Il corvo di cristallo di Chiara Panzuti, recensione

12 febbraio 2012

Il corvo di cristallo è il romanzo d’esordio della giovane scrittrice milanese Chiara Panzuti,il cui blog è all’indirizzo http://www.chiarasdiary.netsons.org/


Si tratta di un librone di circa 730 pagine, ma la scrittura è lineare e la storia piacevole e presto ci si dimentica di quanto sia voluminoso anche se, forse, si sarebbe potuto ridurre un po’ senza rovinarlo.

Gli umani si sono estinti a causa della loro bellicosità. Soltanto due bambini sono sopravvissuti alle guerre fratricide grazie a un intervento alieno. Il loro DNA modificato ha originato due razze distinte e in continua guerra fra loro.
I due popoli vivono su due pianeti non distanti fra loro: Titania, comandato da Oxfandra e Starsei, comandato da Nemus. Da Oxfandra verranno originati gli Axer: belli, intelligenti e tratteggiati come il popolo dei BUONI. Nemus, invece, darà origine ai Craisi, popolo rozzo e violento i cui contorni sono a malapena tracciati come popolo dei CATTIVI.

La storia prende forma quando Akira, che è una Axer viene chiamata in prima persona, insieme ai suoi inseparabili amici Yuri e Cleo a cercare il mitico Corvo di Cristallo con il quale affrontare la battaglia finale contro i Craisi.
Akira incontrerà sul suo cammino molti amici che l’accompagneranno nel suo difficile compito. Particolare il personaggio di Akiba che sarà determinante per la crescita personale della protagonista.

Non è facile inquadrare il romanzo in una ben precisa categoria: all’inizio sembra un libro di fantascienza con astronavi, computer e un regime militare che ricorda alla lontana le atmosfere di 1984 di G. Orwell. Successivamente il romanzo prende una piega fantasy con ambientazione fantascientifica in cui le astronavi sfrecciano a fianco di enormi draghi e le armi più sofisticate si scontrano contro i poteri degli Angeli Bianchi e di quelli Neri.

Akira è una ragazza incapace di prendere la proprio vita e darle una direzione; sarà presto costretta ad una crescita frenetica che la condurrà a prendere delle decisioni importanti per salvare il suo mondo dalla distruzione.
Accattivante l’idea di affiancare al fantascientifico immagini come quelle degli Angeli Custodi che vengono introdotti nel romanzo come Leggende Perdute del popolo umano.

Chiara dettaglia in maniera maniacale il popolo degli Axer mentre tralascia, forse volutamente, di descrivere la cultura e il popolo dei Craisi. I personaggi sono descritti anche nel loro aspetto con dettaglio dal colore dei capelli, al modo di vestire.
L’autrice evidenzia la solitudine dei personaggi che soffrono dell’incapacità di essere del tutto compresi dagli altri. Gli universi personali non sin incontrano mai veramente e Akira è spesso incapace di sostenere tutto il peso della sua responsabilità perché non sa con chi condividerlo.

Nonostante la giovane età e l’apparente leggerezza del genere fantastico, Chiara Panzuti stupisce per la facilità con cui tesse meccanismi emotivi e processi relazionali fra i suoi personaggi. Il dolore, l’amicizia e l’introspezione sono descritti con sapienza da una giovane ragazza che, alla fine della lettura del libro, ho la sensazione di conoscere di persona.

Le ultime 200 pagine mi hanno davvero rapito e il finale (che ovviamente non svelerò) è davvero bello, commovente e mi ha stupito non poco.

Auguro a tutti gli amanti della lettura e delle emozioni di leggerlo perché a me ha lasciato un ottimo sapore in bocca. Sono sicuro che lo stesso sarà per molti di voi.

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