L’ultimo eroe del Klaidmark recensione

Ambientazione al cento per cento fantasy e narrazione scorrevole rendono questo libro un ottimo compagno per piacevoli fughe nel mondo della fantasia.

La trama in breve

Il mondo è popolato da diverse razze legati da alleanze fra creature di razze diverse. Gli umani sono validi combattenti e abili maghi, ma hanno imparato la magia da un popolo magico per natura, quello degli Elfi del Sole. Tali creature sono dedite alla magia e il loro scopo di vita è servire la Natura secondo le sue regole.
Altro popolo unito all’alleanza con umani ed elfi del sole è quello dei nani, abilissimi costruttori di armi forti e leggere forgiate con le loro agili mani.

Nella fazione opposta troviamo gli gnomi (scelta quantomeno strana per via della fragile natura di questo popolo, per lo meno come immagine mentale comune) e gli Elfi Oscuri. Questi ultimi sono un popolo derivato da quello degli Elfi del Sole e che ha rinnegato tutto ciò in cui crede il popolo originario e si è votato al male.
Gli elfi oscuri sono forti, veloci, con un udito sottile e una potenza magica devastante. Il loro uso della magia è contrario alle regole della natura e, pertanto, ottengono un enorme potere di distruzione.

Del popolo degli umani, Rindall (soldato fortissimo), Parish (il più grande mago umano sul pianeta) e Caisha (principessa delle terre di Asgarod sono molto legati fra loro. I due giovani sono innamorati della stessa donna, ma lei considera Rindall soltanto un amico. Un incontro casuale con un antichissimo ENTAR gli apre gli occhi sui fatti che si stanno compiendo nel loro mondo.
Il mostruoso Signore Oscuro Ulgholoth, prigioniero della Pietra della Vita a causa di un incantesimo, sta per tornare. Il popolo degli Elfi Oscuri, infatti, ha trafugato la Pietra della Vita e vuole liberare il proprio Signore.

Parte l’avventura degli umani che devono combattere insieme ai propri alleati contro i nemici comuni prima che il mostruoso Signore Oscuro venga liberato.

La narrazione, i personaggi, i popoli

Con capitoli brevi e fluidi la lettura scorre veloce e l’incalzare degli eventi coinvolge sempre maggiormente il lettore. In particolare i capitoli che riguardano il popolo dei nani e l’assedio della loro roccaforte è davvero piacevole e coinvolgente.
I personaggi sono spesso appena accennati con tratti in chiaro scuro che non consentono di affezionarsi moltissimo a nessuno in particolare, ma che spingono il lettore a una lettura degli eventi quasi storica. Si rimane ai margini delle storie personali dei singoli per vivere insieme ai popoli delle terre fatate in cui si svolge la storia.

Soltanto Rindall, protagonista umano, è meglio
I popoli sono molto caratterizzati e ci si innamora presto di elfi e nani, ma anche dei draghi, degli ENTAR e di tutte le altre creature fantasy che ci accompagnano dalle prime pagine del libro.
Un romanzo molto piacevole che ha il merito di ridare spazio a un fantasy di tipo tradizionale in cui si vivono momenti di magia, assedi e battaglie epiche che ricordano in qualche modo Il Signore degli Anelli di Tolkien.

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