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Questa sezione è dedicata alle storie raccolte dai nostri mitici eroi e trascritte nella lingua della Terra di Mezzo per noi...sono bene accette anche storie di altri collaboratori...anche se sotto l'occhio vigile del curatore del sito. Buona lettura!!!
Alcuni dei racconti sono anche in formato PODCAST e potete, quindi, anche ascoltarli!!!
Il Paladino
capitolo 5 :Il racconto dei fratelli parte 1
Se vuoi puoi ascoltare dal PODCAST il racconto da te selezionato.
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"Che notizie mi porti?" disse una fredda voce che sembrava ostruita da qualcosa.
"Mio signore, non siamo ancora pronti. L'esercito è disorganizzato, e i maghi non riescono ad usare i portali…"
"Sciocchi ingrati! Una guerra così semplice si sta rivelando più complessa del normale…"
"Ma signore, lei ha chiesto che il portale nelle Blasted…"
"Come osi?" tuonò la sinistra figura alzandosi dal trono dove era seduta ed estraendo una spada dal fodero. Poi, come se avesse duramente fermato il suo impulso omicida, continuò con voce normale:
"Piuttosto, sai spiegarmi perché la missione col paladino è fallita? Perché mi ha respinto? Cos'è accaduto all'accampamento?"
"Il villaggio non ha subito danni. Ma un certo paladino di nome Naemor si è intromesso ed ha mandato a monte i suoi piani"
"Naemor! Ancora lui…non pensavo che un essere cosi debole possa vivere ancora…d'altronde è suo fratello, avrei dovuto immaginarlo...va ora, e di ai maghi di sbrigarsi altrimenti li convincerò io di persona…" La figura si risedette, e mirando la sua lama, lentamente sussurrò:
"Presto, molto presto, Azeroth cadrà ai miei piedi. Tutta!"
"Non è possibile" affermai sconfortato. Dalaran si stagliava dinanzi a me, in tutta la sua…malvagità.
"Maledetti non-morti…la stanno ricostruendo…avrei dovuto immaginarlo…in tutto questo tempo hanno pensato a rinforzarla…ed è un buon ragionamento data la nuova guerra…" Era passato un giorno da quando ero partito da Southshore, e la mia prima tappa, fu proprio alle rovine della città. O almeno credevo di trovarvi rovine, invece vi trovai una città che stava rinascendo, già pullulante dei soliti mostri schifosi dei non-morti. Era una giornata limpida con un venticello leggero rinfrescante. Nulla, in quella vallata, faceva presagire ciò che di oscuro e malvagio avveniva entro le mura di quella fortezza. Dopo aver dato un'ultima occhiata al paesaggio, ridiscesi la montagna, e mi avvicinai al mio cavallo pensando:
"Se ho ben capito, l'accampamento che cerco dovrebbe trovarsi poco più a nord di Undercity, dunque devo attraversare la foresta di Silveralpine. Ma sarà dura, penso di trovare strade costantemente pattugliate e cittadine all'erta. Ho deciso: taglierò lungo la riva del lago, ma dovrò tornare verso Hillsbrad per non passare sotto le mura di Dalaran, dove potrei essere facilmente scovato." Cosi, salii sul destriero e partii di nuovo verso sud. Arrivato presso le rovine di Hillsbrad presi la strada verso ovest, e iniziai a inoltrarmi nella foresta. Pochi minuti di corsa e dovetti fermarmi perché giunsi dinanzi a un bivio: la via a sinistra mi avrebbe portato a Shadowfang mentre la seconda ad Ambermill. Se avessi preso la prima, dopo aver raggiunto la mia vecchia fortezza avrei proseguito verso nord: ma ciò mi avrebbe immesso lungo la via principale di Silveralpine, che temevo fosse pattugliata. La strada verso destra, invece, mi avrebbe portato ad Ambermill, altra vecchia cittadina umana, ora nelle mani del nemico. Presi deciso questo secondo sentiero. Passando sotto le mura di Ambermill, infatti, avrei avuto meno possibilità di essere scovato che invece sotto quelle di Dalaran. E così fu; aggirai facilmente le mura e presto mi ritrovai sulla riva del lago Lordamere. I successivi tre giorni li passai camminando lungo la riva. Per i non-morti quello era davvero un lago morto, e non badavano più a sorvegliare né le sue coste, né l'isoletta centrale dove si stagliava un imponente castello. Io invece pensavo fosse un nodo strategico, in quanto collegava Undercity direttamente con Dalaran. Nonostante ciò non mi azzardai a cavalcare. Così, dopo cinque giorni dalla partenza da Southshore, raggiunsi le mura di Undercity. Quanti ricordi si destarono nella mia mente, pensando a quando quelle mura proteggevano Re Terenas, mentre ora una massa di cadaveri. La prima parte del viaggio era conclusa: ora avrei dovuto decidere dove andare. La mia idea era quella che l'accampamento che cercavo era sicuramente lungo la costa, in una baia facile per gli attracchi di molte navi. Guardando la cartina che mi ero portato con me, le scelte ricadevano su due baie: una, a nord di Brill, fortezza non-morta, era perfetta per far attraccare anche centinaia di navi. Ma erano veramente poche le possibilità che quella costa non fosse controllata dai Reietti. Dunque, scartai quest'ipotesi. Invece presi in considerazione l'idea di andare a nord ovest, nel territorio che tempo presidiava la famiglia Agamand. La baia non era ospitale per le navi, ma era proprio per quello che il Flagello, secondo i miei pensieri, avrebbe attraccato li. Dunque mi diressi in quella direzione. Impiegai due giorni per un tratto di strada, che, in condizioni normali avrei fatto in neanche un giorno. Fu a causa delle legioni di non-morti che presidiavano la zona, ma c'erano anche talune che goffamente cercavano di esercitarsi. Notai che la maggior parte di queste legioni si spostavano sempre da ovest verso est e viceversa. Solo una vidi venire da nord, dove era mia intenzione andare. Quando la vidi marciare verso di me, mi nascosi subito al primo albero grigio della zona, e attesi. Incredibilmente quelli, venti ghoul presidiati da un cavaliere della morte, si fermarono a pochi passi da me. Sembravano avere il fiatone…
"E' confermato, è un accampamento del Flagello" disse il cavaliere della morte.
"Dovremo informare Lady Sylvanas?" domandò uno dei ghoul.
"Si…ma faremo meglio a non dirle che abbiamo perso più di trenta ghoul nella battaglia…e riprendiamo il cammino…non sarà contenta se torneremo tardi. E' piuttosto suscettibile in questo periodo…" Dopo queste poche scambio di battute, ripresero il cammino. Finalmente avevo avuto l'informazione che mi serviva, e iniziai ad andare verso nord, cavalcando ad alta velocità, pensando che non avrei più trovato Reietti in quelle zone.
"Hanno combattuto anche…la guerra può dirsi iniziata!"
Dopo diverso tempo, raggiunsi finalmente l'accampamento, dinanzi al cui portone, c'erano resti scheletrici. La parola accampamento non poteva essere usata per quell'ammasso di capanne, pensai. Infatti le "mura" erano composte di tronchi di legno tirati su, e di legno era anche il portone. All'opera c'erano alcuni ghoul che ammassavano e bruciavano i resti dei loro nemici, mentre all'interno dell'accampamento si poteva scorgere una fremente attività
"Ti ho trovato, Relhiar" pensai fra me e me. Mi avvicinai sul mio cavallo al portone, e sotto lo sguardo curioso dei ghoul e di alcune guardie urlai:
"Relhiar! Relhiar! Esci fuori!" Non so cosa mi prese, ma mi invase una strana sensazione di potenza.
Uno strano silenzio piombò in quel momento. Ma qualcuno venne a rispondermi, e fu l'unica persona che non mi sarei mai immaginato di trovare li, un nano. Solo allora, notai che anche le guardie sopra le mura, erano nani, e che tra i soldati feriti dopo la battaglia, oltre ai soliti scheletri, c'erano anche nani!
"Ehi tu!" disse quello che aveva l'aria di comandare. Scesi da cavallo e lo fissai meglio: aveva, al posto delle pupille, due occhi neri, e altri tratti non corrispondenti ai nani che ricordavo.
"Sei un umano! Ah, vile traditore, servi Lady Sylvanas ora? Vuole dichiarar la resa?"
"Non sono un messaggero" risposi.
"Ho sentito chiamare Relhiar, perché lo cercate?" Non ebbi neanche il tempo di rispondere. Sulla scena irruppe la figura di un uomo.
"Naemor, fratello mio" disse Relhiar, con voce stranamente alterata.
"Relhiar? Sei tu?"
"Ehi Relhiar, faresti meglio a tornare dentro e riposarti"
"Non si preoccupi per me, capo." Poi rivolgendosi a me disse:"Certamente, sono io" venne vicino e mi abbracciò. "Hai viaggiato a lungo? Vieni dentro, sarai stanco morto…"
Senza che potessi oppormi, o dir altro, venni condotto all'interno dell'accampamento sotto il braccio di mio fratello. In quel momento non capivo cosa stesse accadendo: avevo progettato un ipotesi sulla base della sua lettera, ma ora sembrava essere crollata completamente. Accaddero parecchie cose in rapidissima successione. Come ipnotizzato, ma io oggi direi come uno stupido, lo seguii in una piazza, con tutti i non-morti che mi circondarono. Relhiar lasciò la stretta, con un ghigno mi voltò le spalle e fece tre passi verso quelli che erano i suoi soldati.
"Cosa…?" feci, non capendo.
"Bene, adesso, addio fratello…" disse Relhiar fermandosi. "Sei caduto nella trappola" continuò con voce normale. Ma accadde qualcosa di strano. Dopo aver fatto due passi, mentre i non-morti iniziavano a scagliarsi conto di me, incapace di pensare, incapace di difendermi, con un volto che esprimeva meraviglia e col cervello in pausa, Relhiar cadde a terra con le mani tra i capelli emettendo grida disumane. Come se non bastasse, in quel preciso momento, inoltre, sentii un cavallo urlare di dolore e i non-morti caricare verso di me con le loro grida strazianti. Capiì solo in quel momento del pericolo, dopo quei due tre secondi di smarrimento totale, e allora sfoderai spada e scudo e iniziai a combattere l'orda di cadaveri che si riversarono su di me. La loro superiorità numerica fu schiacciante: dopo pochi secondi mi ritrovai con lo scudo in frantumi, disarmato, e con le parti del mio corpo che facevano da bersaglio per ogni colpo. Allora, però, il grido di Relhiar divenne fu forte e potente, si rialzò in piedi, sfoderò il suo martello e iniziò a far strage di non morti.
"Non toccate mio fratello!" iniziò a combattere facendo fuoriuscire una furia repressa da tempo. Dopo aver ucciso tre ghoul in rapida successione si fermò e urlò:
"Adesso la pagherete!" e un momento dopo cadde a terra privo di sensi.
"No!" dissi avvicinandomi a lui. Aveva messo tanto timore ai nemici, che questi per un po', avevano arretrato, intimoriti da tanta energia. Ma vedendo accasciarsi Relhiar, ripresero coraggio e tornarono alla carica. Vedendoli arrivare, non seppi più cosa fare. Fu allora che un potente grido squarciò il cielo. Era il grido di un'aquila, ma più intenso. I non-morti, automaticamente guardarono verso l'alto, e poi si abbassarono tutti all'unisono, e dove prima c'era la testa di uno, ora a una folle velocità passava un grifone reale. Egli, dall'alto del cielo, aveva planato verso il basso sulle teste dei non-morti, che erano stati, per l'appunto, costretti ad abbassarsi. Il volatile sfiorò anche il mio braccio sinistro ad una velocità pazzesca e ritornò verso l'alto, per poi apprestarsi a tornare velocemente verso terra. Incantatomi a vederlo volare, capii che dovevo cogliere l'attimo; cosi presi sulle spalle Relhiar, e quando il grifone fece suo ritorno, seminando per la seconda volta scompiglio tra le fila di non-morti, mi aggrappai al suo collo e volammo via, lasciandoci l'accampamento alle spalle. Guardai subito verso il basso. Il nano, che nel frattempo aveva ucciso il mio cavallo, stava maledicendo noi, mentre vidi la mia spada luccicare sul terreno, come voler darmi il suo addio.
"Sai volare fino a Southshore?" domandai al grifone, ed egli per tutta risposta emise uno strano suono ed aumentò la velocità.
Impiegammo altri cinque giorni per tornare a Southshore, e sembra un paradosso, come fa un grifone a impiegare cinque giorni per un tratto cosi breve per lui? La risposta era semplice: il grifone si rivelò più intelligente del normale, perché fu abile da cambiare rotta ogni qualvolta avvertisse la vista di un non-morto sulle sue piume. Inizialmente lo trovai ingegnoso, ma poi iniziai a spazientirmi perché a volte faceva giri larghissimi, perdendo molto più tempo del normale. Anche se molte volte incontrammo draghi dei ghiacci e gargoyle in volo. Ma le condizioni di Relhiar peggioravano a vista d'occhio, e fummo costretti a fermarci per circa due giorni per dargli i primi soccorsi con un cofanetto che m'ero portato da Southshore. Arrivammo comunque proprio lì. Dimenticandomi della partenza verso Theramore, portai Relhiar all'ospedale per soccorrerlo, ma appreso che non c'era tempo per guarirlo e poi arrivare sull'isola a Kalimdor, decisi di raggiungerti tramite il volo. Presi le medicine di cui mio fratello aveva bisogno e ripartii spedito sul grifone con Relhiar verso Pyrewood. Una volta arrivati al villaggio sul mare, mi resi conto di essere arrivato molto in ritardo e iniziai a disperarmi. Come potevo raggiungerti? La risposta mi fu data proprio dal mio grifone: questo, aveva spiegato le ali e si era alzato a pochi metri da terra con Relhiar sul dorso e mi guardava come a dire: "Sali, e andiamo" scioccamente risposi "Sei in grado di fare questo dopo cinque giorni di volo?" ma salii e partimmo verso Theramore. Come ben sai, poche ore fa ho incrociato la barca e siamo atterrati qui. Questo è tutto."
Naemor
2 La difesa di Southshore parte 1
2 La difesa di Southshore parte 2
2 La difesa di Southshore parte 3
5 Il racconto dei fratelli parte 1
5 Il racconto dei fratelli parte 2
7 Il ritorno del Silver Hand parte 1
7 Il ritorno del Silver Hand parte 2
7 Il ritorno del Silver Hand parte 3
10 Ritorno alle origini parte 1
10 Ritorno alle origini parte 2
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