Il Profeta->Leggende
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Questa sezione è dedicata alle storie raccolte dai nostri mitici eroi e trascritte nella lingua della Terra di Mezzo per noi...sono bene accette anche storie di altri collaboratori...anche se sotto l'occhio vigile del curatore del sito. Buona lettura!!!
Alcuni dei racconti sono anche in formato PODCAST e potete, quindi, anche ascoltarli!!!
Il Paladino
capitolo 6 :L'erede parte 3
Se vuoi puoi ascoltare dal PODCAST il racconto da te selezionato.
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"Ah, la battaglia di Hearthglen…una bella vittoria che nessuno seppe spiegare…"commentò Jaina.
"Già, fu per merito di Naemor oltre che di Uther…fu una delle poche volte che si impose...soleva ubbidire ai comandi dall'alto….comunque, sentiamo…"
"Dunque, io pensavo che potessimo approfittare della situazione che si creerà tra i due schieramenti, ed attaccarli a sorpresa mentre loro stessi si uccidono a vicenda. Proprio quando entrambi gli eserciti saranno all'estremo delle loro forze, allora interverremo noi…"
"Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare…"rispose Jaina. "Ma guarda caso, anche io avevo un progetto simile…"
"Come?" disse Dortoy "Anche tu vorresti combattere i non-morti?"
"Perché tu no?"
"Si…ma non certo nella situazione in cui gli umani si trovano…insomma è assurdo ora andare li e far guerra…non otterremo vittorie…"
"Il vero motivo per cui ti ho mandato a prendere questo tomo è perché ci aiutasse ad avere mezzi per sconfiggere i non-morti" disse Jaina. "Subito dopo l'arrivo a Theramore ho pensato alla vendetta, al tempo in cui saremmo sbarcati nuovamente sulle rive di casa e mandato via gli intrusi. Ma come hai detto tu, non sapevo come fare. Né allora, né oggi. Speravo in questo libro…avevo sentito voci sulla sua esistenza e quando arrivasti a Theramore, scontenta e sfiduciata capii che c'era una speranza per riaverlo…ti sei mai chiesta perché ho mandato te? Perché l'Arcimago…o meglio, l'Arcimaga Suprema?"
"No…" disse Dorothy spiazzata.
"Poche persone al mondo ti conoscono realmente. Fortunatamente sono tra queste" disse ridendo, e aggiunse "Eri triste e sfiduciata e anche tu pensavi di essere scappata. Sapevo fin troppo bene, che, per come sei fatta tu, tornare a combattere li, sarebbe stato un motivo di felicità e avrebbe potuto rialzarti col morale. E così ti assegnai la missione. Io ero e sono diversa da te, sono più diplomatica, diciamo, e per questo fondai Theramore. Ti dissi anche di cercare Naemor, il miglior paladino dopo Uther che io potessi ricordare…te lo chiesi perché sicuramente Uther ha messo protezioni che solo un paladino del Silver Hand può rimuovere. E tu, felice, andasti. I successivi anni, sprofondai nel vuoto…non tornavi e alla fine mi resi conto che avevi fallito."
"Ma mi mandasti una lettera…"
"Ah si…un anno fa circa…quando morì il Re di Stormwind."
"Cosa?" esclamò sbalordita Dorothy.
"Si…il regno di Stormwind da un anno a questa parte è allo sbando…la corona è passata al figlioletto del re di soli cinque anni, ma il reggente è una tale Fordragon…Ti dissi, nella lettera, di affrettarti, ricordi? Lo feci in quell'occasione perché ho sempre sperato nell'aiuto di Stormwind…ma comunque non tornavi…e il mio progetto svanì col tuo non-ritorno. Fino a questa mattina…insomma, anche io, come Naemor, voglio riconquistare Lordaeron…ti rendi conto dell'opportunità che ora ci si apre davanti? Mai avevo sognato che questa cosa potesse realizzarsi…"
"Dunque anche tu sei dello stesso partito mio" dissi.
"Si…"poi sprofondò in silenzio, come se pensasse…
"Forse sono stata un po' troppo avventata…comunque il mio piano non l'ho dimenticato e vedremo di attuarlo...un passo alla volta…"
"Come già dissi a Naemor..se tu sei d'accordo per me possiamo andare anche in capo al mondo" disse Dorothy.
"Ben detto!" commentai.
"Molto bene…allora sarà meglio che ci affrettiamo ad aprire questo libro…"
"Ma prima…" iniziò Dorothy, quasi un po' imbarazzata.
"Certo…vorrai vedere i tuoi genitori…seguimi so dove abitano…"e si alzò dalla scrivania. Io, non volendo assistere poi a una scena cosi intima, dissi:
"Allora io e Relhiar andremo alla taverna a prenotare una stanza…dormiremo li per ora.
"Va bene…"rispose la regina "state all'erta perché penso che dopo la nostra visita ce la metteremo tutta per levare i sigilli magici…dopo toccherà a voi rimuovere i vostri."
Scendemmo dalla torre e andammo alla prima taverna che trovammo.
"E' proprio una cittadina fatta ben bene vero?" domandai guardando le strade circondate da un erbetta verde ben curata e osservando le mura.
"Già, ma leviamoci questi pesanti indumenti di dosso ora, per favore"
Entrammo così nella taverna. L'atmosfera era ben diversa da quelle delle taverne a Lordaeron. Lì se entrava un guerriero vedevi l'oste traboccare di felicità, correrti vicino, bombardare di domande e offrirti il pranzo, con tutti i curiosi a sentir la conversazione. E si trovava gente rozza, molto spesso ubriaca oppure semplici lavoratori in pausa pranzo con una famiglia da portare avanti. Mi venne in mente questa parola, invece, entrando in quella taverna a Theramore: "Perché?"
Di guerrieri bardati di tutto punto ce n'erano a decina, quelli che erano i comuni cittadini stavano li ad abbuffarsi ridendo e scherzando, e l'oste stesso sembrava un po' ubriaco. La stanza era illuminata molto bene nonostante fosse solo mattina.
"Perché si divertono tanto, mentre altre persone, in questo momento, dall'altra parte del mondo, soffrono terribilmente?" pensai.
Comunque, prendemmo la stanza, ci cambiammo mettendoci soffici vestiti e iniziammo a passeggiare per la cittadina discutendo.
"Pensi davvero che Jaina metta in campo Theramore nella prossima guerra?" domandò Relhiar.
"Non è così facile. Solo quattro persone conoscono questo progetto, mentre c'è un'intera cittadina che deve saperlo. Magari gli abitanti stessi di Theramore potrebbero rivoltarsi ad una chiamata in guerra e rifiutare di tornare a Lordaeron…ma tu? Non hai detto una parola prima…"
"Mi piacerebbe molto rivedere la nostra Tyr's Hand allo splendore di un tempo, ma so bene che non è cosa semplice e perciò rimango coi piedi per terra."
Trascorremmo così, parlando del più e del meno, fino al pomeriggio.
"Quanti abitanti ci potranno essere qui ad occhio e croce?" stava domandandomi Relhiar.
"Circa 10.000 penso…si, senti che ne dici se andiamo a vedere se hanno tolto i sigilli dal tomo?"
"Si, buona idea…"
Ma raggiunta la torre, i fanti di guarda, logicamente, non ci fecero passare in quanto non sapevano chi fossimo. Fortunatamente arrivò Dorothy in quel momento e ci fece entrare. Conducendoci nella stanza ci disse:
"Vi stavo proprio cercando…abbiamo tolto i sigilli del Kirin Tor, ora ci sono solo quelli del Silver Hand…"
"Non ci è voluto molto…è stato più semplice del previsto" annunciò Jaina quando ci vide entrare. "Prendetelo e osservatelo"
Relhiar prese il libro,ora apribile, e sfogliò alcune che apparivano bianche.
"Penso sia semplice…"disse passandomelo.
"Si, è un sigillo normale" risposi. Tesi la mano sulla pagina, sussurrando alcune parole, e tutte le scritture comparvero. "Ecco" dissi, ridandolo a Jaina.
"Sono stati necessari questi sigilli cosicchè nessun comune soldato potesse leggere…e ora…vediamo cosa c'è scritto…un momento…". Jaina stava fissando ancora il libro, senza aprirlo.
"Cosa c'è?" chiese Dorothy. Tutti notammo poi che il libro aveva un titolo che era: "Fondazione dell'ordine del Silver Hand"
"Questo è…"
"Il libro in cui sono state scritte le regole dell'ordine….lo scopo….e le arti del paladino…e risale a quando Uther e l'Arcivescovo Faol fondarono il Silver Hand!" dissi "Straordinario, ho sempre sognato leggere questo leggendario libro…"
"Dunque, nulla che possa servirci..."commentò Dorothy.
"Scherzi?" risposi "Ci sono miriadi di informazioni utili qui…"
"Intendevo per la guerra che verrà…"
"Guardate qui!" esclamò D'un tratto Relhiar, che in quel momento aveva il libro in mano e perlustrava le ultime pagine. "E' scritto a mano con una calligrafia impeccabile…"
Sull'ultima pagina, infatti, c'era uno scritto di media lunghezza scritto con inchiostro e una calligrafia degna del miglior scrivano, firmato da nientemeno che Uther. Tutti iniziammo a leggere:
Saluti a chiunque leggerà queste riga.
Sono Uther the Lightbringer, Comandante del Silver Hand, e Paladino Supremo. Molto probabilmente queste saranno le ultime cose che scriverò nella mia vita, perché sono ad Andorhal assediato dai non-morti. Suppongo che tra poco il loro capo venga qui per reclamare l'urna che custodisco, e sapendo della loro schiacciante superiorità numerica che già ha sottomesso buona parte della città, penso che non sopravviverò. Per questo voglio rimediare al più grande errore della mia vita, errore che è costato la vita di migliaia di persone. Io ora, in piena coscienza di me stesso, nomino mio erede Naemor di Stormwind, a capo del Silver Hand e Paladino Supremo egli stesso. Nomino anche Gran Maresciallo dell'ordine, al suo posto, Relhiar di Stormwind. Spero, anzi ne sono sicuro, che loro possano porre rimedio agli errori di un vecchio. Nonostante ciò lotterò fino alla fine.
Uther the Lightbringer
Ci furono lunghi attimi di silenzio dopo la lettura del testo. Commosso e sussurrando un debole "Scusatemi" abbandonai la torre.
Naemor
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