Nerzhul

6 Agosto 2006

Ner’zhul l’Anziano Sciamano fu uno dei più potenti e malvagi degli Sciamani di Draenor, e tutore di Gul’dan. Egli fu scelto da Kil’jaeden per trasformare la sua gente in una banda di guerrieri scaltri e assetati di sangue che avrebbero portato il caos nei più remoti angoli dell’universo. Kil’jaeden promise a Ner’zhul e agli orchi un grande potere, chiedendo in cambio solo il loro asservimento al comando della Legione Infuocata.
Tuttavia, Kil’jaeden si accorse in fretta che Ner’zhul non aveva alcuna intenzione di seguire il suo progetto: lo sciamano aveva infatti compreso che stava conducendo se stesso e i suoi seguaci alla dannazione eterna.
Egli si rifiutò di adempire i voleri del demone, il che lo irritò terribilmente. Ner’zhul scoprì con orrore tuttavia che Kil’jaeden aveva trovato un’altra pedina per i suoi piani: il suo insidioso protetto, Gul’dan. Il suo pupillo gli successe fin troppo bene.
Ner’zhul elaborò un piano con cui assicurava loro la possibilità di conquistare nuovi mondi ma, in realtà, temendo un castigo da parte di Kil’jaeden per la sua insolenza, si stava organizzando per fuggire nel Vuoto Turbinante, dove sperava di potersi nascondere agli occhi della Legione.
Disperato per la propria vita, e sapendo che il suo tempo stava per scadere, decise di accelerare i suoi piani aprendo svariati Portali verso nuovi mondi.
Dopo aver rubato lo Scettro Ingioiellato di Sargeras, barattato con Alterac il Libro di Medivh e rubato l’Occhio di Dalaran dall’appena ricostruita Cross Island a Dalaran, Ner’zhul riportò questi artefatti a Draenor, e li usò in congiunzione con potentissimi incantesimi di invocazione per aprire delle faglie extradimensionali nel cielo.
Avendo lasciato i clan Warsong, Shattered Hand e Bleeding Hollow ad Azeroth e sentendo che Draenor stava cominciando a morire sotto i suoi piedi, Ner’zhul portò i suoi seguaci con sé attraverso il Vuoto Turbinante.
Ciononostante, non trovarono un nuovo mondo: tutt’altro, Ner’zhul si trovò dinnanzi a Kil’jaeden stesso. Infuriato oltre ogni limite per la sua impudenza, il demone fece letteralmente a pezzi l’anziano sciamano, mantenendo viva e vigile la sua coscienza per tutta la durata dell’agonia, in modo da ricordargli che il patto di sangue che aveva stipulato tempo addietro con i demoni era ancora valido.
Egli gli disse che aveva ancora un’utilità per il piano che aveva progettato: avrebbe avuto il compito di preparare la strada per il ritorno della Legione. Dopo aver imprigionato lo spirito tormentato di Ner’zhul in un blocco di ghiaccio, Kil’jaeden gli rivelò il suo piano.
Donò alla sua mente degli incredibili poteri, trasformandolo nell’insidioso Re Lich, e gli disse che lo avrebbe fatto tornare su Azeroth, dove avrebbe dovuto diffondere una malattia, una Piaga di male, terrore e morte che avrebbe dovuto distruggere l’intera umanità.
Ogni soldato che fosse morto a causa del Flagello, sarebbe risorto nuovamente per servirlo. Kil’jaeden promise al Re Lich un nuovo corpo se avesse svolto correttamente il suo compito. Il Re Lich era ansioso di cominciare. Il demone scagliò il cristallo dove era imprigionato Ner’zhul nelle terre del continente ghiacciato di Northrend, dove sprofondò sotto il ghiacciaio di Icecrown. Percependo che la sua coscienza era in grado di raggiungere le creature indigene del luogo, utilizzò troll e wendigo per edificare la sua reggia, e cominciò a comporre un esercito.
Presto giunse il tempo in cui era diventato abbastanza potente per sferrare un attacco, e fu così che mandò i suoi servi contro una colonia di umani: nessuno sopravvisse, e i morti risorsero al suo servizio. Ner’zhul procedette la sua opera di distruzione spazzando via ogni traccia di civiltà umana da Northrend. Le sue forze, arricchite con i mostruosi draghi dei ghiacci composti dai cadaveri degli antichi dragoni, continuarono a crescere per dieci anni, finché una nuova minaccia si prospettò davanti ai suoi sei occhi. Il regno sotterraneo dei ragni di Azjol-Nerub aveva abitato il continente per anni, e il continuo avanzare degli eserciti del Re Lich rappresentava un pericolo per loro. I nerubiani erano immuni sia alla dominazione mentale di Ner’zhul che alla Piaga, ma egli invase ugualmente il loro regno sotterraneo con le sue armate.
Molti nerubiani sfuggirono al massacro, ma il Re Lich, per ricordare loro della sua possenza, rianimò i cadaveri dei loro signori mummificati tempo addietro, trasformandoli in soldati per il suo esercito. Utilizzò inoltre le loro strutture architettoniche per migliorare i suoi insediamenti. Ora, era finalmente pronto. Fra le molte pedine che erano state toccate dalla dominazione mentale di Ner’zhul, il più promettente era Kel’Thuzad: sotto la guida del Re Lich, egli giunse a Northrend per incontrarlo di persona. Il mago venne quindi rimandato indietro con il compito di diffondere i semi della Piaga a Lordaeron. Il Re Lich meditava lentamente e silenziosamente dai remoti meandri di Icecrown mentre i suoi piani giungevano a compimento. Kel’Thuzad venne ucciso dall’impulsivo principe di Lordaeron, Arthas, che in seguito sconfisse anche il Signore delle Tenebre Mal’Ganis sacrificando la sua anima alla volontà della spada runica Frostmourne, una lama maledetta creata da Ner’zhul per incatenare le anime alla sua volontà. Con Arthas come pedina, il Re Lich riuscì a diffondere la Piaga in tutto Lordaeron e perfino a Quel’Thalas, dove il giovane ex-principe sterminò tutti gli elfi e risvegliò lo spirito di Kel’Thuzad. Alla fine, Archimonde venne evocato a Dalaran: egli affidò immediatamente il controllo del Flagello a Tichondrius. Ma i progetti del Re Lich non erano ancora finiti; Arthas e Kel’Thuzad sparirono dalla circolazione. Tuttavia Arthas ricomparì al cospetto di Illidan Stormrage dopo che era stato liberato, consigliandoli di impossessarsi del Teschio di Gul’dan e usarlo per sconfiggere Tichondrius.
I piani di Ner’zhul comunque devono ancora realizzarsi…

Non morto

Fonte: Blizzard

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