanto all’età di 22 anni. Quasi nove anni!

In realtà non scrivevo per dovere, ma solo per passione, e questo libro è stato un ottimo compagno durante gli anni dell’infanzia, dell’adolescenza e, successivamente, della vita adulta.

Tempo permettendo, mi piace molto leggere! Non saprei fare un calcolo esatto dei libri annuali, diciamo che, dopo un piccolo calo durante il periodo post liceo, ho ripreso un buon ritmo!

Napoleonardo: Bene, grazie. Quali sono i tuoi autori preferiti e almeno un paio di libri che ti hanno segnato come persona?

Chiara Panzuti: Un libro che mi rappresenta è Kitchen, di Banana Yoshimoto. Sono due piccole storie che racchiudono molto della mia vita, delle mie paure, ma soprattutto della mia visione di crescita e evoluzione.

Insieme a Kitchen, tengo nel cuore la trilogia de Il cavaliere d’inverno, di Paullina Simons, e Un altro giro di giostra di Tiziano Terzani.

Amo molto gli scrittori giapponesi e i classici russi, per due motivi diversi, ma entrambi mi appassionano.

Napoleonardo: Parliamo del tuo romanzo: chi è Akira per te? Leggendo ho immaginato che fosse un po’ Chiara, sbaglio? Raccontami come hai costruito il personaggio di Akira.

Chiara Panzuti: Akira racchiude diverse parti di me, e sì… nasconde me. Non sempre la me vera, alcune volte cela miei aspetti del passato, altre volte soltanto lati del carattere nascosti, che vorrei riuscire ad esternare. E’ un personaggio a cui voglio un mondo di bene, anche se può sembrare sciocco dire di essere così affezionati a una ragazza “di carta”. E’ nata spontaneamente, come piccolo involucro di ciò che provavo, che fossero pensieri, gioie, paure, o anche sottili evoluzioni interiori.

Arrivata ora, a 24 anni, posso dire che forse Akira è un po’ la Chiara adolescente. Rimarrà sempre qualcosa di lei, in me, e viceversa.

Napoleonardo: Nelle prime pagine hai descritto in modo quasi maniacale i tuoi personaggi dipingendone i colori, descrivendone i capelli, i vestiti e molto altro ancora. Ho avuto la sensazione (forse anche per via della copertina) che si trattasse di personaggi di Final Fantasy…sono fuori strada o in qualche modo ti sei ispirata a quel mondo per immaginare i tuoi personaggi?

Chiara Panzuti: Haha, è una bellissima domanda! A essere sincera durante la stesura del libro non avevo idea dell’esistenza di Final Fantasy. O meglio, lo conoscevo per “sentito dire”, ma non avevo mai visto la grafica e i personaggi. La copertina ha suscitato spesso questa domanda, e devo dire che, se l’avessi conosciuto allora, mi ci sarei ispirata sicuramente! Haha!

L’idea dei colori, e soprattutto del colore dei capelli, mi è nata dall’amore per i manga! Lo ammetto! Ero, e sono tuttora, un’accanita lettrice di manga, e divoratrice di anime. Più li leggo e più penso: ma perché, perché anche i nostri capelli non possono colorarsi di tutte quelle sfumature??? (nonché restare impeccabilmente fermi in posizioni innaturali!)

Napoleonardo: Gli Angeli Custodi, la storia degli angeli bianchi e di quelli neri, soprattutto mi è molto piaciuta l’idea che fossero Leggende Perdute del mondo degli uomini. Come è nata l’idea di

affiancare a ciascuno dei ragazzi della storia un proprio angelo?

Chiara Panzuti: Gli Angeli Custodi per me rappresentano il lato malinconico e allo stesso tempo speranzoso del libro. Inizialmente non erano previsti, ma sono stati tra i primi personaggi a saltare prepotentemente fuori, quasi ci fosse bisogno di loro.

Credo che ognuno di noi, in alcuni momenti, si senta solo. Specialmente di fronte a situazioni instabili, durante quei momenti in cui la vita sembra ribaltarti tutte le certezze. Per questo motivo sono nati gli Angeli. Non sono guide perfette senza macchia né paura, ma solo creature tristi, deluse, arrabbiate, simili quasi sotto ogni aspetto agli uomini. Leggende Perdute, venute da un mondo a cui sono ancora aggrappate, anche se provano rancore nei suoi confronti.

Io credo che dalla paura nasca il coraggio. Per questo gli Angeli sono simili agli uomini, perché credo che grazie ai nostri sentimenti, alle nostre emozioni, noi saremmo in grado di affrontare molte più prove, molti più ostacoli, di qualsiasi freddo eroe immortale.

Napoleonardo: A un certo punto del romanzo, fai riflettere i tuoi personaggi sul bisogno di saper LASCIARE ANDARE chi ami. Sono pensieri profondi, dolori reali che alla tua giovane età non pensavo potessi aver già vissuto. C’è qualcosa (senza fare gossip) che ha scatenato in te queste riflessioni?

Chiara Panzuti: Era un sentimento che provavo, anche se non lo avevo ancora sperimentato personalmente. Non nascondo di essere stata molto coinvolta dal pensiero della morte, durante la mia adolescenza. E questo non significa che fossi depressa e cupa, ma solo coinvolta da una parola fine a cui nessuno di noi può dare una spiegazione. Senza spingersi a casi estremi, nella vita spesso le strade si dividono, i legami si allentano, tutto quello che ci circonda cambia, prima solo una sottile sfumatura, e poi l’intero colore. Noi cambiamo, sempre, impercettibilmente, e non tutto può accompagnare la nostra evoluzione; spesso non ce ne rendiamo conto, e ci aggrappiamo con prepotenza a quel qualcosa che non vogliamo perdere. Vale per la vita, per le amicizie, per gli amori. Stare ancorati al passato, quando tutto il nostro corpo ci chiede di evolvere, è più doloroso dell’evoluzione stessa. Lasciar andare, sì. Ultimamente posso dire di aver sperimentato questa sensazione in prima persona, e credo ancora, per quanto sia stato doloroso, che sia l’unico modo possibile per crescere.

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Anche se lasci andare, nulla scompare.

Napoleonardo: Hai scritto che il freddo ti affascina e che vorresti visitare la Groenlandia. Come mai?

Chiara Panzuti: Il freddo ha qualcosa di magico per me! Forse più che magico… onirico. C’è qualcosa, nel silenzio del ghiaccio e della neve, che mi trasmette una profonda purezza. Forse certe cose le percepiamo da sempre, le sentiamo addosso come se ci accompagnassero fin dalla nascita. Neanche a farlo apposta quest’anno la neve ha avuto un significato molto profondo per me, perché mi ha accompagnata in un momento particolare della vita.

Perché la Groenlandia? Perché, insieme alla Svalbard, nasconde un paesaggio mozzafiato sotto tanto, tanto ghiaccio!

Napoleonardo: Ho letto una recensione sul tuo libro che mi ha colpito per l’onestà di chi scriveva. Uno degli appunti che ti è stato fatto è quello della scelta dei nomi. Anche a me è sembrato strano sia la scelta di Akira e Akiba (ma questa magari è voluta, come due facce di una stessa medaglia?), ma soprattutto Yuri, Cleo e molti altri nomi che sembrano non suonare bene insieme. E’ un piccolo errore? Come sono cattivo…

Chiara Panzuti: Haha, ma no non sei cattivo! Anzi! Si può considerare errore perché, volendo, avrei potuto fare una piccola revisione di tutti questi nomi sparsi. La verità, molto semplicemente, è che non ce l’ho fatta! Hahaha! Come dicevo qualche riga più su, questo libro è contraddistinto da due cose: ho iniziato a scriverlo quand’ero molto giovane, e ci sono affezionata come al più nascosto pezzetto dell’anima! Queste due buffe realtà hanno contribuito a due effetti: ho scelto i nomi da piccola seguendo il gusto personale, senza una logica precisa, e quando mi sono trovata davanti alla possibilità di cambiarli… ci ero troppo affezionata!

Non sarei stata in grado di modificare una virgola a questo libro. Sarebbe stato come cambiare le scelte di una vita intera.

Ah! Qui lo dico per la prima volta: Akira e Akiba sono casuali! Davvero! Anche se, quando mi sono resa conto della loro somiglianza, non ho certo nascosto un gran sorrisone!

Napoleonardo: Ho scritto che il tuo romanzo mi ha emozionato e, soprattutto le ultime duecento pagine sono speciali. Confermo tutto, soprattutto dato che è il tuo primo romanzo, hai scritto davvero un bel libro. Posso sapere se l’editor ti ha molto aiutato nel rivedere la copia originale?

Chiara Panzuti: Ho avuto una editor fantastica, che mi ha aiutata a rivedere alcuni punti che funzionavano poco. Tuttavia non è stato stravolto nulla del libro, dalla prima riga all’ultima è rimasto quello che avevo scritto io. E di questo io la ringrazio molto, perché proprio quelle ultime duecento pagine, sopra ogni cosa, mi venivano dal cuore.

Napoleonardo: Cosa consiglieresti  a un giovane scrittore che intende iniziare una carriera in questo ambito?

Chiara Panzuti: A chiunque ami scrivere, io consiglio anzitutto di scrivere. Indipendentemente dalla pubblicazione, consiglio di amare prima di tutto le proprie storie, i personaggi, la fantasia, e di non mettere mai da parte la vita, quella di tutti i giorni, che sarà sempre l’unica, vera fonte di ispirazione. La pubblicazione, le presentazioni, l’ingresso in un mondo bellissimo ma anche schematico e alcune volte pungente, non dovrà mai, mai ovattare la passione genuina della scrittura.

Tutti noi siamo scrittori. Questo lo dico sempre. Scrittore è colui che scrive, non colui che pubblica.

Non fatevi intrappolare in un’etichetta!

Napoleonardo: Il tuo prossimo libro? Dacci qualche news in anteprima, dai!

Chiara Panzuti: Il prossimo libro è in fase di stesura. E’ progettato per essere una saga, e farà il suo ingresso una nuova protagonista. Una… Chiara adulta. Hahaha!

Lascerà molto più spazio all’azione, e le riflessioni, seppur nascoste, saranno di natura molto diversa da quelle del corvo di cristallo. Torneremo ai giorni nostri, e indovinate un po’? Sarà ambientato in un posto freddo. Molto, moooolto freddo!

Napoleonardo: Grazie mille per la disponibilità. Complimenti per il tuo romanzo, in bocca al lupo per il tuo lavoro e un A PRESTO da tutti noi.

Chiara Panzuti: Grazie mille a te, Leonardo! Per la tua gentilezza, ma soprattutto per la tua allegria! E’ stato bellissimo partecipare a tutte le tue iniziative! Un A PRESTO, gigante e maiuscolo, anche a tutti voi!

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