Intervista ad Alberto De Stefano

Alberto De Stefano è l’autore di L’Ultimo Eroe del Klaidmark, romanzo fantasy di cui abbiamo pubblicato da qualche tempo la nostra recensione. Oggi pubblichiamo una breve intervista che Alberto ci ha
gentilmente concesso.

Napo: Ciao Alberto, grazie per averci concesso l’intervista e per averci inviato il tuo romanzo da recensire. Vuoi presentarti in breve ai nostri lettori?
AdS: Ciao Leonardo e un saluto a tutti i lettori di warlandia. Che dire sono un ragazzo semplice che ama la lettura e la scrittura oltre che la mitologia norrena. Ho praticato per qualche anno scherma medievale e il fantasy viaggia con me da quando avevo solamente 11 anni, direi che è la mia più grande passione.

Napo: Leggendo il tuo romanzo sono stato catapultalto in un mondo fantastico le cui frenetiche battaglie mi hanno coinvolto in modo quasi cinematografico. Era tua intenzione dare la sensazione di assistere alle battaglie come da un promontorio non troppo lontano?
AdS: Direi che hai proprio colto la mia volontà. Desideravo che i momenti d’azione potessero essere vissuti in maniera coinvolgente dal lettore e mi dai la conferma che questo mio intento è andato a buon fine. Sono per una narrazione veloce e molto visiva. Cosa che mi ha colpito molto in scrittori come Chricton.

Napo: La cosa che mi ha particolarmente colpito del tuo romanzo è che i personaggi sono tratteggiati, ma non delineati profondamente, per cui il lettore rimane su un piano della narrazione lontano dall’emotività dei personaggi. Ci spieghi cosa volevi comunicare al pubblico?
AdS: Desideravo che ognuno potesse farsi una propria idea dei protagonisti della storia e non volevo che il lettore si affezionasse troppo ad alcuni personaggi se non a Rindall. Il mio intento era quello di trasformare il tutto in un Heroic Fantasy, genere di cui in Italia siamo un po’ poveri. Per farlo è stato necessario dare maggior vigore al personaggio del guerriero.

Napo: Rindall e Parish sono amici, ma divisi dall’amore per la stessa donna. Parish è un mago e ha poteri magici, Rindall è fortissimo ed è il guerriero perfetto. Quale dei due personaggi hai amato di più nello
scrivere il romanzo?
AdS: Non c’è un personaggio che ho amato maggiormente ma, di sicuro, il più rilevante è Rindall, questo libro è stato scritto per dare vita ad un eroe che potesse piacere a tutti. Soprattutto Rindall è pieno di difetti, cosa che dovrebbe renderlo più vicino alle nostre realtà. Mi piace usare il fantasy come metafora e i miei personaggi si prestano a questo scopo.

Napo: Come è nata la storia? C’è un romanzo di ispirazione da cui hai tratto qualcosa per scrivere?
AdS: La storia è nata dalla mia fantasia di sedicenne anche e, anche se non c’è un romanzo che mi ha ispirato più di altri, mi sono dato molto alla lettura e allo studio della mitologia nordica. Posso assicurare che la fantasy classica si rifà molto a tale mitologia, quindi le creature e le razze da me utilizzate hanno origine proprio da essa.

Napo: Il tuo scrittore preferito?
AdS: Bella lotta…se posso ne cito due: Michael Moorcock e David Gemmell.

Napo: E il romanzo fantasy che ami di più?
AdS: In assoluto Elric di Melnibonè, un capolavoro del dopo-Tolkien.

Napo: Dal mio punto di vista di lettore la parte che coinvolge di più in assoluto è quella in cui i nani entrano in scena con l’assedio della loro città fortificata. C’è qualcosa che mi ha riportato con la mente al Fosso di Helm di Tolkien…ho colto nel segno?
AdS: Purtroppo non sei il primo che me lo fa notare. Credo che il grande amore per Il signore degli anelli mi abbia giocato un brutto scherzo. La mia intenzione era quella di creare una battaglia piuttosto maestosa e coinvolgente. Avevo appena finito di leggere alcuni romanzi di Brooks, mentre Tolkien non lo prendevo in mano da diverso tempo … a volte l’inconscio ha dell’incredibile. Non desideravo copiare nessuno ma l’atmosfera che desideravo creare era proprio quella vissuta nel battaglia del Fosso … Spero si respiri unicamente l’atmosfera e che non ci siano analogie di altro tipo …

Napo: I popoli del tuo romanzo hanno una forte caratterizzazione e le battaglie sono descritte come se tu fossi un amante della strategia o della storia della guerra in generale. E’ una scelta consapevole?
AdS: Sì lo è. Ho praticato scherma medievale, come dicevo, e mi sono dato spesso alla lettura di romanzi storici e ho diversi testi di strategia militare sui quali ho passato molte ore. SScrivere di guerra non è semplice e bisogna cercare di essere preparati in merito. Credo anch’io che la forza di questo libro siano le battaglie, spero, ben costruite.

Napo: Il popolo dei Draghi vive al di sopra delle altre razze, hai dato loro tratti magici e di saggezza al di fuori del comune. Personalmente ho una predilezione per queste creature magiche della fantasia. Se dovessi scegliere a quale delle razze fantasy tradizionali appartenere, chi sceglieresti?
AdS: Credo che vorrei comunque essere un umano. Perché sono i più fragili i più timorosi e i più incoscienti. Però,dalla loro, hanno un’arma incredibile … la paura di morire. Questa paura è la chiave che fa trovare loro il coraggio di affrontare le avversità.

Napo: Saresti un guerriero, un mago o cos’altro?
AdS: Sicuramente un guerriero. E’ la figura che da sempre mi affascina di più … anche se non sempre la soluzione ai problemi la si trova con la forza bruta. Ma poi chi dice che un guerriero non debba essere anche intelligente?

Napo: Hai in programma un nuovo lavoro che pubblicherai nel 2012?
AdS: Sì entro Aprile 2012 uscirà il mio nuovo romanzo per GDS Editore, al titolo”Il ritorno degli dei”. Spero che possa almeno eguagliare il successo del primo.

Napo: Grazie mille per la disponibilità e ancora complimenti. Fai un fanta saluto agli amici di Warlandia.it
AdS: Grazie a te e a tutti gli amici di Warlandia! Che le vostre vie possano procedere su sentieri sicuri!

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